domenica 31 maggio 2009

268. Qual è l'effetto della Confermazione?


268. Qual è l'effetto della Confermazione?

(Comp 268) L'effetto della Confermazione è la speciale effusione dello Spirito Santo, come quella della Pentecoste. Tale effusione imprime nell'anima un carattere indelebile e apporta una crescita della grazia battesimale: radica più profondamente nella fili azione divina; unisce più saldamente a Cristo e alla sua Chiesa; rinvigorisce nell'anima i doni dello Spirito Santo; dona una speciale forza per testimoniare la fede cristiana.

“In Sintesi”
(CCC 1316) La Confermazione perfeziona la grazia battesimale; è il sacramento che dona lo Spirito Santo per radicarci più profondamente nella filiazione divina, incorporarci più saldamente a Cristo, rendere più solido il nostro legame con la Chiesa, associarci maggiormente alla sua missione e aiutarci a testimoniare la fede cristiana con la parola accompagnata dalle opere. (CCC 1317) La Confermazione, come il Battesimo, imprime nell'anima del cristiano un segno spirituale o carattere indelebile; perciò si può ricevere questo sacramento una sola volta nella vita.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 1302) Risulta dalla celebrazione che l'effetto del sacramento della Confermazione è la speciale effusione dello Spirito Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste. (CCC 1303) Ne deriva che la Confermazione apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale: - ci radica più profondamente nella filiazione divina grazie alla quale diciamo: “Abbà, Padre” (Rm 8,15 ); - ci unisce più saldamente a Cristo; - aumenta in noi i doni dello Spirito Santo; - rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa; [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11] - ci accorda “una speciale forza dello Spirito Santo” per “diffondere e difendere con la parola e con l'azione la fede, come veri testimoni di Cristo”, per “confessare coraggiosamente il nome di Cristo” e per non vergognarsi mai della sua croce [Concilio di Firenze: DS 1319; Lumen gentium, 11; 12]: “Ricorda che hai ricevuto il sigillo spirituale, lo Spirito di sapienza e di intelletto, lo Spirito di consiglio e di fortezza, lo Spirito di conoscenza e di pietà, lo Spirito di timore di Dio, e conserva ciò che hai ricevuto. Dio Padre ti ha segnato, ti ha confermato Cristo Signore e ha posto nel tuo cuore quale pegno lo Spirito” [Sant'Ambrogio, De mysteriis, 7, 42: PL 16, 402-403].

Per la riflessione
(CCC 1304) Come il Battesimo, di cui costituisce il compimento, la Confermazione è conferita una sola volta. Essa infatti imprime nell'anima un marchio spirituale indelebile, il “carattere” [Concilio di Trento: DS 1609]; esso è il segno che Gesù Cristo ha impresso sul cristiano il sigillo del suo Spirito rivestendolo di potenza dall'alto perché sia suo testimone [Lc 24,48-49]. (CCC 1305) Il “carattere” perfeziona il sacerdozio comune dei fedeli, ricevuto nel Battesimo, e “il cresimato riceve il potere di professare pubblicamente la fede cristiana, quasi per un incarico ufficiale (quasi ex officio)” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 72, 5, ad 2].

(Prossima domanda: Chi può ricevere questo Sacramento?)

sabato 30 maggio 2009

267. Qual è il rito essenziale della Confermazione? (III parte) (continuazione)


267. Qual è il rito essenziale della Confermazione? (III parte) (continuazione)

(Comp 267 ripetizione) Il rito essenziale della Confermazione è l'unzione con il sacro crisma (olio misto con balsamo, consacrato dal Vescovo), che si fa con l'imposizione della mano da parte del ministro che pronunzia le parole sacramentali proprie del rito. In Occidente, tale unzione viene fatta sulla fronte del battezzato con le parole: «Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono». Presso le Chiese Orientali di rito bizantino, l'unzione viene fatta anche su altre parti del corpo, con la formula: «Sigillo del dono dello Spirito Santo».

“In Sintesi”
(CCC 1320) Il rito essenziale della Confermazione è l'unzione con il sacro Crisma sulla fronte del battezzato (in Oriente anche su altre parti del corpo), accompagnata dall'imposizione delle mani da parte del ministro e dalle parole: “Accipe signaculum doni Spiritus Sancti” - “Ricevi il sigillo del dono dello Spirito Santo che ti è dato in dono”, nel rito romano; “Signaculum doni Spiritus Sancti” - “Sigillo del dono dello Spirito Santo”, nel rito bizantino.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1298) Quando la Confermazione viene celebrata separatamente dal Battesimo, come avviene nel rito romano, la liturgia del sacramento ha inizio con la rinnovazione delle promesse battesimali e con la professione di fede da parte dei cresimandi. In questo modo risulta evidente che la Confermazione si colloca in successione al Battesimo [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 71]. Quando viene battezzato un adulto, egli riceve immediatamente la Confermazione e partecipa all'Eucaristia [CIC canone 866]. (CCC 1299) Nel rito romano, il Vescovo stende le mani sul gruppo dei cresimandi: gesto che, fin dal tempo degli Apostoli, è il segno del dono dello Spirito. Spetta al Vescovo invocare l'effusione dello Spirito: “Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall'acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, infondi in loro il tuo santo Spirito Paraclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempili dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo, nostro Signore” [Rito della Confermazione, 25].

Per la riflessione
(CCC 1300) Segue il rito essenziale del sacramento. Nel rito latino, “il sacramento della Confermazione si conferisce mediante l'unzione del crisma sulla fronte, che si fa con l'imposizione della mano, e mediante le parole: "Accipe signaculum doni Spiritus Sancti" - "Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono"” [Paolo VI, Cost. ap. Divinae consortium naturae]. Presso le Chiese Orientali di rito bizantino, l'unzione con il myron viene fatta, dopo una preghiera di Epiclesi, sulle parti più significative del corpo: la fronte, gli occhi, il naso, le orecchie, le labbra, il petto, il dorso, le mani e i piedi; ogni unzione è accompagnata dalla formula: “Sigillo del dono dello Spirito Santo” [Rituale per le Chiese orientali di rito bizantino in lingua greca, Parte 1]. (CCC 1301) Il bacio di pace che conclude il rito del sacramento significa ed esprime la comunione ecclesiale con il vescovo e con tutti i fedeli [Sant'Ippolito di Roma, Traditio apostolica, 21]. [FINE]

(Prossima domanda: Qual è l'effetto della Confermazione?)

venerdì 29 maggio 2009

267. Qual è il rito essenziale della Confermazione? (II parte) (continuazione)


267. Qual è il rito essenziale della Confermazione? (II parte) (continuazione)

(Comp 267 ripetizione) Il rito essenziale della Confermazione è l'unzione con il sacro crisma (olio misto con balsamo, consacrato dal Vescovo), che si fa con l'imposizione della mano da parte del ministro che pronunzia le parole sacramentali proprie del rito. In Occidente, tale unzione viene fatta sulla fronte del battezzato con le parole: «Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono». Presso le Chiese Orientali di rito bizantino, l'unzione viene fatta anche su altre parti del corpo, con la formula: «Sigillo del dono dello Spirito Santo».

“In Sintesi”
(CCC 1321) Quando la Confermazione viene celebrata separatamente dal Battesimo, il suo legame con questo è espresso, tra l'altro, dalla rinnovazione delle promesse battesimali. La celebrazione della Confermazione durante la liturgia Eucaristica contribuisce a sottolineare l'unità dei sacramenti dell'iniziazione cristiana.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1294) Questi significati dell'unzione con l'olio si ritrovano tutti nella vita sacramentale. L'unzione prima del Battesimo con l'olio dei catecumeni ha il significato di purificare e fortificare; l'unzione degli infermi esprime la guarigione e il conforto. L'unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo, nella Confermazione e nell'Ordinazione, è il segno di una consacrazione. Mediante la Confermazione, i cristiani, ossia coloro che sono unti, partecipano maggiormente alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo, in modo che tutta la loro vita effonda il “profumo di Cristo” (2 Cor 2,15). (CCC 1295) Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve “il marchio”, il sigillo dello Spirito Santo. Il sigillo è il simbolo della persona, [Gen 38,18; Ct 8,6] il segno della sua autorità, [Gen 41,42] della sua proprietà su un oggetto [Dt 32,34] (per questo si usava imprimere sui soldati il sigillo del loro capo, come sugli schiavi quello del loro padrone); esso autentica un atto giuridico [1Re 21,8] o un documento [Ger 32,10] e, in certi casi, lo rende segreto [Is 29,11].

