lunedì 24 aprile 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 383 – Parte IV.



YOUCAT Domanda n. 383 – Parte IV. Perché l'aborto non è accettabile in nessuna fase dello sviluppo di un embrione?


(Risposta Youcat – ripetizione) La vita, che è donata da Dio, è proprietà di Dio; è sacra fin dal primo istante e non può essere sottoposta a nessun intervento umano. «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato» (Ger 1, 5).

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2273 c) Come conseguenza del rispetto e della protezione che vanno accordati al nascituro, a partire dal momento del suo concepimento, la legge dovrà prevedere appropriate sanzioni penali per ogni deliberata violazione dei suoi diritti” [Donum vitae, 3].

Per meditare

(Commento Youcat) Solo Dio è Signore della vita e della morte; la «mia» vita non mi appartiene neppure per un istante; ogni bambino ha diritto alla vita fin dal concepimento; fin dall'inizio l'essere umano non ancora nato è una persona che nessuno può privare dei suoi diritti, neppure il medico e neppure la madre. La chiarezza della Chiesa in questa materia non è mancanza di misericordia; la Chiesa desidera piuttosto richiamare l'attenzione sul danno irreparabile che viene arrecato al bambino, che viene ucciso innocente, ai suoi genitori e a tutta la società. Proteggere la vita innocente rientra anche fra i compiti precipui dello Stato; se uno Stato si sottrae a questo compito, mina i fondamenti stessi dello Stato di diritto.    

(Commento CCC) (CCC 2274) L'embrione, poiché fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovrà essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano. La diagnosi prenatale è moralmente lecita, se “rispetta la vita e l'integrità dell'embrione e del feto umano ed è orientata alla sua salvaguardia o alla sua guarigione individuale […]. Ma essa è gravemente in contrasto con la legge morale quando contempla l'eventualità, in dipendenza dai risultati, di provocare un aborto: una diagnosi […] non deve equivalere a una sentenza di morte” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 1, 2].

(Prossima domanda: Si può provocare l'aborto in caso di malformazioni?)

sabato 22 aprile 2017

2ª Domenica di Pasqua A: Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!



2ª Domenica di Pasqua A: Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!   


Nel Tempo di Pasqua la prima lettura delle domeniche non è tratta dall’Antico Testamento ma dagli Atti degli Apostoli. Esse riferiscono molti aspetti della primissima predicazione degli Apostoli, nella quale essi spiegano mediante le Scritture gli eventi e i significati della morte in croce e della resurrezione di Gesù. Altre letture descrivono le conseguenze e gli effetti di questa morte e risurrezione sulle persone, sulla vita e sulle comunità cristiane.

Ascoltiamo la Parola di Dio 


At 2,42-47: [Quelli che erano stati battezzati] 42Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. 43Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; 45vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, 47lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

1Pt 1,3-9: 3Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, 4per un'eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, 5che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell'ultimo tempo.6Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po' di tempo, afflitti da varie prove, 7affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell'oro - destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco - torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. 8Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, 9mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.

Gv 20,19-31: 19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". 22Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati".24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo".26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!". 27Poi disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!". 28Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". 29Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!".30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 


