Spirito e Vita

Continua ogni giorno il commento alle Letture della Sacra Scrittura, delle sante Messe di tutti i giorni: Domeniche, Solennità, Feste, e giorni feriali.

Spirito e Vita

giovedì 24 maggio 2018

Giovedì 7ª settimana


Giovedì 7ª settimana


La prima lettura e il Vangelo ci indicano gli errori e i peccati da evitare, le giuste azioni da compiere e i buoni comportamenti da seguire per raggiungere la salvezza e non finire nella Geènna.

Ascoltiamo la Parola 


(Sir 5, 1-8): 1Non confidare nelle tue ricchezze e non dire: "Basto a me stesso". 2Non seguire il tuo istinto e la tua forza, assecondando le passioni del tuo cuore. 3Non dire: "Chi mi dominerà?" , perché il Signore senza dubbio farà giustizia. 4Non dire: "Ho peccato, e che cosa mi è successo?", perché il Signore è paziente. 5Non essere troppo sicuro del perdono tanto da aggiungere peccato a peccato. 6Non dire: "La sua compassione è grande; mi perdonerà i molti peccati", perché presso di lui c'è misericordia e ira, il suo sdegno si riverserà sui peccatori. 7Non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno, perché improvvisa scoppierà l'ira del Signore e al tempo del castigo sarai annientato. 8Non confidare in ricchezze ingiuste: non ti gioveranno nel giorno della sventura.

(Mc 9, 41-50): In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli 41“chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. 42Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. 43Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. [44] 45E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. [ 46] 47E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, 48dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. 49Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. 50Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri”.

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo


Con diversità di accenti e di argomenti, la prima lettura e il Vangelo mettono in guardia contro due errori diffusi e due peccati molto comuni. Il primo è la presunzione di potersi salvare contando solo sulle proprie forze, dimenticando le parole di Gesù: senza di me non potete far nulla. Il secondo è la pretesa di sfidare la misericordia divina. 
Il Siracide presenta una serie di questi comportamenti sbagliati ed esiziali come: confidare nella ricchezza; pretendere di bastare a se stessi; seguire i propri istinti; assecondare le proprie le passioni, ecc. Altra forma di arroganza colpevole è pensare: ho peccato e non mi è successo nulla. 
La sicurezza ingiustificata di essere perdonati, infatti, spinge a commettere peccati su peccati. Chi pensa che presso Dio c'è misericordia e compassione, per cui tutti i nostri peccati saranno perdonati, deve anche pensare che il Signore è paziente e misericordioso ma anche giusto, ossia unisce misericordia e giustizia. 
La sua giustizia non prescinde mai dalla sua misericordia, né la sua misericordia prescinde mai dalla sua giustizia. Questo è per noi un grande mistero. 
Nessuno, quindi, deve ritardare a convertirsi, rinviando il pentimento di giorno in giorno. Ciò sarebbe ingiusto e, confidare in ciò che è ingiusto, porta non salvezza e vantaggi ma sventura. 
Nel Vangelo, Gesù ricorda che neanche il più piccolo gesto d’amore e di bontà rimarrà senza ricompensa. Mette in guardia, però, dal peccato e soprattuto dallo scandalo, che consiste nell’indurre anche altri a peccare. Per chi scandalizza annuncia le pene più severe. 
Invita infine i suoi seguaci a essere il vero “sale della terra”, ossia vivere quel dono evangelico di verità e di amore che ci ha affidato, perché preserviamo noi e il mondo dalla corruzione e diamo il vero sapore soprannaturale e il giusto valore spirituale alla nostra vita.   

Riflessione

Perché per la salvezza non basta confidare in se stessi e nelle proprie ricchezze? 

Che cosa dice Gesù di chi scandalizza uno solo dei piccoli che credono in lui?

Perché e come i cristiani devono essere veramente il “sale della terra”?

