sabato 31 luglio 2010

550. Quali sono le forme essenziali della preghiera cristiana?


550. Quali sono le forme essenziali della preghiera cristiana?

(Comp 550) Sono la benedizione e l'adorazione, la preghiera di domanda e l'intercessione, il ringraziamento e la lode. L'Eucaristia contiene ed esprime tutte le forme di preghiera.

“In Sintesi”

(CCC 2644) Lo Spirito Santo che ammaestra la Chiesa e le ricorda tutto ciò che Gesù ha detto, la educa anche alla vita di preghiera, suscitando espressioni che si rinnovano in seno a forme permanenti: benedizione, domanda, intercessione, azione di grazie e lode.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2643) L'Eucaristia contiene ed esprime tutte le forme di preghiera: è “l'oblazione pura” di tutto il corpo di Cristo a gloria del suo nome [Ml 1,11]. Secondo le tradizioni d'Oriente e d'Occidente, essa è “ il sacrificio di lode”.

Per la riflessione

(CCC 2620) Nel Nuovo Testamento il modello perfetto della preghiera si trova nella preghiera filiale di Gesù. Fatta spesso nella solitudine, nel silenzio, la preghiera di Gesù comporta un'adesione piena d'amore alla volontà del Padre fino alla croce e una assoluta fiducia di essere esaudito.


(Prossima domanda: Che Cos’è la benedizione?)

venerdì 30 luglio 2010

549. Come interviene lo Spirito Santo nella preghiera della Chiesa?


549. Come interviene lo Spirito Santo nella preghiera della Chiesa?

(Comp 549) Lo Spirito Santo, Maestro interiore della preghiera cristiana, forma la Chiesa alla vita di preghiera e la fa entrare sempre più profondamente nella contemplazione e nell'unione con l'insondabile mistero di Cristo. Le forme di preghiera, quali sono espresse negli Scritti apostolici e canonici, rimarranno normative per la preghiera cristiana.

“In Sintesi”

(CCC 2644) Lo Spirito Santo che ammaestra la Chiesa e le ricorda tutto ciò che Gesù ha detto, la educa anche alla vita di preghiera, suscitando espressioni che si rinnovano in seno a forme permanenti: benedizione, domanda, intercessione, azione di grazie e lode.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2623) Il giorno di pentecoste lo Spirito della Promessa è stato effuso sui discepoli, che “si trovavano tutti insieme nello stesso luogo” (At 2,1) ad attenderlo, “assidui e concordi nella preghiera” (At 1,14). Lo Spirito che istruisce la Chiesa e le ricorda tutto ciò che Gesù ha detto [Gv 14,26], la forma anche alla vita di preghiera.

Per la riflessione

(CCC 2625) Le preghiere sono prima di tutto quelle che i fedeli ascoltano e leggono nelle Scritture, attualizzandole però, specialmente quelle dei Salmi, a partire dal loro compimento in Cristo [Lc 24,27.44]. Lo Spirito Santo, che in tal modo ricorda Cristo alla sua Chiesa orante, la conduce anche alla verità tutta intera e suscita nuove formulazioni, le quali esprimeranno l'insondabile mistero di Cristo, che opera nella vita, nei sacramenti e nella missione della sua Chiesa. Queste formulazioni si svilupperanno nelle grandi tradizioni liturgiche e spirituali. Le forme della preghiera, quali sono espresse negli Scritti apostolici e canonici rimarranno normative per la preghiera cristiana.


(Prossima domanda: Quali sono le forme essenziali della preghiera cristiana?)

giovedì 29 luglio 2010

548. Come pregava la prima comunità cristiana di Gerusalemme?


548. Come pregava la prima comunità cristiana di Gerusalemme?

(Comp 548) All'inizio degli Atti degli Apostoli è scritto che nella prima comunità di Gerusalemme, educata dallo Spirito Santo alla vita di preghiera, i credenti «erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli Apostoli, e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere» (At 2,42).