La prima lettura, degli Atti degli Apostoli, descrive la vita delle primissime comunità cristiane, sottolineando il loro entusiasmo e generosità. Le basi di tali comportamenti sono i grandi avvenimenti pasquali: la Risurrezione, fatto storico e trascendente; le apparizioni del Risorto; la novità del corpo risorto di Cristo; la Risurrezione come opera della Santissima Trinità. La predicazione apostolica annuncia queste novità, illustra la persona, la vita e l’insegnamento di Cristo. Senza quest’annuncio, le comunità cristiane non esisterebbero e non potremmo conoscere i fatti né capire il significato dei Misteri Pasquali . Il Triduo Pasquale, seguito dai cinquanta giorni gioiosi e gloriosi, culminanti nella Pentecoste, mostra i numerosi vincoli e i collegamenti tra l’Eucaristia e le Scritture. Di tutti i gesti liturgici, lo “spezzare il pane” è il culmine che, non solo ricorda ma fa rivivere, ogni volta, quel dono totale di sé che Gesù attuò nell’ultima cena e portò a compimento sulla croce. Lo spezzare il pane riappare nell’incontro con i discepoli in cammino verso Emmaus. È questo gesto che fa loro riconoscere che Colui che cammina con loro è Gesù e fa capir loro la ragione per cui il loro cuore ardeva, mentre il Signore apriva le loro menti alla comprensione delle Scritture. Ieri, oggi e sempre, questo fatto rimane fondamentale e quest’annuncio rimane esemplare per la Chiesa e per ogni credente. Tutti dobbiamo accostarci alle Scritture e all’Eucaristia con lo stesso amore, attenzione e fede. Il significato più autentico di quanto esprimono le Scritture, infatti, emerge sempre nel momento più profondo della liturgia, ossia nello “spezzare il pane eucaristico”. Dalle pagine bibliche emergono sempre importanti  collegamenti che fanno cogliere, a chi legge con fede, che l’Eucaristia ha molti nessi indissolubili con ogni parola, evento, fatto e azione. La parola di Dio, letta nelle Scritture o annunziata dalla voce e dai gesti liturgici della Chiesa, conduce al vertice e alla finalità dell’Eucaristia, che è il Sacrificio della Nuova Alleanza e del Convito della Grazia. Parola ed Eucaristia si appartengono così intimamente da non potersi comprendere l’una senza l’altra. La Parola di Dio si fa corpo e carne sacramentale nell’evento eucaristico. La sacra Scrittura illumina e spiega il Mistero eucaristico. L’Eucaristia illumina e conferma la sacra Scrittura. Entrambe illuminano la nostra intelligenza per conoscere e adorare con fede, per aprire il nostro cuore all’amore e alla carità ardente per Dio. Come gesto conclusivo della sua missione fra noi, Gesù diede tale intelligenza e amore ai suoi Apostoli, perché la trasmettessero a tutti noi. Alitò su di loro il suo Spirito Santo e li colmò della sua pace, per mandarli a perdonare i peccati come li ha perdonati lui stesso. Proclamò beati tutti quelli che, anche senza aver visto, credono alla loro parola e al loro annuncio. Promise a quanti credono che è il Cristo e Figlio di Dio, la vita eterna nel suo nome. Nella seconda lettura, Pietro sottolinea che tale fede è molto più preziosa dell'oro e sarà la nostra lode, gloria e onore, quando Gesù ritornerà. Credendo in lui e amandolo senza vederlo, esultiamo della sua gioia indicibile e gloriosa e raggiungiamo la mèta della nostra vita: salvezza e santità. In ogni prova, difficoltà, ostacolo, oscurità e angustia della nostra vita, quindi, rispondiamo sempre all’invito del Signore, come Tommaso, pentito e ravveduto,: "Mio Signore e mio Dio!”     

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   


La fede è più preziosa dell’oro. Chiediamo a Dio di farci capire le ricchezze inestimabili che ci ha donato: il Battesimo che ci ha purificati; lo Spirito che ci ha rigenerati; il Sangue che ci ha redenti. “Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravvivi  la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti”.

Chiediamo a chi ci ha chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo, di guidarci alla felicità eterna e che la forza del sacramento pasquale operi sempre nella nostra vita. “Accogli con bontà, Signore, l’offerta del tuo popolo e dei nuovi battezzati: tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo, guidaci alla felicità eterna”. “Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto continui a operare nella nostra vita”.    
Gualberto Gismondi ofm

venerdì 21 aprile 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 383 – Parte III.



YOUCAT Domanda n. 383 – Parte III. Perché l'aborto non è accettabile in nessuna fase dello sviluppo di un embrione?