Per la riflessione
(CCC 1296) Cristo stesso si dichiara segnato dal sigillo del Padre suo [Gv 6,27]. Anche il cristiano è segnato con un sigillo: “E' Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l'unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori” (2Cor 1,21-22; cf . Ef 1,13; 4,30). Questo sigillo dello Spirito Santo segna l'appartenenza totale a Cristo, l'essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa della divina protezione nella grande prova escatologica [Ap 7,2-3; 9,4; Ez 9,4-6]. (CCC 1297) La consacrazione del sacro crisma è un momento importante che precede la celebrazione della Confermazione, ma che, in un certo senso, ne fa parte. E' il Vescovo che, il Giovedì Santo, durante la Messa crismale, consacra il sacro crisma per tutta la sua diocesi. Anche nelle Chiese d'Oriente questa consacrazione è riservata al Patriarca. La liturgia antiochena esprime in questi termini l'epiclesi della consacrazione del sacro crisma (myron): “[Padre (...) manda il tuo Santo Spirito] su di noi e su questo olio che è davanti a noi e consacralo, affinché per tutti coloro che ne verranno unti e segnati, esso sia: myron santo, myron sacerdotale, myron regale, unzione di letizia, la veste di luce, il manto della salvezza, il dono spirituale, la santificazione delle anime e dei corpi, la felicità eterna, il sigillo indelebile, lo scudo della fede e l'elmo invincibile contro tutte le macchinazioni dell'avversario” [Pontificale iuxta ritum Ecclesiae Syrorum Occidentalium id est Antiochiae, Pars I, Versio latina]. [CONTINUA]

(Continua la domanda: Qual è il rito essenziale della Confermazione?)

giovedì 28 maggio 2009

267. Qual è il rito essenziale della Confermazione? (I parte)


267. Qual è il rito essenziale della Confermazione? (I parte)

(Comp 267) Il rito essenziale della Confermazione è l'unzione con il sacro crisma (olio misto con balsamo, consacrato dal Vescovo), che si fa con l'imposizione della mano da parte del ministro che pronunzia le parole sacramentali proprie del rito. In Occidente, tale unzione viene fatta sulla fronte del battezzato con le parole: «Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono». Presso le Chiese Orientali di rito bizantino, l'unzione viene fatta anche su altre parti del corpo, con la formula: «Sigillo del dono dello Spirito Santo».

“In Sintesi”
(CCC 1320) Il rito essenziale della Confermazione è l'unzione con il sacro Crisma sulla fronte del battezzato (in Oriente anche su altre parti del corpo), accompagnata dall'imposizione delle mani da parte del ministro e dalle parole: “Accipe signaculum doni Spiritus Sancti” - “Ricevi il sigillo del dono dello Spirito Santo che ti è dato in dono”, nel rito romano; “Signaculum doni Spiritus Sancti” - “Sigillo del dono dello Spirito Santo”, nel rito bizantino.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1290) Nei primi secoli la Confermazione costituisce in genere una celebrazione unica con il Battesimo, formando con questo, secondo l'espressione di san Cipriano, un “sacramento doppio”. Ma il moltiplicarsi, tra le altre cause, dei Battesimi di bambini, e questo in qualsiasi periodo dell'anno, e la crescita numerica delle parrocchie (rurali), con il conseguente ampliamento delle diocesi, non permettono più la presenza del Vescovo a tutte le celebrazioni battesimali. In Occidente, poiché si preferisce riservare al Vescovo il portare a compimento il Battesimo, avviene la separazione temporale dei due sacramenti. L'Oriente ha invece conservato uniti i due sacramenti, così che la Confermazione è conferita dal presbitero stesso che battezza. Questi tuttavia può farlo soltanto con il “crisma” consacrato da un Vescovo [CCEO canoni 695, § 1; 696, § 1]. (CCC 1291) Una consuetudine della Chiesa di Roma ha facilitato lo sviluppo della pratica occidentale: la duplice unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo. La prima unzione, compiuta dal sacerdote sul neofita, al momento in cui esce dal lavacro battesimale, è portata a compimento da una seconda unzione fatta dal Vescovo sulla fronte di ogni neo-battezzato [Sant'Ippolito di Roma, Traditio apostolica, 21]. La prima unzione con il sacro crisma, quella data dal sacerdote, è rimasta unita al rito del Battesimo: significa la partecipazione del battezzato alle funzioni profetica, sacerdotale e regale di Cristo. Se il Battesimo viene conferito ad un adulto, vi è una sola unzione post-battesimale: quella della Confermazione.

Per la riflessione
(CCC 1292) La pratica delle Chiese orientali sottolinea maggiormente l'unità dell'iniziazione cristiana. Quella della Chiesa latina evidenzia più nettamente la comunione del nuovo cristiano con il proprio Vescovo, garante e servo dell'unità della sua Chiesa, della sua cattolicità e della sua apostolicità, e, conseguentemente, il legame con le origini apostoliche della Chiesa di Cristo. (CCC 1293) Nel rito di questo sacramento è opportuno considerare il segno dell'unzione e ciò che l'unzione indica e imprime: il sigillo spirituale. Nel simbolismo biblico e antico, l'unzione presenta una grande ricchezza di significati: l'olio è segno di abbondanza [Dt 11,14, ecc.] e di gioia [Sal 23,5; 104,15], purifica (unzione prima e dopo il bagno), rende agile (l'unzione degli atleti e dei lottatori); è segno di guarigione, poiché cura le contusioni e le piaghe [Is 1,6; Lc 10,34] e rende luminosi di bellezza, di salute e di forza. [CONTINUA]

(Continua la domanda: Qual è il rito essenziale della Confermazione?)

mercoledì 27 maggio 2009

266. Perché si chiama Cresima o Confermazione?


266. Perché si chiama Cresima o Confermazione?

(Comp 266) Si chiama Cresima (nelle Chiese Orientali: Crismazione col Santo Myron) a motivo del suo rito essenziale che è l'unzione. Si chiama Confermazione, perché conferma e rafforza la grazia battesimale.

“In Sintesi”
(CCC 1316) La Confermazione perfeziona la grazia battesimale; è il sacramento che dona lo Spirito Santo per radicarci più profondamente nella filiazione divina, incorporarci più saldamente a Cristo, rendere più solido il nostro legame con la Chiesa, associarci maggiormente alla sua missione e aiutarci a testimoniare la fede cristiana con la parola accompagnata dalle opere.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1289) Per meglio esprimere il dono dello Spirito Santo, ben presto all'imposizione delle mani si è aggiunta una unzione di olio profumato (crisma). Tale unzione spiega il nome di “cristiano” che significa “unto” e che trae la sua origine da quello di Cristo stesso, che “Dio consacrò [ha unto] in Spirito Santo” (At 10,38). Questo rito di unzione è rimasto in uso fino ai nostri giorni sia in Oriente sia in Occidente. Perciò in Oriente questo sacramento viene chiamato Crismazione, unzione con il crisma, o myron, che significa “crisma”. In Occidente il termine Confermazione suggerisce che questo sacramento nel medesimo tempo conferma il battesimo e rafforza la grazia battesimale.

Per la riflessione
(CCC 695) L'unzione. Il simbolismo dell'unzione con l'olio è talmente significativa dello Spirito Santo da divenirne il sinonimo [1Gv 2,20.27; 2Cor 1,21]. Nell'iniziazione cristiana essa è il segno sacramentale della Confermazione, chiamata giustamente nelle Chiese d'Oriente “Crismazione”. Ma per coglierne tutta la forza, bisogna tornare alla prima unzione compiuta dallo Spirito Santo: quella di Gesù. Cristo (“Messia” in ebraico) significa “unto” dallo Spirito di Dio. Nell'Antica Alleanza ci sono stati alcuni “unti” del Signore [Es 30,22-32], primo fra tutti il re Davide [1Sam 16,13]. Ma Gesù è l'unto di Dio in una maniera unica: l'umanità che il Figlio assume è totalmente “unta di Spirito Santo”. Gesù è costituito “Cristo” dallo Spirito Santo [Lc 4,18-19; Is 61,1]. La Vergine Maria concepisce Cristo per opera dello Spirito Santo, il quale, attraverso l'angelo, lo annunzia come Cristo fin dalla nascita [Lc 2,11] e spinge Simeone ad andare al Tempio per vedere il Cristo del Signore [Lc 2,26-27]; è lui che ricolma Cristo [Lc 4,1], è sua la forza che esce da Cristo negli atti di guarigione e di risanamento [Lc 6,19; 8,46]. È lui, infine, che risuscita Cristo dai morti [Rm 1,4; 8,11]. Allora, costituito pienamente “Cristo” nella sua umanità vittoriosa della morte [At 2,36], Gesù effonde a profusione lo Spirito Santo, finché “i santi” costituiranno, nella loro unione all'umanità del Figlio di Dio, l'“uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” (Ef 4,13): “il Cristo totale”, secondo l'espressione di sant'Agostino [Sant'Agostino, Sermo 341, 1,1: PL 39, 1493; Ib., 9, 11: PL 39, 1499].

(Prossima domanda: Qual è il rito essenziale della Confermazione?)

martedì 26 maggio 2009

265. Qual è il posto della Confermazione nel disegno divino della salvezza?


265. Qual è il posto della Confermazione nel disegno divino della salvezza?

(Comp 265) Nell'Antica Alleanza, i profeti hanno annunziato la comunicazione dello Spirito del Signore al Messia atteso e a tutto il popolo messianico. Tutta la vita e la missione di Gesù si svolgono in una totale comunione con lo Spirito Santo. Gli Apostoli ricevono lo Spirito Santo nella Pentecoste e annunziano «le grandi opere di Dio» (At 2,11). Essi comunicano ai neo battezzati, attraverso l'imposizione delle mani, il dono dello stesso Spirito. Lungo i secoli la Chiesa ha continuato a vivere dello Spirito e a comunicarlo ai suoi figli.

“In Sintesi”
(CCC 1315) “Gli Apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo” (At 8,14-17).