“In Sintesi”

(CCC 2621) Nel suo insegnamento, Gesù educa i suoi discepoli a pregare con un cuore purificato, con una fede viva e perseverante, con un'audacia filiale. Li esorta alla vigilanza e li invita a rivolgere le loro domande a Dio nel suo Nome. Gesù Cristo stesso esaudisce le preghiere che gli vengono rivolte.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2623) Il giorno di pentecoste lo Spirito della Promessa è stato effuso sui discepoli, che “si trovavano tutti insieme nello stesso luogo” (At 2,1) ad attenderlo, “assidui e concordi nella preghiera” (At 1,14). Lo Spirito che istruisce la Chiesa e le ricorda tutto ciò che Gesù ha detto [Gv 14,26], la forma anche alla vita di preghiera.

Per la riflessione

(CCC 2624) Nella prima comunità di Gerusalemme, i credenti “erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli e nell’unone fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere” (At 2,42). La sequenza è tipica della preghiera della Chiesa: fondata sulla fede apostolica ed autenticata dalla carità, essa è nutrita dall’Eucaristia.


(Prossima domanda: Come interviene lo Spirito Santo nella preghiera della Chiesa?)

mercoledì 28 luglio 2010

547. Esiste nel Vangelo una preghiera di Maria?


547. Esiste nel Vangelo una preghiera di Maria?

(Comp 547) Oltre all'intercessione di Maria a Cana di Galilea, il Vangelo ci consegna il Magnificat (Lc 1,46-55), che è il cantico della Madre di Dio e quello della Chiesa, il grazie gioioso che sale dal cuore dei poveri perché la loro speranza è realizzata dal compimento delle promesse divine.

“In Sintesi”

(CCC 2622) La preghiera della Vergine Maria, nel suo Fiat e nel suo Magnificat, è caratterizzata dalla generosa offerta di tutto il suo essere nella fede.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2618) Il Vangelo ci rivela come Maria preghi e interceda nella fede: a Cana [Gv 2,1-12] la Madre di Gesù prega il Figlio suo per le necessità di un banchetto di nozze, segno di un altro Banchetto, quello delle nozze dell'Agnello che, alla richiesta della Chiesa, sua Sposa, offre il proprio Corpo e il proprio Sangue. Ed è nell'ora della Nuova Alleanza, ai piedi della croce [Gv 19,25-27], che Maria viene esaudita come la Donna, la nuova Eva, la vera “Madre dei viventi”.

Per la riflessione

(CCC 2619) E' per questo che il cantico di Maria [Lc 1,46-55] il “Magnificat” latino, il Megalunàrion bizantino, rappresenta ad un tempo il cantico della Madre di Dio e quello della Chiesa, cantico della Figlia di Sion e del nuovo popolo di Dio, cantico di ringraziamento per la pienezza di grazie elargite nell'Economia della salvezza, cantico dei “poveri”, la cui speranza si realizza mediante il compimento delle promesse fatte “ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre”.


(Prossima domanda: Come pregava la prima comunità cristiana di Gerusalemme?)

martedì 27 luglio 2010

546. Come pregava la Vergine Maria? (II parte)


546. Come pregava la Vergine Maria? (II parte) (continuazione)

(Comp 546 ripetizione) La preghiera di Maria è caratterizzata dalla sua fede e dall'offerta generosa di tutto il suo essere a Dio. La Madre di Gesù è anche la Nuova Eva, la «Madre dei viventi»: essa prega Gesù, suo Figlio, per i bisogni degli uomini.

“In Sintesi”

(CCC 2622) La preghiera della Vergine Maria, nel suo Fiat e nel suo Magnificat, è caratterizzata dalla generosa offerta di tutto il suo essere nella fede.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2674) Dopo il consenso dato nella fede al momento dell'Annunciazione e mantenuto, senza esitazione, sotto la croce, la maternità di Maria si estende ora ai fratelli e alle sorelle del Figlio suo, “ancora pellegrini e posti in mezzo a pericoli e affanni” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 62]. Gesù, l'unico mediatore, è la via della nostra preghiera; Maria, Madre sua e Madre nostra, è pura trasparenza di lui: ella “mostra la Via” [Odeghétria], ne è “il segno”, secondo l'iconografia tradizionale in Oriente e in Occidente.