(Risposta Youcat – ripetizione) La vita, che è donata da Dio, è proprietà di Dio; è sacra fin dal primo istante e non può essere sottoposta a nessun intervento umano. «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato» (Ger 1, 5).

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2273 b) Tra questi diritti fondamentali bisogna, a questo proposito, ricordare il diritto alla vita e all'integrità fisica di ogni essere umano dal concepimento alla morte” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 3]. “Nel momento in cui una legge positiva priva una categoria di esseri umani della protezione che la legislazione civile deve loro accordare, lo Stato viene a negare l'uguaglianza di tutti davanti alla legge. Quando lo Stato non pone la sua forza al servizio dei diritti di ciascun cittadino, e in particolare di chi è più debole, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto.  […]

Per meditare

(Commento Youcat) Solo Dio è Signore della vita e della morte; la «mia» vita non mi appartiene neppure per un istante; ogni bambino ha diritto alla vita fin dal concepimento; fin dall'inizio l'essere umano non ancora nato è una persona che nessuno può privare dei suoi diritti, neppure il medico e neppure la madre. La chiarezza della Chiesa in questa materia non è mancanza di misericordia; la Chiesa desidera piuttosto richiamare l'attenzione sul danno irreparabile che viene arrecato al bambino, che viene ucciso innocente, ai suoi genitori e a tutta la società. Proteggere la vita innocente rientra anche fra i compiti precipui dello Stato; se uno Stato si sottrae a questo compito, mina i fondamenti stessi dello Stato di diritto. 

(Commento CCC) (CCC 2322) Fin dal concepimento il bambino ha diritto alla vita. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è una pratica “vergognosa” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 27], gravemente contraria alla legge morale. La Chiesa condanna con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana.     

(Continua la domanda: Perché l'aborto non è accettabile in nessuna fase dello sviluppo di un embrione?)

giovedì 20 aprile 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 383 – Parte II.



YOUCAT Domanda n. 383 – Parte II. Perché l'aborto non è accettabile in nessuna fase dello sviluppo di un embrione?


(Risposta Youcat – ripetizione) La vita, che è donata da Dio, è proprietà di Dio; è sacra fin dal primo istante e non può essere sottoposta a nessun intervento umano. «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato» (Ger 1, 5).

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2272) La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. “Chi procura l'aborto, ottenendo l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae” [CIC canone 1398] “per il fatto stesso d'aver commesso il delitto” [CIC canone 1314] e alle condizioni previste dal Diritto [CIC canoni 1323-1324]. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all'innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.   

Per meditare

(Commento Youcat) Solo Dio è Signore della vita e della morte; la «mia» vita non mi appartiene neppure per un istante; ogni bambino ha diritto alla vita fin dal concepimento; fin dall'inizio l'essere umano non ancora nato è una persona che nessuno può privare dei suoi diritti, neppure il medico e neppure la madre. La chiarezza della Chiesa in questa materia non è mancanza di misericordia; la Chiesa desidera piuttosto richiamare l'attenzione sul danno irreparabile che viene arrecato al bambino, che viene ucciso innocente, ai suoi genitori e a tutta la società. Proteggere la vita innocente rientra anche fra i compiti precipui dello Stato; se uno Stato si sottrae a questo compito, mina i fondamenti stessi dello Stato di diritto. 

(Commento CCC) (CCC 2273 a) Il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente rappresenta un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione: “I diritti inalienabili della persona dovranno essere riconosciuti e rispettati da parte della società civile e dell'autorità politica; tali diritti dell'uomo non dipendono né dai singoli individui, né dai genitori e neppure rappresentano una concessione della società e dello Stato: appartengono alla natura umana e sono inerenti alla persona in forza dell'atto creativo da cui ha preso origine.    

(Continua la domanda: Perché l'aborto non è accettabile in nessuna fase dello sviluppo di un embrione?)