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1285) Con il Battesimo e l'Eucaristia, il sacramento della Confermazione costituisce l'insieme dei “sacramenti dell'iniziazione cristiana”, la cui unità deve essere salvaguardata. E' dunque necessario spiegare ai fedeli che la recezione di questo sacramento è necessaria per il rafforzamento della grazia battesimale [Rito della Confermazione, Premesse, 1]. Infatti, “con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l'opera la fede come veri testimoni di Cristo” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11; Rito della Confermazione, Premesse, 2]. (CCC 1286) Nell'Antico Testamento, i profeti hanno annunziato che lo Spirito del Signore si sarebbe posato sul Messia atteso [Is 11,2] in vista della sua missione salvifica [Lc 4,16-22; Is 61,1]. La discesa dello Spirito Santo su Gesù, al momento del suo Battesimo da parte di Giovanni, costituì il segno che era lui che doveva venire, che egli era il Messia, il Figlio di Dio [Mt 3,13-17; Gv 1,33-34]. Concepito per opera dello Spirito Santo, tutta la sua vita e la sua missione si svolgono in una totale comunione con lo Spirito Santo che il Padre gli dà “senza misura” (Gv 3,34).

Per la riflessione
(CCC 1287) Questa pienezza dello Spirito non doveva rimanere soltanto del Messia, ma doveva essere comunicata a tutto il popolo messianico [Ez 36,25-27; Gl 3,1-2]. Più volte Cristo ha promesso l’effusione dello Spirito [Lc 12,12; Gv 3,5-8; 7,37-39; 16,7-15; At 1,8], promessa che ha attuato dapprima il giorno di Pasqua [Gv 20,22] e in seguito, in modo più stupefacente, il giorno di Pentecoste [At 2,1-4]. Pieni di Spirito Santo, gli Apostoli cominciano ad annunziare “le grandi opere di Dio” (At 2,11) e Pietro afferma che quella effusione dello Spirito sopra gli Apostoli è il segno dei tempi messianici [At 2,17-18]. Coloro che allora hanno creduto alla predicazione apostolica e che si sono fatti battezzare, hanno ricevuto, a loro volta, il dono dello Spirito Santo (At 2,38). (CCC 1288) “Fin da quel tempo gli Apostoli, in adempimento del volere di Cristo, comunicavano ai neofiti, attraverso l'imposizione delle mani, il dono dello Spirito, destinato a completare la grazia del Battesimo [At 8,15-17; 19,5-6]. Questo spiega perché nella lettera agli Ebrei viene ricordata, tra i primi elementi della formazione cristiana, la dottrina dei battesimi e anche dell'imposizione delle mani [Eb 6,2]. E' appunto questa imposizione delle mani che giustamente viene considerata dalla tradizione cattolica come la prima origine del sacramento della Confermazione, il quale rende, in qualche modo, perenne nella Chiesa la grazia della pentecoste” [Paolo VI, Cost. ap. Divinae consortium naturae].

(Prossima domanda: Perché si chiama Cresima o Confermazione?)

lunedì 25 maggio 2009

264. Quale significato assume il nome cristiano ricevuto nel Battesimo?


264. Quale significato assume il nome cristiano ricevuto nel Battesimo?
(Comp 264) Il nome è importante, perché Dio conosce ciascuno per nome, cioè nella sua unicità. Con il Battesimo, il cristiano riceve nella Chiesa il proprio nome, preferibilmente quello di un santo, in modo che questi offra al battezzato un modello di santità e gli assicuri la sua intercessione presso Dio.

“In Sintesi”
(CCC 2158) Dio chiama ciascuno per nome [Is 43,1; Gv 10,3]. Il nome di ogni uomo è sacro. Il nome è l'icona della persona. Esige il rispetto, come segno della dignità di colui che lo porta.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 2167) Dio chiama ciascuno per nome [Is 43,1]. (CCC 2156) Il sacramento del Battesimo è conferito “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19). Nel Battesimo il nome del Signore santifica l'uomo e il cristiano riceve il proprio nome nella Chiesa. Può essere il nome di un santo, cioè di un discepolo che ha vissuto con esemplare fedeltà al suo Signore. Il patrocinio del santo offre un modello di carità ed assicura la sua intercessione. Il “nome di Battesimo” può anche esprimere un mistero cristiano o una virtù cristiana. “I genitori, i padrini e il parroco abbiano cura che non venga imposto un nome estraneo al senso cristiano” [CIC canone 855]. (CCC 2157) Il cristiano incomincia la sua giornata, le sue preghiere, le sue azioni con il segno della croce, “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen”. Il battezzato consacra la giornata alla gloria di Dio e invoca la grazia del Salvatore, la quale gli permette di agire nello Spirito come figlio del Padre. Il segno della croce ci fortifica nelle tentazioni e nelle difficoltà.

Per la riflessione
(CCC 2158) Dio chiama ciascuno per nome [Is 43,1; Gv 10,3]. Il nome di ogni uomo è sacro. Il nome è l'icona della persona. Esige il rispetto, come segno della dignità di colui che lo porta. (CCC 2159) Il nome ricevuto è un nome eterno. Nel Regno, il carattere misterioso ed unico di ogni persona segnata dal nome di Dio risplenderà in piena luce. “Al vincitore darò […] una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi la riceve” (Ap 2,17). “Poi guardai ed ecco l'Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo” (Ap 14,1).

(Prossima domanda: Qual è il posto della Confermazione nel disegno divino della salvezza?)

domenica 24 maggio 2009

263. Quali sono gli effetti del Battesimo? (III parte) (continuazione)


263. Quali sono gli effetti del Battesimo? (III parte) (continuazione)

(Comp 263 ripetizione) Il Battesimo rimette il peccato originale, tutti i peccati personali e le pene dovute al peccato; fa partecipare alla vita divina trinitaria mediante la grazia santificante, la grazia della giustificazione che incorpora a Cristo e alla sua Chiesa; fa partecipare al sacerdozio di Cristo e costituisce il fondamento della comunione con tutti i cristiani; elargisce le virtù teologali e i doni dello Spirito Santo. Il battezzato appartiene per sempre a Cristo: è segnato, infatti, con il sigillo indelebile di Cristo (carattere).

“In sintesi”
(CCC 1279) Il frutto del Battesimo o grazia battesimale è una realtà ricca che comporta: la remissione del peccato originale e di tutti i peccati personali; la nascita alla vita nuova mediante la quale l'uomo diventa figlio adottivo del Padre, membro di Cristo, tempio dello Spirito Santo. Per ciò stesso il battezzato è incorporato alla Chiesa, Corpo di Cristo, e reso partecipe del sacerdozio di Cristo.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1270) “Rigenerati [dal Battesimo] per essere figli di Dio, [i battezzati] sono tenuti a professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11] e a partecipare all'attività apostolica e missionaria del Popolo di Dio [Lumen gentium, 17; Ad gentes, 7; 23]. (CCC 1271) Il Battesimo costituisce il fondamento della comunione tra tutti i cristiani, anche con quanti non sono ancora nella piena comunione con la Chiesa cattolica: “Quelli infatti che credono in Cristo ed hanno ricevuto debitamente il Battesimo, sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica. […] Giustificati nel Battesimo dalla fede, sono incorporati a Cristo, e perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani, e dai figli della Chiesa cattolica sono giustamente riconosciuti come fratelli nel Signore” [Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis redintegratio, 3]. “Il Battesimo quindi costituisce il vincolo sacramentale dell'unità che vige tra tutti quelli che per mezzo di esso sono stati rigenerati” [Ib., 22]. (CCC 1272) Incorporato a Cristo per mezzo del Battesimo, il battezzato viene conformato a Cristo [Rm 8,29]. Il Battesimo segna il cristiano con un sigillo spirituale indelebile (“carattere”) della sua appartenenza a Cristo. Questo sigillo non viene cancellato da alcun peccato, sebbene il peccato impedisca al Battesimo di portare frutti di salvezza [Concilio di Trento: DS 1609; 1619]. Conferito una volta per sempre, il Battesimo non può essere ripetuto.

Per la riflessione
(CCC 1273) Incorporati alla Chiesa per mezzo del Battesimo, i fedeli hanno ricevuto il carattere sacramentale che li consacra per il culto religioso cristiano [Lumen gentium, 11]. Il sigillo battesimale abilita e impegna i cristiani a servire Dio mediante una viva partecipazione alla santa liturgia della Chiesa e a esercitare il loro sacerdozio battesimale con la testimonianza di una vita santa e con una operosa carità [Lumen gentium, 11]. (CCC 1274) Il “sigillo del Signore” [Sant'Agostino, Epistula 98, 5: PL 33, 362] è il sigillo con cui lo Spirito Santo ci ha segnati “per il giorno della redenzione” (Ef 4,30; cf 1,13-14; 2Cor 1,21-22). “Il Battesimo, infatti, è il sigillo della vita eterna” [Sant'Ireneo di Lione, Demonstratio praedicationis apostolicae, 3]. Il fedele che avrà “custodito il sigillo” sino alla fine, ossia che sarà rimasto fedele alle esigenze del proprio Battesimo, potrà morire nel “segno della fede” [Preghiera Eucaristica I o Canone Romano: Messale Romano], con la fede del proprio Battesimo, nell'attesa della beata visione di Dio - consumazione della fede - e nella speranza della risurrezione. [FINE]

(Prossima domanda: Quale significato assume il nome cristiano ricevuto nel Battesimo?)

sabato 23 maggio 2009

263. Quali sono gli effetti del Battesimo? (II parte) (continuazione)


263. Quali sono gli effetti del Battesimo? (II parte) (continuazione)

(Comp 263 ripetizione) Il Battesimo rimette il peccato originale, tutti i peccati personali e le pene dovute al peccato; fa partecipare alla vita divina trinitaria mediante la grazia santificante, la grazia della giustificazione che incorpora a Cristo e alla sua Chiesa; fa partecipare al sacerdozio di Cristo e costituisce il fondamento della comunione con tutti i cristiani; elargisce le virtù teologali e i doni dello Spirito Santo. Il battezzato appartiene per sempre a Cristo: è segnato, infatti, con il sigillo indelebile di Cristo (carattere).