Per la riflessione

(CCC 2679) Maria è l'orante perfetta, figura della Chiesa. Quando la preghiamo, con lei aderiamo al disegno del Padre, che manda il Figlio suo per salvare tutti gli uomini. Come il discepolo amato, prendiamo con noi [Gv 19,27] la Madre di Gesù, diventata la Madre di tutti i viventi. Possiamo pregare con lei e pregarla. La preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria, alla quale è unita nella speranza [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 68-69]. [FINE]


(Prossima domanda: Esiste nel Vangelo una preghiera di Maria?)

lunedì 26 luglio 2010

546. Come pregava la Vergine Maria? (I parte)


546. Come pregava la Vergine Maria? (I parte)

(Comp 546) La preghiera di Maria è caratterizzata dalla sua fede e dall'offerta generosa di tutto il suo essere a Dio. La Madre di Gesù è anche la Nuova Eva, la «Madre dei viventi»: essa prega Gesù, suo Figlio, per i bisogni degli uomini.

“In Sintesi”

(CCC 2622) La preghiera della Vergine Maria, nel suo Fiat e nel suo Magnificat, è caratterizzata dalla generosa offerta di tutto il suo essere nella fede.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2617) La preghiera di Maria ci è rivelata all'aurora della pienezza dei tempi. Prima dell'incarnazione del Figlio di Dio e prima dell'effusione dello Spirito Santo, la sua preghiera coopera in una maniera unica al disegno benevolo del Padre: al momento dell'annunciazione per il concepimento di Cristo, [Lc 1,38] e in attesa della pentecoste per la formazione della Chiesa, corpo di Cristo [At 1,14]. Nella fede della sua umile serva il Dono di Dio trova l'accoglienza che fin dall'inizio dei tempi aspettava. Colei che l'Onnipotente ha fatto “piena di grazia”, risponde con l'offerta di tutto il proprio essere: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. “Fiat”, è la preghiera cristiana: essere interamente per lui, dal momento che egli è interamente per noi.

Per la riflessione

(CCC 2618) Il Vangelo ci rivela come Maria preghi e interceda nella fede: a Cana [Gv 2,1-12] la Madre di Gesù prega il Figlio suo per le necessità di un banchetto di nozze, segno di un altro Banchetto, quello delle nozze dell'Agnello che, alla richiesta della Chiesa, sua Sposa, offre il proprio Corpo e il proprio Sangue. Ed è nell'ora della Nuova Alleanza, ai piedi della croce [Gv 19,25-27], che Maria viene esaudita come la Donna, la nuova Eva, la vera “Madre dei viventi”. [CONTINUA]


(Continua la domanda: Come pregava la Vergine Maria?)

domenica 25 luglio 2010

545. Perché è efficace la nostra preghiera?


545. Perché è efficace la nostra preghiera?

(Comp 545) La nostra preghiera è efficace, perché è unita nella fede a quella di Gesù. In lui la preghiera cristiana diventa comunione d'amore con il Padre. Possiamo in tal caso presentare le nostre richieste a Dio e venire esauditi: «Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena» (Gv 16,24).

“In Sintesi”

(CCC 2644) Lo Spirito Santo che ammaestra la Chiesa e le ricorda tutto ciò che Gesù ha detto, la educa anche alla vita di preghiera, suscitando espressioni che si rinnovano in seno a forme permanenti: benedizione, domanda, intercessione, azione di grazie e lode.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2615) Ancor più, quando la nostra preghiera è unita a quella di Gesù, il Padre ci dà un “altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità” (Gv 14,16-17). Questa novità della preghiera e delle sue condizioni appare attraverso il discorso di addio [Gv 14,23-26; 15,7; 14,16; 16,13-15; 16,23-27]. Nello Spirito Santo, la preghiera cristiana è comunione di amore con il Padre, non solamente per mezzo di Cristo, ma anche in lui: “Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16,24). (CCC 2669) La preghiera della Chiesa venera e onora il cuore di Gesù, come invoca il suo santissimo nome. Essa adora il Verbo incarnato e il suo cuore che, per amore degli uomini, si è lasciato trafiggere dai nostri peccati. La preghiera cristiana ama seguire la via della croce (Via Crucis) sulle orme del Salvatore. Le stazioni dal pretorio al Golgota e alla tomba scandiscono il cammino di Gesù, che con la sua santa croce ha redento il mondo.