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

O Dio, che nella follia della croce manifesti quanto è distante la tua sapienza dalla logica del mondo, donaci il vero spirito del vangelo, perché ardenti nella fede e instancabili nella carità, diventiamo luce e sale della terra”.

mercoledì 23 maggio 2018

Mercoledì 7ª settimana


Mercoledì 7ª settimana


Il percorso che rivela la realtà della Sapienza è molto lungo. Presente al momento della creazione governa l’universo. Nella storia della salvezza Dio la mandò quaggiù come Legge e provvidenza, agisce per suo mezzo, come fa col suo Spirito, per formare gli amici di Dio. Nel Vangelo Gesù invita i discepoli a rispettare chiunque agisce bene.  

Ascoltiamo la Parola 


(Sir 4, 11-19): 11La sapienza esalta i suoi figli e si prende cura di quanti la cercano. 12Chi ama la sapienza ama la vita, chi la cerca di buon mattino sarà ricolmo di gioia. 13Chi la possiede erediterà la gloria; dovunque vada, il Signore lo benedirà. 14Chi la venera rende culto a Dio, che è il Santo, e il Signore ama coloro che la amano. 15Chi l'ascolta giudicherà le nazioni, chi le presta attenzione vivrà tranquillo. 16Chi confida in lei l'avrà in eredità, i suoi discendenti ne conserveranno il possesso. 17Dapprima lo condurrà per vie tortuose, gli incuterà timore e paura, lo tormenterà con la sua disciplina, finché possa fidarsi di lui e lo abbia provato con i suoi decreti; 18ma poi lo ricondurrà su una via diritta e lo allieterà, gli manifesterà i propri segreti. 19Se invece egli batte una falsa strada, lo lascerà andare e lo consegnerà alla sua rovina.

(Mc 9, 38-40): In quel tempo 38Giovanni disse a Gesù: "Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva". 39Ma Gesù disse: "Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: 40chi non è contro di noi è per noi.

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 


La Scrittura mostra che la rivelazione della Sapienza divina fu lunga e complessa. La Sapienza è già presente, insieme a Dio, al momento della creazione e in tutto il governo dell’universo. 
Nella storia della salvezza il Signore l’ha inviata all’umanità come sua Legge e Provvidenza. Egli opera per suo mezzo, come fa col suo Spirito, per formare i suoi amici. Essa peoduce grande benefici: cercarla produce gioia; possederla è ereditare la gloria; venerarla è onorare Dio; ascoltarla è giudicare bene e vivere tranquilli; confidare in essa è ereditarla. 
Il Signore promette di benedire chi la segue, ovunque egli vada. Nelle vie tortuose, la Sapienza ci guida con la sua disciplina e con i suoi comandamenti ci mette alla prova, per ricondurci sulle vie diritte e allietarci con i suoi segreti. Dio ama tutti quelli che la amano. Chi, però, non la segue, percorre false strade e si consegna alla propria rovina. 
L’episodio del Vangelo è di grande importanza per capire i compiti di ogni discepolo di Gesù e della sua Chiesa. Giovanni dice al Signore che, con gli altri discepoli, ha visto uno che scacciava demòni nel suo nome e volevano impedirglielo. Il motivo di ciò è che non era uno dei suoi seguaci. 
La risposta del Signore è ferma e decisa. Dice: “Non glielo impedite” e ne spiega subito le ragioni. La prima è che nessuno può fare un miracolo nel suo nome e subito dopo parlar male di lui. La seconda ragione è ancora più forte: “Chi non è contro di noi è per noi”. 
Con ciò insegna che la comunità dei discepoli non è né deve diventare un gruppo chiuso, escusivista, geloso dei propri privilegi. Questo princpio vale per sempre, e in particolare per l’intera Chiesa, comunità universale di fede e di amore, destinata a tutte le genti, popoli e nazioni.
Chiunque può fare cose buone e chi le fa deve essere amato, rispettato e accolto. Il Vangelo è lievito di vita e di salvezza per tutte le culture e tutte le religioni, e tale deve sempre rimanere.  

Riflessione


Che cosa indica la Sapienza nella Scrittura?

Perché i discepoli di Gesù non devono impedire di scaccia i demòni nel nome di Gesù?

Che cosa intende Gesù dicendo: “Chi non è contro di noi è per noi”?