“In sintesi”
(CCC 1280) Il Battesimo imprime nell'anima un segno spirituale indelebile, il carattere, il quale consacra il battezzato al culto della religione cristiana. A motivo del carattere che imprime, il Battesimo non può essere ripetuto [Concilio di Trento: DS 1609, 1624].

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1266) La Santissima Trinità dona al battezzato la grazia santificante, la grazia della giustificazione che - lo rende capace di credere in Dio, di sperare in lui e di amarlo per mezzo delle virtù teologali; - gli dà la capacità di vivere e agire sotto la mozione dello Spirito Santo per mezzo dei doni dello Spirito Santo; - gli permette di crescere nel bene per mezzo delle virtù morali. In questo modo tutto l'organismo della vita soprannaturale del cristiano ha la sua radice nel santo Battesimo. (CCC 1267) Il Battesimo ci fa membra del Corpo di Cristo. “Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25). Il Battesimo incorpora alla Chiesa. Dai fonti battesimali nasce l'unico popolo di Dio della Nuova Alleanza che supera tutti i limiti naturali o umani delle nazioni, delle culture, delle razze e dei sessi: “In realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo” (1Cor 12,13).

Per la riflessione
(CCC 1268) I battezzati sono divenuti “pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo” (1Pt 2,5). Per mezzo del Battesimo sono partecipi del sacerdozio di Cristo, della sua missione profetica e regale, sono “la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui” che li “ha chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile luce” (1Pt 2,9). Il Battesimo rende partecipi del sacerdozio comune dei fedeli. (CCC 1269) Divenuto membro della Chiesa, il battezzato non appartiene più a se stesso [1Cor 6,19], ma a colui che è morto e risuscitato per noi [2Cor 5,15]. Perciò è chiamato a sottomettersi agli altri [Ef 5,21; 1Cor 16,15-16], a servirli [Gv 13,12-15] nella comunione della Chiesa, ad essere “obbediente” e “sottomesso” ai capi della Chiesa [Eb 13,17], e a trattarli “con rispetto e carità” [1Ts 5,12-13]. Come il Battesimo comporta responsabilità e doveri, allo stesso modo il battezzato fruisce anche di diritti in seno alla Chiesa: quello di ricevere i sacramenti, di essere nutrito dalla Parola di Dio e sostenuto dagli altri aiuti spirituali della Chiesa [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 37; CIC canoni 208-223; CCEO canone 675, § 2]. [CONTINUA]

(Continua la domanda: Quali sono gli effetti del Battesimo?)

venerdì 22 maggio 2009

263. Quali sono gli effetti del Battesimo? (I parte)


263. Quali sono gli effetti del Battesimo? (I parte)

(Comp 263) Il Battesimo rimette il peccato originale, tutti i peccati personali e le pene dovute al peccato; fa partecipare alla vita divina trinitaria mediante la grazia santificante, la grazia della giustificazione che incorpora a Cristo e alla sua Chiesa; fa partecipare al sacerdozio di Cristo e costituisce il fondamento della comunione con tutti i cristiani; elargisce le virtù teologali e i doni dello Spirito Santo. Il battezzato appartiene per sempre a Cristo: è segnato, infatti, con il sigillo indelebile di Cristo (carattere).

“In Sintesi
(CCC 1279) Il frutto del Battesimo o grazia battesimale è una realtà ricca che comporta: la remissione del peccato originale e di tutti i peccati personali; la nascita alla vita nuova mediante la quale l'uomo diventa figlio adottivo del Padre, membro di Cristo, tempio dello Spirito Santo. Per ciò stesso il battezzato è incorporato alla Chiesa, Corpo di Cristo, e reso partecipe del sacerdozio di Cristo.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1262) I diversi effetti operati dal Battesimo sono significati dagli elementi sensibili del rito sacramentale. L'immersione nell'acqua richiama i simbolismi della morte e della purificazione, ma anche della rigenerazione e del rinnovamento. I due effetti principali sono dunque la purificazione dai peccati e la nuova nascita nello Spirito Santo [At 2,38; Gv 3,5]. (CCC 1263) Per mezzo del Battesimo sono rimessi tutti i peccati, il peccato originale e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato [Concilio di Firenze: DS 1316]. In coloro che sono stati rigenerati, infatti, non rimane nulla che impedisca loro di entrare nel Regno di Dio, né il peccato di Adamo, né il peccato personale, né le conseguenze del peccato, di cui la più grave è la separazione da Dio.

Per la riflessione
(CCC 1264) Rimangono tuttavia nel battezzato alcune conseguenze temporali del peccato, quali le sofferenze, la malattia, la morte, o le fragilità inerenti alla vita come le debolezze del carattere, ecc., e anche una inclinazione al peccato che la Tradizione chiama la concupiscenza, o, metaforicamente, “l'incentivo del peccato” (“fomes peccati”): “Essendo questa lasciata per la prova, non può nuocere a quelli che non vi acconsentono e che le si oppongono virilmente con la grazia di Gesù Cristo. Anzi, non riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole (2Tm 2,5)” [Concilio di Trento: DS 1515]. (CCC 1265) Il Battesimo non soltanto purifica da tutti i peccati, ma fa pure del neofita una “nuova creatura” (2Cor 5,17), un figlio adottivo di Dio [Gal 4,5-7] che è divenuto partecipe della natura divina [2Pt 1,4], membro di Cristo [1Cor 6,15; 1Cor 12,27] e coerede con lui [Rm 8,17], tempio dello Spirito Santo [1Cor 6,19]. [CONTINUA]

(Continua la domanda: Quali sono gli effetti del Battesimo?)

giovedì 21 maggio 2009

262. Si può essere salvati senza Battesimo?


262. Si può essere salvati senza Battesimo?

(Comp 262) Poiché Cristo è morto per la salvezza di tutti, possono essere salvati anche senza Battesimo quanti muoiono a causa della fede (Battesimo di sangue), i catecumeni, e anche tutti coloro che sotto l'impulso della grazia, senza conoscere Cristo e la Chiesa, cercano sinceramente Dio e si sforzano di compiere la sua volontà (Battesimo di desiderio). Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa nella sua liturgia li affida alla misericordia di Dio.

“In Sintesi”
(CCC 1281) Coloro che subiscono la morte a causa della fede, i catecumeni e tutti gli uomini che, sotto l'impulso della grazia, senza conoscere la Chiesa, cercano sinceramente Dio e si sforzano di compiere la sua volontà, possono essere salvati anche se non hanno ricevuto il Battesimo [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 16]. (CCC 1282) Fin dai tempi più antichi, il Battesimo viene amministrato ai bambini, essendo una grazia e un dono di Dio che non presuppongono meriti umani; i bambini sono battezzati nella fede della Chiesa. L'ingresso nella vita cristiana introduce nella vera libertà. (CCC 1283) Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la liturgia della Chiesa ci invita a confidare nella misericordia di Dio, e a pregare per la loro salvezza.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1258) Da sempre la Chiesa è fermamente convinta che quanti subiscono la morte a motivo della fede, senza aver ricevuto il Battesimo, vengono battezzati mediante la loro stessa morte per Cristo e con lui. Questo Battesimo di sangue, come pure il desiderio del Battesimo, porta i frutti del Battesimo, anche senza essere sacramento. (CCC 1259) Per i catecumeni che muoiono prima del Battesimo, il loro desiderio esplicito di riceverlo unito al pentimento dei propri peccati e alla carità, assicura loro la salvezza che non hanno potuto ricevere mediante il sacramento. (CCC 1261) Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro. Infatti, la grande misericordia di Dio, “il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1Tm 2,4), e la tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite” (Mc 10,14), ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo. Tanto più pressante è perciò l'invito della Chiesa a non impedire che i bambini vengano a Cristo mediante il dono del santo Battesimo.

Per la riflessione

(CCC 1260) “Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell'uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 22; Id., Lumen gentium, 16; Id., Ad gentes, 7]. Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. E' lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità. (CCC 2473) Il martirio è la suprema testimonianza resa alla verità della fede; il martire è un testimone che arriva fino alla morte. Egli rende testimonianza a Cristo, morto e risorto, al quale è unito dalla carità. Rende testimonianza alla verità della fede e della dottrina cristiana. Affronta la morte con un atto di fortezza. “Lasciate che diventi pasto delle belve. Solo così mi sarà concesso di raggiungere Dio” [Sant'Ignazio di Antiochia, Epistula ad Romanos, 4, 1].