Per la riflessione

(CCC 2616) La preghiera a Gesù è già esaudita da lui durante il suo ministero, mediante segni che anticipano la potenza della sua morte e della sua risurrezione: Gesù esaudisce la preghiera di fede, espressa a parole (dal lebbroso Mc 1,40-41; da Giairo Mc 5,36; dalla Cananea Mc 7,29; dal buon ladrone Lc 23,39-43) oppure in silenzio (da coloro che portano il paralitico Mc 2,5; dall’emorroissa che tocca il suo mantello Mc 5,28; dalle lacrime e dall’olio profumato della peccaqtrice Lc 7,37-38). La supplica accorata dei ciechi: “Figlio di Davide, abbi pietà di noi” (Mt 9,27 ) o “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me” (Mc 10,47) è stata ripresa nella tradizione della Preghiera a Gesù: “Gesù, Cristo, Figlio di Dio, Signore, abbi pietà di me peccatore!”. Si tratti di guarire le malattie o di rimettere i peccati, alla preghiera che implora con fede Gesù risponde sempre: “Va' in pace, la tua fede ti ha salvato!”. Sant'Agostino riassume in modo mirabile le tre dimensioni della preghiera di Gesù: Prega per noi come nostro sacerdote; prega in noi come nostro capo; è pregato da noi come nostro Dio. Riconosciamo, dunque, in lui la nostra voce, e in noi la sua voce” [Sant'Agostino, Enarratio in Psalmos, 85, 1: PL 36, 1081; cf. Principi e norme per la Liturgia delle Ore, 7: Liturgia delle Ore].


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sabato 24 luglio 2010

544. Come Gesù ci insegna a pregare? (III parte)


544. Come Gesù ci insegna a pregare? (III parte) (continuazione)

(Comp 544 ripetizione) Gesù ci insegna a pregare, non solo con la preghiera del Padre nostro, ma anche quando prega. In questo modo, oltre al contenuto, ci mostra le disposizioni richieste per una vera preghiera: la purezza del cuore, che cerca il Regno e perdona i nemici; la fiducia audace e filiale, che va al di là di ciò che sentiamo e comprendiamo; la vigilanza, che protegge il discepolo dalla tentazione.

“In Sintesi”

(CCC 2621) Nel suo insegnamento, Gesù educa i suoi discepoli a pregare con un cuore purificato, con una fede viva e perseverante, con un'audacia filiale. Li esorta alla vigilanza e li invita a rivolgere le loro domande a Dio nel suo Nome. Gesù Cristo stesso esaudisce le preghiere che gli vengono rivolte.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2613 Tre parabole sulla preghiera di particolare importanza ci sono tramandate da san Luca: La prima, “l'amico importuno”, [Lc 11,5-13] esorta ad una preghiera fatta con insistenza: “Bussate e vi sarà aperto”. A colui che prega così, il Padre del cielo “darà tutto ciò di cui ha bisogno”, e principalmente lo Spirito Santo che contiene tutti i doni. La seconda, “la vedova importuna”, [Lc 18,1-8] è centrata su una delle qualità della preghiera: si deve pregare sempre, senza stancarsi, con la pazienza della fede. “Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. La terza parabola, “il fariseo e il pubblicano”, [Lc 18,9-14] riguarda l'umiltà del cuore che prega: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore”. La Chiesa non cessa di fare sua questa preghiera: “Kyrie eleison!”.

Per la riflessione

(CCC 2614) Quando Gesù confida apertamente ai suoi discepoli il mistero della preghiera al Padre, svela ad essi quale dovrà essere la loro preghiera, e la nostra, allorquando egli, nella sua umanità glorificata, sarà tornato presso il Padre. La novità, attualmente, è di “chiedere nel suo nome” [Gv 14,13]. La fede in lui introduce i discepoli nella conoscenza del Padre, perché Gesù è “la via, la verità e la vita” (Gv 14,6). La fede porta il suo frutto nell'amore: osservare la sua parola, i suoi comandamenti, dimorare con lui nel Padre, che in lui ci ama fino a prendere dimora in noi. In questa nuova Alleanza, la certezza di essere esauditi nelle nostre suppliche è fondata sulla preghiera di Gesù [Gv 14,13-14]. [FINE]


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venerdì 23 luglio 2010

544. Come Gesù ci insegna a pregare? (II parte)


544. Come Gesù ci insegna a pregare? (II parte) (continuazione)

(Comp 544 ripetizione) Gesù ci insegna a pregare, non solo con la preghiera del Padre nostro, ma anche quando prega. In questo modo, oltre al contenuto, ci mostra le disposizioni richieste per una vera preghiera: la purezza del cuore, che cerca il Regno e perdona i nemici; la fiducia audace e filiale, che va al di là di ciò che sentiamo e comprendiamo; la vigilanza, che protegge il discepolo dalla tentazione.