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 


Infondi in noi, O Padre, la sapienza e la forza del tuo Spirito, perché camminiamo con Cristo sulla via della croce, pronti a far dono della nostra vita per manifestare al mondo la speranza del tuo regno”.  

martedì 22 maggio 2018

Martedì 7 settimana


Martedì 7 settimana  


Nella prima lettura S. Giacomo indica le cause delle guerre e delle liti che sono in mezzo a noi e il modo di vincerle mediante la grazia del Signore e ad avvicinarci sempre più a lui. Gesù ricorda che per accoglierlo e credere veramente in lui è necessario essere umili.

Ascoltiamo la Parola di Dio


Gc 4, 1-10: Fratelli mei, 1da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? 2Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; 3chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni. 4Gente infedele! Non sapete che l'amore per il mondo è nemico di Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. 5O forse pensate che invano la Scrittura dichiari: "Fino alla gelosia ci ama lo Spirito, che egli ha fatto abitare in noi"? 6Anzi, ci concede la grazia più grande; per questo dice: Dio resiste ai superbi, agli umili invece dà la sua grazia. 7Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi. 8Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Peccatori, purificate le vostre mani; uomini dall'animo indeciso, santificate i vostri cuori. 9Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e piangete; le vostre risa si cambino in lutto e la vostra allegria in tristezza. 10Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà.

Mc 9, 30-37: In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli 30attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: "Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà". 32Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. 33Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: "Di che cosa stavate discutendo per la strada?". 34Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. 35Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: "Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti". 36E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: 37"Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato".

Meditiamo con lo Spirito Santo


Nella prima lettura S. Giacomo indica le cause delle  guerre e liti in mezzo a noi e suggerisce come vincerle con la grazia del Signore. 
Guerre e liti sono prodotte dalle nostre passioni o smodate bramosie che vivono dentro di noi. Sono esse a riempirci di desideri malvagi e a spingerci alle invidie e al possesso. Quando non otteniamo qualcosa, ci spingono a far guerra e a uccidere. 
Se chiediamo male, ossia per soddisfare le nostre passioni, non avremo né otterremo nulla. Amare il mondo, che è nemico di Dio, ci rende nemici di Dio. La Scrittura però c’insegna che il Signore fa abitare in noi il suo Spirito, che ci ama fino alla gelosia e ci concede ogni grazia. 
Infatti, “Dio resiste ai superbi, ma agli umili dà la sua grazia”. Se a Dio ci avviciniamo e ci sottomettiamo, egli si avvicina a noi. Più resistiamo al diavolo, più questi fugge lontano. 
Per i peccatori e gli indecisi il ridere si risolve in lutto e l’allegria in tristezza. Se però si pentono, purificano le mani, riconoscono la loro miseria, piangono e si umiliano davanti al Signore, egli li esalta e santificherà i loro cuori. 
Il Vangelo ci mostra che anche i discepoli di Gesù erano soggetti a passioni come: essere il primo o essere il più grande. Questo li portava a discussioni fra loro e a non comprendere le parole in cui Gesù annunziava loro la sua prossima passione e morte. 
Dovette, quindi, ripetere loro la legge fondamentale del suo Regno e della vita cristiana, della quale diede egli stesso l’esempio: “Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti
Il Signore prese pure un bambino, lo abbracciò e lo indicò come modello di semplicità, genuinità, umiltà e obbedienza. Aggiunse, quindi: Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato" 

Riflessione 


Quali sono le cause delle rivalità, invidie, possesso e desideri malvagi?

Come chiedere aiuto e ottenere grazie dal Signore? 

Quale valore fondamentale indica Gesù ai discepoli che volevano essere primi o più grandi?  

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


O Padre, che fai ogni cosa per amore, e sei la più sicura difesa degli umili e dei poveri donaci un cuore libero da tutti gli idoli per servire solo te e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento nuovo l’unica legge della vita”.

lunedì 21 maggio 2018

Lunedì 7 settimana


Lunedì 7 settimana


Nella prima lettura l’Apostolo Giacomo invita a distinguere bene fra saggezza  sapienza. Vi è una saggezza terrestre, materiale, diabolica, dalla quale guardarsi sempre, e la sapienza che viene dall'alto, portatrice di buoni frutti, da cercare e perseguire assiduamente. Gesù insegna la necessità della fede in lui e della preghiera per vincere le forze del male.