(Prossima domanda: Quali sono gli effetti del Battesimo?)

mercoledì 20 maggio 2009

261. È necessario il Battesimo per la salvezza?


261. È necessario il Battesimo per la salvezza?

(Comp 261) Il Battesimo è necessario alla salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno la possibilità di chiedere questo Sacramento.

“In Sintesi”
(CCC 1277) Il Battesimo costituisce la nascita alla vita nuova in Cristo. Secondo la volontà del Signore esso è necessario per la salvezza, come la Chiesa stessa, nella quale il Battesimo introduce.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1257) Il Signore stesso afferma che il Battesimo è necessario per la salvezza [Gv 3,5]. Per questo ha comandato ai suoi discepoli di annunziare il Vangelo e di battezzare tutte le nazioni [Mt 28,19-20; Concilio di Trento: DS, 1618; Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 14; Ad gentes, 5]. Il Battesimo è necessario alla salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno avuto la possibilità di chiedere questo sacramento [Mc 16,16]. La Chiesa non conosce altro mezzo all'infuori del Battesimo per assicurare l'ingresso nella beatitudine eterna; perciò si guarda dal trascurare la missione ricevuta dal Signore di far rinascere “dall'acqua e dallo Spirito” tutti coloro che possono essere battezzati. Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è legato ai suoi sacramenti.

Per la riflessione
(CCC 1129) La Chiesa afferma che per i credenti i sacramenti della Nuova Alleanza sono necessari alla salvezza [Concilio di Trento: DS 1604]. La “grazia sacramentale” è la grazia dello Spirito Santo donata da Cristo e propria di ciascun sacramento. Lo Spirito guarisce e trasforma coloro che li ricevono conformandoli al Figlio di Dio. Il frutto della vita sacramentale è che lo Spirito di adozione deifica [2Pt 1,4] i fedeli unendoli vitalmente al Figlio unico, il Salvatore.

(Prossima domanda: Si può essere salvati senza Battesimo?)

martedì 19 maggio 2009

260. Chi può battezzare?

260. Chi può battezzare?
(Comp 260) I ministri ordinari del Battesimo sono il Vescovo e il presbitero; nella Chiesa latina, anche il diacono. In caso di necessità, chiunque può battezzare, purché intenda fare ciò che fa la Chiesa. Egli versa dell'acqua sul capo del candidato e pronunzia la formula trinitaria battesimale: «Io ti battezzo nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

“In Sintesi”
(CCC 1284) In caso di necessità, chiunque può battezzare, a condizione che intenda fare ciò che fa la Chiesa, e che versi dell'acqua sul capo del candidato dicendo: “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1256) I ministri ordinari del Battesimo sono il Vescovo e il presbitero, e, nella Chiesa latina, anche il diacono [CIC canone 861, § 1; CCEO canone 677, § 1]. In caso di necessità, chiunque, anche un non battezzato, purché abbia l'intenzione richiesta, può battezzare [CIC canone 861, § 2], utilizzando la formula battesimale trinitaria. L'intenzione richiesta è di voler fare ciò che fa la Chiesa quando battezza. La Chiesa trova la motivazione di questa possibilità nella volontà salvifica universale di Dio [1Tm 2,4] e nella necessità del Battesimo per la salvezza [Mc 16,16].

Per la riflessione
(CCC 1752) Di fronte all'oggetto, l'intenzione si pone dalla parte del soggetto che agisce. Per il fatto che sta alla sorgente volontaria dell'azione e la determina attraverso il fine, l'intenzione è un elemento essenziale per la qualificazione morale dell'azione. Il fine è il termine primo dell'intenzione e designa lo scopo perseguito nell'azione. L'intenzione è un movimento della volontà verso il fine; riguarda il termine dell'agire. E' l'orientamento al bene che ci si aspetta dall'azione intrapresa. Non si limita ad indirizzare le nostre singole azioni, ma può ordinare molteplici azioni verso un medesimo scopo; può orientare l'intera vita verso il fine ultimo. Per esempio, un servizio reso ha come scopo di aiutare il prossimo, ma, al tempo stesso, può essere ispirato dall'amore di Dio come fine ultimo di tutte le nostre azioni. Una medesima azione può anche essere ispirata da diverse intenzioni; così, per esempio, si può rendere un servizio per procurarsi un favore o per trarne motivo di vanto.

(Prossima domanda: È necessario il Battesimo per la salvezza?)

lunedì 18 maggio 2009

259. Che cosa si richiede a un battezzando?


259. Che cosa si richiede a un battezzando?

(Comp 259) Ad ogni battezzando è richiesta la professione di fede, espressa personalmente nel caso dell'adulto, oppure dai genitori e dalla Chiesa nel caso del bambino. Anche il padrino o la madrina e l'intera comunità ecclesiale hanno una parte di responsabilità nella preparazione al Battesimo (catecumenato), come pure nello sviluppo della fede e della grazia battesimale.

“In Sintesi”
(CCC 1246) “E' capace di ricevere il Battesimo ogni uomo e solo l'uomo non ancora battezzato” [CIC canone 864; cf. CCEO canone 679].

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1253) Il Battesimo è il sacramento della fede [Mc 16,16]. La fede però ha bisogno della comunità dei credenti. E' soltanto nella fede della Chiesa che ogni fedele può credere. La fede richiesta per il Battesimo non è una fede perfetta e matura, ma un inizio, che deve svilupparsi. Al catecumeno o al suo padrino viene domandato: “Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio?”. Ed egli risponde: “La fede!”. (CCC 1254) In tutti i battezzati, bambini o adulti, la fede deve crescere dopo il Battesimo. Per questo ogni anno, nella Veglia pasquale, la Chiesa celebra la rinnovazione delle promesse battesimali. La preparazione al Battesimo conduce soltanto alla soglia della vita nuova. Il Battesimo è la sorgente della vita nuova in Cristo, dalla quale fluisce l'intera vita cristiana.

Per la riflessione
(CCC 1255) Perché la grazia battesimale possa svilupparsi è importante l'aiuto dei genitori. Questo è pure il ruolo del padrino o della madrina, che devono essere dei credenti solidi, capaci e pronti a sostenere nel cammino della vita cristiana il neo-battezzato, bambino o adulto [CIC canoni 872-874]. Il loro compito è una vera funzione ecclesiale (“officium”) [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 67]. L'intera comunità ecclesiale ha una parte di responsabilità nello sviluppo e nella conservazione della grazia ricevuta nel Battesimo. (CCC 168) È innanzi tutto la Chiesa che crede, e che così regge, nutre e sostiene la mia fede. È innanzi tutto la Chiesa che, ovunque, confessa il Signore, [“Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia - Te la santa Chiesa confessa su tutta la terra” cantiamo nel “Te Deum”] e con essa e in essa, anche noi siamo trascinati e condotti a confessare: “Io credo”, “Noi crediamo”. Dalla Chiesa riceviamo la fede e la vita nuova in Cristo mediante il Battesimo. Nel “Rituale Romano” il ministro del Battesimo domanda al catecumeno: “Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio?”. E la risposta è: “La fede”. “Che cosa ti dona la fede?”. “La vita eterna” (Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti, 75).

(Prossima domanda: Chi può battezzare?)

domenica 17 maggio 2009

258. Perché la Chiesa battezza i bambini?


258. Perché la Chiesa battezza i bambini?

(Comp 258) Perché, essendo nati col peccato originale, essi hanno bisogno di essere liberati dal potere del Maligno e di essere trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio.

“In Sintesi”
(CCC 1282) Fin dai tempi più antichi, il Battesimo viene amministrato ai bambini, essendo una grazia e un dono di Dio che non presuppongono meriti umani; i bambini sono battezzati nella fede della Chiesa. L'ingresso nella vita cristiana introduce nella vera libertà.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1250) Poiché nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno bisogno della nuova nascita nel Battesimo [Concilio di Trento: DS, 1514] per essere liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio [Col 1,12-14], alla quale tutti gli uomini sono chiamati. La pura gratuità della grazia della salvezza si manifesta in modo tutto particolare nel Battesimo dei bambini. La Chiesa e i genitori priverebbero quindi il bambino della grazia inestimabile di diventare figlio di Dio se non gli conferissero il Battesimo poco dopo la nascita [Cf. CIC, canone 867; CCEO, 686, 1].

Per la riflessione
(CCC 403) Sulle orme di san Paolo la Chiesa ha sempre insegnato che l'immensa miseria che opprime gli uomini e la loro inclinazione al male e alla morte non si possono comprendere senza il loro legame con la colpa di Adamo e prescindendo dal fatto che egli ci ha trasmesso un peccato dal quale tutti nasciamo contaminati e che è “morte dell'anima” [Concilio di Trento: DS 1512]. Per questa certezza di fede, la Chiesa amministra il Battesimo per la remissione dei peccati anche ai bambini che non hanno commesso peccati personali [DS 1514]. (CCC 1251) I genitori cristiani riconosceranno che questa pratica corrisponde pure al loro ruolo di alimentare la vita che Dio ha loro affidato [Conc. Ecum Vat. II, Lumen gentium, 11; 41; Gaudium et spes, 48; CIC canoni 774, § 2. 1136]. (CCC 1252) L'usanza di battezzare i bambini è una tradizione della Chiesa da tempo immemorabile. Essa è esplicitamente attestata fin dal secondo secolo. E' tuttavia probabile che, fin dagli inizi della predicazione apostolica, quando “famiglie” intere hanno ricevuto il Battesimo [At 16,15.33; 18,8; 1Cor 1,16], siano stati battezzati anche i bambini [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Pastoralis actio, 4]. (CCC 1283) Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la liturgia della Chiesa ci invita a confidare nella misericordia di Dio, e a pregare per la loro salvezza.