“In Sintesi”

(CCC 2621) Nel suo insegnamento, Gesù educa i suoi discepoli a pregare con un cuore purificato, con una fede viva e perseverante, con un'audacia filiale. Li esorta alla vigilanza e li invita a rivolgere le loro domande a Dio nel suo Nome. Gesù Cristo stesso esaudisce le preghiere che gli vengono rivolte.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2610) Come Gesù prega il Padre e rende grazie prima di ricevere i suoi doni, così egli ci insegna questa audacia filiale: “Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto” (Mc 11,24). Tale è la forza della preghiera: “Tutto è possibile per chi crede” (Mc 9,23), con una fede che non dubita [Mt 21,21]. Quanto Gesù è rattristato dalla “incredulità” (Mc 6,6) dei discepoli e dalla “poca fede” (Mt 8,26) dei suoi compaesani, tanto si mostra pieno di ammirazione davanti alla fede davvero grande del centurione romano [Mt 8,10] e della cananea [Mt 15,28]. (CCC 2611) La preghiera di fede non consiste soltanto nel dire: “Signore, Signore”, ma nel disporre il cuore a fare la volontà del Padre (Mt 7,21). Gesù esorta i suoi discepoli a portare nella preghiera questa passione di collaborare al Disegno divino [Mt 9,38; Lc 10,2; Gv 4,34].

Per la riflessione

(CCC 2612) In Gesù “il regno di Dio è molto vicino”; esso chiama alla conversione e alla fede, ma anche alla vigilanza. Nella preghiera, il discepolo veglia attento a colui che è e che viene, nella memoria della sua prima venuta nell'umiltà della carne e nella speranza del suo secondo avvento nella gloria [Mc 13; Lc 21,34-36]. La preghiera dei discepoli, in comunione con il loro Maestro, è un combattimento, ed è vegliando nella preghiera che non si entra in tentazione [Lc 22,40.46]. [CONTINUA]


(Continua la domanda: Come Gesù ci insegna a pregare?)

giovedì 22 luglio 2010

544. Come Gesù ci insegna a pregare? (I parte)


544. Come Gesù ci insegna a pregare? (I parte)

(Comp 544) Gesù ci insegna a pregare, non solo con la preghiera del Padre nostro, ma anche quando prega. In questo modo, oltre al contenuto, ci mostra le disposizioni richieste per una vera preghiera: la purezza del cuore, che cerca il Regno e perdona i nemici; la fiducia audace e filiale, che va al di là di ciò che sentiamo e comprendiamo; la vigilanza, che protegge il discepolo dalla tentazione.

“In Sintesi”

(CCC 2621) Nel suo insegnamento, Gesù educa i suoi discepoli a pregare con un cuore purificato, con una fede viva e perseverante, con un'audacia filiale. Li esorta alla vigilanza e li invita a rivolgere le loro domande a Dio nel suo Nome. Gesù Cristo stesso esaudisce le preghiere che gli vengono rivolte.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2608) Fin dal discorso della montagna, Gesù insiste sulla conversione del cuore: la riconciliazione con il fratello prima di presentare un'offerta sull'altare [Mt 5,23-24], l'amore per i nemici e la preghiera per i persecutori [Mt 5,44-45], la preghiera al Padre “nel segreto” (Mt 6,6), senza sprecare molte parole [Mt 6,7], il perdono dal profondo del cuore nella preghiera [Mt 6,14-15], la purezza del cuore e la ricerca del Regno [Mt 6,21.25.33]. Tale conversione è tutta orientata al Padre: è filiale.

Per la riflessione

(CCC 2609) Il cuore, deciso così a convertirsi, apprende a pregare nella fede. La fede è un'adesione filiale a Dio, al di là di ciò che sentiamo e comprendiamo. E' diventata possibile perché il Figlio diletto ci apre l'accesso al Padre. Egli può chiederci di “cercare” e di “bussare”, perché egli stesso è la porta e il cammino [Mt 7,7-11; 7,13-14]. [CONTINUA]


(Continua la domanda: Come Gesù ci insegna a pregare?)