Ascoltiamo la Parola di Dio 


Gc 3, 13-18: Fratelli mei, 13Chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza. 14Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità. 15Non è questa la sapienza che viene dall'alto: è terrestre, materiale, diabolica; 16perché dove c'è gelosia e spirito di contesa, c'è disordine e ogni sorta di cattive azioni. 17Invece la sapienza che viene dall'alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. 18Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.

Mc 9, 14-29: In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] 14e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. 15E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. 16Ed egli li interrogò: "Di che cosa discutete con loro?". 17E dalla folla uno gli rispose: "Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. 18Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti". 19Egli allora disse loro: "O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me". 20E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. 21Gesù interrogò il padre: "Da quanto tempo gli accade questo?". Ed egli rispose: "Dall'infanzia; 22anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci". 23Gesù gli disse: "Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede". 24Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: "Credo; aiuta la mia incredulità!". 25Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: "Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più". 26Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: "È morto". 27Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi. 28Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: "Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?". 29Ed egli disse loro: "Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera".  30

Meditiamo con lo Spirito Santo


L’Apostolo Giacomo, nella prima lettura, distingue attentamente fra saggezza e sapienza. La saggezza dalla quale guardarsi sempre, è la sapienza terrestre, materiale, diabolica, che produce gelosie, spirito di contese, disordine e ogni sorta di cattive azioni. Chi se ne lascia guidare ha il cuore sempre pieno di gelosia amara e di spirito di contesa, che lo portano a vantarsi, agire contro la verità e vivere di menzogne. 
La sapienza che viene dall'alto, ossia da Dio, è invece del tutto differente. È pura, pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia, imparziale, sincera, portatrice di buoni frutti. Coloro che la seguono fanno opera di pace e seminano frutti di giustizia. Di qui l’invito a essere saggi e intelligenti, distinguendo bene la sapienza vera da seguire, che viene dall’alto, ossia da Dio. 
L’altra, che viene dalla concupiscenza, dal mondo e dal demonio, è sempre da rifiutare e respingere. 
Il Vangelo ci mostra molto chiaramente l’azione del demonio, che rende sordomuto un fanciullo e gli causa convulsioni. Per ottenere la sua guarigione è necessaria una fede convinta. 
Il padre chiede a Gesù, con poca fede: “se tu puoi qualcosa”. È un errore, però, dire: “se tu puoi qualcosa” a colui che può tutto. Gesù, quindi, lo corregge: "Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede". 
Illuminato da questa parola e dalla grazia di Cristo, il padre del fanciullo, grida subito ad alta voce: "Credo; aiuta la mia incredulità!". Gesù lo esaudisce, dimostrando che tutto è possibile a chi crede in lui con vera fede e profonda fiducia. 
Il Signore, infatti attribuiva sovente i suoi miracoli alla fede di chi lo pregava e alcune volte non poté farne perché non avevano fede in lui. 
Un altro insegnamento egualmente importante è nella risposta di Gesù ai suoi discepoli, che non avevano potuto scacciare lo spirito impuro e guarire il sordomuto. Egli dice loro chiaramente: "Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera". 
Non basta, quindi, la sola fede, perché è necessaria anche la preghiera. L’una senza l’altra è insufficiente. La vera fede e fiducia ci fa pregare efficacemente. La preghiera fiduciosa e assidua ci fa avere la pienezza di fede e di fiducia necessarie per essere esauditi da Dio. 

Riflessione 


Che differenza c’è fra la sapienza terrestre e la sapienza che viene dall'alto

Qual è il modo giusto di chiedere qualcosa al Signore? 

Che cosa occorre, insieme alla fede, per ottenere ogni aiuto dal Signore?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa


O Padre, che nel Cristo tuo Figlio ci hai dato l’unico maestro di sapienza e il liberatore dalle potenze del male, rendici forti nella professione della fede, perché in parole e opere proclamiamo la verità  e testimoniamo la gratitudine di coloro che a te si affidano”.