(Prossima domanda: Che cosa si richiede a un battezzando?)

sabato 16 maggio 2009

257. Chi può ricevere il Battesimo?

257. Chi può ricevere il Battesimo?
(Comp 257) È capace di ricevere il Battesimo ogni persona non ancora battezzata.

“In Sintesi”
(CCC 1246) “E' capace di ricevere il Battesimo ogni uomo e solo l'uomo non ancora battezzato” [CIC canone 864; cf. CCEO canone 679].

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1247) Dalle origini della Chiesa, il Battesimo degli adulti è la situazione più normale là dove l'annunzio del Vangelo è ancora recente. Il catecumenato (preparazione al Battesimo) occupa in tal caso un posto importante. In quanto iniziazione alla fede e alla vita cristiana, esso deve disporre ad accogliere il dono di Dio nel Battesimo, nella Confermazione e nell'Eucaristia. (CCC 1248) Il catecumenato, o formazione dei catecumeni, ha lo scopo di permettere a questi ultimi, in risposta all'iniziativa divina e in unione con una comunità ecclesiale, di condurre a maturità la loro conversione e la loro fede. Si tratta di una formazione “alla vita cristiana” mediante la quale “i discepoli vengono in contatto con Cristo, loro Maestro. Perciò i catecumeni siano convenientemente iniziati al mistero della salvezza e alla pratica delle norme evangeliche, e mediante i riti sacri, da celebrare in tempi successivi, siano introdotti nella vita della fede, della liturgia e della carità del popolo di Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 14; cf. Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti, Introduzione 19; Tempo e riti del catecumenato, 98]. (CCC 1249) I catecumeni “sono già uniti alla Chiesa, appartengono già alla famiglia del Cristo, e spesso vivono già una vita di fede, di speranza e di carità” [Ad gentes, 14]. “La madre Chiesa, come già suoi, li ricopre del suo amore e delle sue cure” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 14; cf CIC canoni 206; 788].

Per la riflessione
(CCC 1250) Poiché nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno bisogno della nuova nascita nel Battesimo [Concilio di Trento: DS, 1514] per essere liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio [Col 1,12-14], alla quale tutti gli uomini sono chiamati. La pura gratuità della grazia della salvezza si manifesta in modo tutto particolare nel Battesimo dei bambini. La Chiesa e i genitori priverebbero quindi il bambino della grazia inestimabile di diventare figlio di Dio se non gli conferissero il Battesimo poco dopo la nascita [Cf. CIC, canone 867; CCEO, 686, 1]. (CCC 1251) I genitori cristiani riconosceranno che questa pratica corrisponde pure al loro ruolo di alimentare la vita che Dio ha loro affidato [Lumen gentium, 11; 41; Gaudium et spes, 48; CIC canoni 774, § 2. 1136]. (CCC 1252) L'usanza di battezzare i bambini è una tradizione della Chiesa da tempo immemorabile. Essa è esplicitamente attestata fin dal secondo secolo. E' tuttavia probabile che, fin dagli inizi della predicazione apostolica, quando “famiglie” intere hanno ricevuto il Battesimo [At 16,15.33; 18,8; 1Cor 1,16], siano stati battezzati anche i bambini [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Pastoralis actio, 4].

(Prossima domanda: Perché la Chiesa battezza i bambini?)

venerdì 15 maggio 2009

256. In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo? (IV parte) (continuazione)


256. In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo? (IV parte) (continuazione)

(Comp 256 ripetizione) Il rito essenziale di questo Sacramento consiste nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul capo, mentre viene invocato il Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

“In Sintesi”
(CCC 1278) Il rito essenziale del Battesimo consiste nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul capo, mentre si pronuncia l'invocazione della Santissima Trinità, ossia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 1241) L'unzione con il sacro crisma, olio profumato consacrato dal Vescovo, significa il dono dello Spirito Santo elargito al nuovo battezzato. Egli è divenuto un cristiano, ossia “unto” di Spirito Santo, incorporato a Cristo, che è unto Sacerdote, Profeta e Re [Rito del battesimo dei bambini, 71]. (CCC 1242) Nella liturgia delle Chiese Orientali, l'unzione post-battesimale costituisce il sacramento della Crismazione (Confermazione). Nella liturgia romana, essa annunzia una seconda unzione con il sacro crisma che sarà effettuata dal Vescovo: cioè il sacramento della Confermazione, il quale, per così dire, "conferma" e porta a compimento l'unzione battesimale. (CCC 1236) L'annunzio della Parola di Dio illumina con la verità rivelata i candidati e l'assemblea, e suscita la risposta della fede, inseparabile dal Battesimo. Infatti il Battesimo è in modo tutto particolare “il sacramento della fede”, poiché segna l'ingresso sacramentale nella vita di fede.

Per la riflessione
(CCC 1243) La veste bianca significa che il battezzato si è rivestito di Cristo (Gal 3,27), che egli è risorto con Cristo. La candela, accesa al cero pasquale, significa che Cristo ha illuminato il neofita. In Cristo i battezzati sono “la luce del mondo” (Mt 5,14) [Fil 2,15]. Il nuovo battezzato è ora figlio di Dio nel Figlio unigenito. Può dire la preghiera dei figli di Dio: il Padre nostro. (CCC 1244) La prima Comunione eucaristica. Divenuto figlio di Dio, rivestito dell'abito nuziale, il neofita è ammesso “al banchetto delle nozze dell'Agnello” e riceve il nutrimento della vita nuova, il Corpo e il Sangue di Cristo. Le Chiese Orientali conservano una viva coscienza dell'unità dell'iniziazione cristiana amministrando la santa Comunione a tutti i neo-battezzati e confermati, anche ai bambini piccoli, ricordando la parola del Signore: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite” (Mc 10,14). La Chiesa latina, che permette l'accesso alla santa Comunione solo a coloro che hanno raggiunto l'uso di ragione, mette in luce che il Battesimo introduce all'Eucaristia accostando all'altare il bambino neo-battezzato per la preghiera del “Padre nostro”. (CCC 1245) La benedizione solenne conclude la celebrazione del Battesimo. In occasione del Battesimo dei neonati la benedizione della madre occupa un posto di rilievo. [FINE]

(Prossima domanda: Chi può ricevere il Battesimo?)

giovedì 14 maggio 2009

256. In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo? (III parte) (continuazione)


256. In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo? (III parte) (continuazione)

(Comp 256 ripetizione) Il rito essenziale di questo Sacramento consiste nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul capo, mentre viene invocato il Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

“In Sintesi”
(CCC 1277) Il Battesimo costituisce la nascita alla vita nuova in Cristo. Secondo la volontà del Signore esso è necessario per la salvezza, come la Chiesa stessa, nella quale il Battesimo introduce. (CCC 1278) Il rito essenziale del Battesimo consiste nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul capo, mentre si pronuncia l'invocazione della Santissima Trinità, ossia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1237) Dal momento che il Battesimo significa la liberazione dal peccato e dal suo istigatore, il diavolo, vengono pronunziati uno (o più) esorcismo (i) sul candidato. Questi viene unto con l'olio dei catecumeni, oppure il celebrante impone su di lui la mano, ed egli rinunzia esplicitamente a Satana. Così preparato, può professare la fede della Chiesa alla quale sarà “consegnato” per mezzo del Battesimo [Rm 6,17]. (CCC 1673) Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l'influenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l'ha praticato [Mc 1,25-26]; è da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare [Mc 3,15; 6,7.13; 16,17]. In una forma semplice, l'esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L'esorcismo solenne, chiamato “grande esorcismo”, può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa [CIC canone, 1172]. L'esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciò mediante l'autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. E' importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l'esorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non di una malattia. (CCC 189) La prima “professione di fede” si fa al momento del Battesimo. Il “Simbolo della fede” è innanzi tutto il Simbolo battesimale. Poiché il Battesimo viene dato “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19), le verità di fede professate al momento del Battesimo sono articolate in base al loro riferimento alle tre Persone della Santa Trinità.

Per la riflessione
(CCC 1238) L'acqua battesimale viene quindi consacrata mediante una preghiera di Epiclesi (sia al momento stesso, sia nella Veglia pasquale). La Chiesa chiede a Dio che, per mezzo del suo Figlio, la potenza dello Spirito Santo discenda su quest'acqua, in modo che quanti vi saranno battezzati “nascano dall'acqua e dallo Spirito” (Gv 3,5). (CCC 1239) Segue poi il rito essenziale del sacramento: il Battesimo propriamente detto, che significa e opera la morte al peccato e l'ingresso nella vita della Santissima Trinità attraverso la configurazione al mistero pasquale di Cristo. Il Battesimo viene compiuto nel modo più espressivo per mezzo della triplice immersione nell'acqua battesimale. Ma fin dall'antichità può anche essere conferito versando per tre volte l'acqua sul capo del candidato. (CCC 1240) Nella Chiesa latina questa triplice infusione è accompagnata dalle parole del ministro: “N., io ti battezzo nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo”. Nelle liturgie orientali, mentre il catecumeno è rivolto verso l'Oriente, il sacerdote dice: “Il servo di Dio, N. , è battezzato nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo”. E, all'invocazione di ogni persona della Santissima Trinità, lo immerge nell'acqua e lo risolleva. [CONTINUA]

(Continua la domanda: In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo)

mercoledì 13 maggio 2009

256. In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo? (II parte) (continuazione)


256. In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo? (II parte) (continuazione)

(Comp 256 ripetizione) Il rito essenziale di questo Sacramento consiste nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul capo, mentre viene invocato il Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

“In Sintesi”
(CCC 1278) Il rito essenziale del Battesimo consiste nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul capo, mentre si pronuncia l'invocazione della Santissima Trinità, ossia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1233) Oggi, dunque, in tutti i riti latini e orientali, l'iniziazione cristiana degli adulti incomincia con il loro ingresso nel catecumenato e arriva al suo culmine nella celebrazione unitaria dei tre sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell'Eucaristia [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 14; CIC canoni 851. 865-866]. Nei riti orientali l'iniziazione cristiana dei bambini incomincia con il Battesimo immediatamente seguito dalla Confermazione e dall'Eucaristia, mentre nel rito romano essa continua durante alcuni anni di catechesi, per concludersi più tardi con la Confermazione e l'Eucaristia, culmine della loro iniziazione cristiana [CIC canoni 851, 2. 868]. (CCC 1234) Il significato e la grazia del sacramento del Battesimo appaiono chiaramente nei riti della sua celebrazione. Seguendo con attenta partecipazione i gesti e le parole di questa celebrazione, i fedeli sono iniziati alle ricchezze che tale sacramento significa e opera in ogni nuovo battezzato.

Per la riflessione
(CCC 1235) Il segno della croce, all'inizio della celebrazione, esprime il sigillo di Cristo su colui che sta per appartenergli e significa la grazia della redenzione che Cristo ci ha acquistata per mezzo della sua croce. (CCC 617) “Sua sanctissima passione in ligno crucis nobis justificationem meruit – Con la sua santissima passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione”, insegna il Concilio di Trento [DS 1529] sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come causa di salvezza eterna [Eb 5,9]. E la Chiesa venera la croce cantando: “O crux, ave, spes unica - Ave, o croce, unica speranza” [Aggiunta liturgica all’inno “Vexilla Regis”: Liturgia delle Ore, v. 2]. (CCC 2157) Il cristiano incomincia la sua giornata, le sue preghiere, le sue azioni con il segno della croce, “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen”. Il battezzato consacra la giornata alla gloria di Dio e invoca la grazia del Salvatore, la quale gli permette di agire nello Spirito come figlio del Padre. Il segno della croce ci fortifica nelle tentazioni e nelle difficoltà. [CONTINUA]

(Continua la domanda: In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo)

martedì 12 maggio 2009

256. In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo? (I parte)


256. In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo?
(I parte)
(Comp 256) Il rito essenziale di questo Sacramento consiste nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul capo, mentre viene invocato il Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

“In Sintesi”
(CCC 1277) Il Battesimo costituisce la nascita alla vita nuova in Cristo. Secondo la volontà del Signore esso è necessario per la salvezza, come la Chiesa stessa, nella quale il Battesimo introduce. (CCC 1278) Il rito essenziale del Battesimo consiste nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul capo, mentre si pronuncia l'invocazione della Santissima Trinità, ossia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1229) Diventare cristiano richiede, fin dal tempo degli Apostoli, un cammino e una iniziazione con diverse tappe. Questo itinerario può essere percorso rapidamente o lentamente. Dovrà in ogni caso comportare alcuni elementi essenziali: l'annunzio della Parola, l'accoglienza del Vangelo che provoca una conversione, la professione di fede, il Battesimo, l'effusione dello Spirito Santo, l'accesso alla Comunione eucaristica. (CCC 1204) La celebrazione della liturgia deve quindi corrispondere al genio e alla cultura dei diversi popoli [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 37-40]. Affinché il mistero di Cristo sia “rivelato […] a tutte le genti perché obbediscano alla fede” (Rm 16,26), esso deve essere annunziato, celebrato e vissuto in tutte le culture, così che queste non vengono abolite, ma recuperate e portate a compimento grazie ad esso [Giovanni Paolo II, Esort. ap. Catechesi tradendae, 53]. La moltitudine dei figli di Dio, infatti, ha accesso al Padre, per rendergli gloria, in un solo Spirito, con e per mezzo della propria cultura umana, assunta e trasfigurata da Cristo. (CCC 1230) Questa iniziazione ha assunto forme molto diverse nel corso dei secoli e secondo le circostanze. Nei primi secoli della Chiesa l'iniziazione cristiana ha conosciuto un grande sviluppo, con un lungo periodo di catecumenato e una serie di riti preparatori che scandivano liturgicamente il cammino della preparazione catecumenale per concludersi con la celebrazione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana.

Per la riflessione
(CCC 1231) Dove il Battesimo dei bambini è diventato largamente la forma abituale della celebrazione del sacramento, questa è divenuta un atto unico che, in modo molto abbreviato, integra le tappe preparatorie dell'iniziazione cristiana. Per la sua stessa natura il Battesimo dei bambini richiede un catecumenato post-battesimale. Non si tratta soltanto della necessità di una istruzione posteriore al Battesimo, ma del necessario sviluppo della grazia battesimale nella crescita della persona. E' l'ambito proprio del catechismo. (CCC 1232) Il Concilio Vaticano II ha ripristinato, per la Chiesa latina, “il catecumenato degli adulti, diviso in più gradi” [Sacrosanctum concilium, 64]. I riti si trovano nell'Ordo initiationis christianae adultorum (1972). Il Concilio ha inoltre permesso che “nelle terre di missione, sia acconsentito accogliere […] anche quegli elementi di iniziazione in uso presso ogni popolo, nella misura in cui possono essere adattati al rito cristiano” [Sacrosanctum concilium, 65]. [CONTINUA]

(Continua la domanda: In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo)

lunedì 11 maggio 2009

255. Da quando e a chi la Chiesa amministra il Battesimo?


255. Da quando e a chi la Chiesa amministra il Battesimo?

(Comp 255) Dal giorno della Pentecoste la Chiesa amministra il Battesimo a chi crede in Gesù Cristo.

“In Sintesi”
(CCC 1276) “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20).

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1226) Dal giorno della pentecoste la Chiesa ha celebrato e amministrato il santo Battesimo. Infatti san Pietro, alla folla sconvolta dalla sua predicazione, dichiara: “Pentitevi, e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo” (At 2,38). Gli Apostoli e i loro collaboratori offrono il Battesimo a chiunque crede in Gesù: Giudei, timorati di Dio, pagani [At 2,41; 8,12-13; 10,48; 16,15]. Il Battesimo appare sempre legato alla fede: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia”, dichiara san Paolo al suo carceriere a Filippi. Il racconto continua: “Subito il carceriere si fece battezzare con tutti i suoi” (At 16,31-33). (CCC 1228) Il Battesimo è quindi un bagno d'acqua nel quale “il seme incorruttibile” della Parola di Dio produce il suo effetto vivificante [1Pt 1,23; Ef 5,26]. Sant'Agostino dirà del Battesimo: “Accedit verbum ad elementum, et fit Sacramentum - Si unisce la parola all'elemento, e nasce il sacramento” [Sant'Agostino, In Johannis evangelium tractatus, 80, 3: PL 35, 1840].

Per la riflessione
(CCC 1227) Secondo l'Apostolo san Paolo, mediante il Battesimo il credente comunica alla morte di Cristo; con lui è sepolto e con lui risuscita: “Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,3-4) [Col 2,12]. I battezzati si sono “rivestiti di Cristo” (Gal 3,27). Mediante l'azione dello Spirito Santo, il Battesimo è un lavacro che purifica, santifica e giustifica [1Cor 6,11; 12,13]. (CCC 790) I credenti che rispondono alla Parola di Dio e diventano membra del Corpo di Cristo, vengono strettamente uniti a Cristo: “In quel Corpo la vita di Cristo si diffonde nei credenti che attraverso i sacramenti vengono uniti in modo arcano ma reale a Cristo che ha sofferto ed è stato glorificato” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 7]. Ciò è particolarmente vero del Battesimo, in virtù del quale siamo uniti alla morte e alla risurrezione di Cristo [Rm 6,4-5; 1Cor 12,13], e dell'Eucaristia, mediante la quale “partecipando realmente al Corpo del Signore” “siamo elevati alla comunione con lui e tra di noi” [Lumen gentium, 7].

(Prossima domanda: In che cosa consiste il rito essenziale del Battesimo?)

domenica 10 maggio 2009

254. Chi porta a compimento tali prefigurazioni?


254. Chi porta a compimento tali prefigurazioni?

(Comp 254) Gesù Cristo, il quale, all'inizio della sua vita pubblica, si fa battezzare da Giovanni Battista nel Giordano; sulla Croce, dal suo fianco trafitto, effonde sangue e acqua, segni del Battesimo e dell'Eucaristia, e dopo la sua Risurrezione affida agli Apostoli questa missione: «Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19-20).

“In Sintesi”
(CCC 1277) Il Battesimo costituisce la nascita alla vita nuova in Cristo. Secondo la volontà del Signore esso è necessario per la salvezza, come la Chiesa stessa, nella quale il Battesimo introduce.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1223) Tutte le prefigurazioni dell'Antica Alleanza trovano la loro realizzazione in Gesù Cristo. Egli dà inizio alla sua vita pubblica dopo essersi fatto battezzare da san Giovanni Battista nel Giordano [Mt 3,13] e, dopo la sua Risurrezione, affida agli Apostoli questa missione: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20) [Mc 16,15-16]. (CCC 232) I cristiani vengono battezzati “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19). Prima rispondono: “Credo” alla triplice domanda con cui ad essi si chiede di confessare la loro fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito: “Fides omnium christianorum in Trinitate consistit - La fede di tutti i cristiani si fonda sulla Trinità” [San Cesario d'Arles, Expositio vel traditio Symboli (sermo 9): CCL 103, 47].

Per la riflessione
(CCC 1224) Nostro Signore si è volontariamente sottoposto al battesimo di san Giovanni, destinato ai peccatori, per compiere ogni giustizia [Mt 3,15]. Questo gesto di Gesù è una manifestazione del suo “annientamento” [Fil 2,7]. Lo Spirito che si librava sulle acque della prima creazione, scende ora su Cristo, come preludio della nuova creazione, e il Padre manifesta Gesù come il suo Figlio prediletto [Mt 3,16-17]. (CCC 536) Il battesimo di Gesù è, da parte di lui, l'accettazione e l'inaugurazione della sua missione di Servo sofferente. Egli si lascia annoverare tra i peccatori [Is 53,12]; è già “l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29); già anticipa il “battesimo” della sua morte cruenta [Mc 10,38; Lc 12,50]. Già viene ad adempiere “ogni giustizia” (Mt 3,15), cioè si sottomette totalmente alla volontà del Padre suo: accetta per amore il battesimo di morte per la remissione dei nostri peccati [Mt 26,39]. A tale accettazione risponde la voce del Padre che nel Figlio suo si compiace [Lc 3,22; Is 42,1]. Lo Spirito, che Gesù possiede in pienezza fin dal suo concepimento, si posa e rimane su di lui [Gv 1,32-33; Is 11,2]. Egli ne sarà la sorgente per tutta l'umanità. Al suo battesimo, “si aprirono i cieli” Mt 3,16) che il peccato di Adamo aveva chiuso; e le acque sono santificate dalla discesa di Gesù e dello Spirito, preludio della nuova creazione.

(Prossima domanda: Da quando e a chi la Chiesa amministra il Battesimo?)

sabato 9 maggio 2009

253. Come è prefigurato il Battesimo nell' Antica Alleanza?


253. Come è prefigurato il Battesimo nell' Antica Alleanza?

(Comp 253) Nell'Antica Alleanza si trovano varie prefigurazioni del Battesimo: l'acqua, fonte di vita e di morte; l'arca di Noè, che salva per mezzo dell'acqua; il passaggio del Mar Rosso, che libera Israele dalla schiavitù egiziana; la traversata del Giordano, che introduce Israele nella terra promessa, immagine della vita eterna.

“In Sintesi”
(CCC 1276) “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20).

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1217) Nella liturgia della Notte pasquale, in occasione della benedizione dell'acqua battesimale, la Chiesa fa solenne memoria dei grandi eventi della storia della salvezza che prefiguravano il mistero del Battesimo: “O Dio, […] tu operi con invisibile potenza le meraviglie della salvezza; e in molti modi, attraverso i tempi, hai preparato l'acqua, tua creatura, ad essere segno del Battesimo” [Veglia pasquale: Benedizione dell'acqua: Messale Romano]. (CCC 1218) Fin dalle origini del mondo l'acqua, questa umile e meravigliosa creatura, è la fonte della vita e della fecondità. La Sacra Scrittura la vede come “covata” dallo Spirito di Dio [Gen 1,2]: “Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle acque perché contenessero in germe la forza di santificare” [Veglia pasquale: Benedizione dell'acqua: Messale Romano]. (CCC 1219) La Chiesa ha visto nell'Arca di Noè una prefigurazione della salvezza per mezzo del Battesimo. Infatti, per mezzo di essa, “poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell'acqua” (1Pt 3,20): “Nel diluvio hai prefigurato il Battesimo, perché, oggi come allora, l'acqua segnasse la fine del peccato e l'inizio della vita nuova” [Veglia pasquale: Benedizione dell'acqua: Messale Romano]. (CCC 1221) E' soprattutto la traversata del Mar Rosso, vera liberazione d'Israele dalla schiavitù d'Egitto, che annunzia la liberazione operata dal Battesimo: “Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo, facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso, perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati” [Veglia pasquale: Benedizione dell'acqua: Messale Romano].

Per la riflessione
(CCC 694) L'acqua. Il simbolismo dell'acqua significa l'azione dello Spirito Santo nel Battesimo, poiché dopo l'invocazione dello Spirito Santo essa diviene il segno sacramentale efficace della nuova nascita: come la gestazione della nostra prima nascita si è operata nell'acqua, allo stesso modo l'acqua battesimale significa realmente che la nostra nascita alla vita divina ci è donata nello Spirito Santo. Ma “battezzati in un solo Spirito”, noi “ci siamo” anche “abbeverati a un solo Spirito” (1Cor 12,13): lo Spirito, dunque, è anche personalmente l'Acqua viva che scaturisce da Cristo crocifisso come dalla sua sorgente [Gv 19,34; 1Gv 5,8] e che in noi zampilla per la Vita eterna [Gv 4,10-14; 7,38; Es 17,1-6; Is 55,1; Zc 14,8; 1Cor 10,4; Ap 21,6; 22,17]. (CCC 1220) Se l'acqua di fonte è simbolo di vita, l'acqua del mare è un simbolo della morte. Per questo poteva essere figura del mistero della Croce. Per mezzo di questo simbolismo il Battesimo significa la comunione alla morte di Cristo. (CCC 1222) Infine il Battesimo è prefigurato nella traversata del Giordano, grazie alla quale il popolo di Dio riceve il dono della terra promessa alla discendenza di Abramo, immagine della vita eterna. La promessa di questa beata eredità si compie nella Nuova Alleanza.

(Prossima domanda: Chi porta a compimento tali prefigurazioni?)

venerdì 8 maggio 2009

252. Quali nomi prende il primo Sacramento dell'iniziazione?


252. Quali nomi prende il primo Sacramento dell'iniziazione?

(Comp 252) Prende anzitutto il nome di Battesimo a motivo del rito centrale con il quale è celebrato: battezzare significa «immergere» nell'acqua. Chi viene battezzato è immerso nella morte di Cristo e risorge con lui come «nuova creatura» (2 Cor 5,17). Lo si chiama anche «lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3,5), e «illuminazione», perché il battezzato diventa «figlio della luce» (Ef 5,8).

“In Sintesi”
(CCC 1277) Il Battesimo costituisce la nascita alla vita nuova in Cristo. Secondo la volontà del Signore esso è necessario per la salvezza, come la Chiesa stessa, nella quale il Battesimo introduce.

Approfondimenti e spiegazioni
(CCC 1214) Lo si chiama Battesimo dal rito centrale con il quale è compiuto: battezzare (baptizein in greco) significa “tuffare”, “immergere”; l'“immersione” nell'acqua è simbolo del seppellimento del catecumeno nella morte di Cristo, dalla quale risorge con lui [Rm 6,3-4; Col 2,12 ], quale “nuova creatura” (2Cor 5,17; Gal 6,15). (CCC 1215) Questo sacramento è anche chiamato il “lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo” (Tt 3,5), poiché significa e realizza quella nascita dall'acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno “può entrare nel Regno di Dio” (Gv 3,5). (CCC 628) Il Battesimo, il cui segno originale e plenario è l'immersione, significa efficacemente la discesa nella tomba del cristiano che muore al peccato con Cristo in vista di una vita nuova: “Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,4; cf. Col 2,12; Ef 5,26).

Per la riflessione
(CCC 1216) “Questo lavacro è chiamato illuminazione, perché coloro che ricevono questo insegnamento [catechistico] vengono illuminati nella mente” [San Giustino, Apologia, 1, 61: PG 6, 421]. Poiché nel Battesimo ha ricevuto il Verbo, “la luce vera che illumina ogni uomo” (Gv 1,9), il battezzato, dopo essere stato “illuminato” (Eb 10,32) è divenuto “figlio della luce” (1Ts 5,5) e “luce” egli stesso ( Ef 5,8): Il Battesimo “è il più bello e magnifico dei doni di Dio. […] Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste d'immortalità, lavacro di rigenerazione, sigillo, e tutto ciò che vi è di più prezioso. Dono, poiché è dato a coloro che non portano nulla; grazia, perché viene elargito anche ai colpevoli; Battesimo, perché il peccato viene seppellito nell'acqua; unzione, perché è sacro e regale (tali sono coloro che vengono unti); illuminazione, perché è luce sfolgorante; veste, perché copre la nostra vergogna; lavacro, perché ci lava; sigillo, perché ci custodisce ed è il segno della signoria di Dio” [San Gregorio Nazianzeno, Oratio, 40, 3-4: PG 36, 361-364].

(Prossima domanda: Come è prefigurato il Battesimo nell' Antica Alleanza?)