martedì 31 agosto 2010

570. Che cos'è la meditazione? (II parte)


570. Che cos'è la meditazione? (II parte) (continuazione)

(Comp 570 ripetizione) La meditazione è una riflessione orante, che parte soprattutto dalla Parola di Dio nella Bibbia. Mette in azione l'intelligenza, l'immaginazione, l'emozione, il desiderio, per approfondire la nostra fede, convenire il nostro cuore e fortificare la nostra volontà di seguire Cristo. È una tappa preliminare verso l'unione d'amore con il Signore.

“In Sintesi”

(CCC 2723) La meditazione è una ricerca orante che mobilita il pensiero, l'immaginazione, l'emozione, il desiderio. Essa ha come fine l'appropriazione nella fede del soggetto considerato, confrontato con la realtà della propria vita.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2707) I metodi di meditazione sono tanti quanti i maestri spirituali. Un cristiano deve meditare regolarmente, altrimenti rassomiglia ai tre primi terreni della parabola del seminatore [Mc 4,4-7; 4,15-19]. Ma un metodo non è che una guida; l'importante è avanzare, con lo Spirito Santo, sull'unica via della preghiera: Cristo Gesù.

Per la riflessione

(CCC 2708) La meditazione mette in azione il pensiero, l'immaginazione, e il desiderio. Questa mobilitazione è necessaria per approfondire le convinzioni di fede, suscitare la conversione del cuore e rafforzare la volontà di seguire Cristo. La preghiera cristiana di preferenza si sofferma a meditare “i misteri di Cristo”, come nella lectio divina o nel Rosario. Questa forma di riflessione orante ha un grande valore, ma la preghiera cristiana deve tendere più lontano: alla conoscenza d'amore del Signore Gesù, all'unione con lui. [FINE]


(Prossima domanda: Che cos'è la preghiera contemplativa?)

lunedì 30 agosto 2010

570. Che cos'è la meditazione? (I parte)


570. Che cos'è la meditazione? (I parte)

(Comp 570) La meditazione è una riflessione orante, che parte soprattutto dalla Parola di Dio nella Bibbia. Mette in azione l'intelligenza, l'immaginazione, l'emozione, il desiderio, per approfondire la nostra fede, convenire il nostro cuore e fortificare la nostra volontà di seguire Cristo. È una tappa preliminare verso l'unione d'amore con il Signore.

“In Sintesi”

(CCC 2723) La meditazione è una ricerca orante che mobilita il pensiero, l'immaginazione, l'emozione, il desiderio. Essa ha come fine l'appropriazione nella fede del soggetto considerato, confrontato con la realtà della propria vita.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2705) La meditazione è soprattutto una ricerca. Lo spirito cerca di comprendere il perché e il come della vita cristiana, per aderire e rispondere a ciò che il Signore chiede. Ci vuole un'attenzione difficile da disciplinare. Abitualmente ci si aiuta con qualche libro, e ai cristiani non mancano: la Sacra Scrittura, particolarmente il Vangelo, le sante icone, i testi liturgici del giorno o del tempo, gli scritti dei Padri della vita spirituale, le opere di spiritualità, il grande libro della creazione e quello della storia, la pagina dell'“Oggi” di Dio.

Per la riflessione

(CCC 2706) Meditare quanto si legge porta ad appropriarsene, confrontandolo con se stessi. Qui si apre un altro libro: quello della vita. Si passa dai pensieri alla realtà. A misura dell'umiltà e della fede che si ha, vi si scoprono i moti che agitano il cuore e li si può discernere. Si tratta di fare la verità per venire alla Luce: “Signore, che cosa vuoi che io faccia?”. [CONTINUA]


(Continua la domanda: Che cos'è la meditazione?)

domenica 29 agosto 2010

569. Come si caratterizza la preghiera vocale? (II parte)


569. Come si caratterizza la preghiera vocale? (II parte) (continuazione)

(Comp 569 ripetizione) La preghiera vocale associa il corpo alla preghiera interiore del cuore. Anche la più interiore delle preghiere non potrebbe fare a meno della preghiera vocale. In ogni caso essa deve sempre sgorgare da una fede personale. Con il Padre Nostro Gesù ci ha insegnato una formula perfetta di preghiera vocale.

“In Sintesi”

(CCC 2722) La preghiera vocale, basata sull'unità del corpo e dello spirito nella natura umana, associa il corpo alla preghiera interiore del cuore, sull'esempio di Cristo che prega il Padre suo e insegna il “Padre nostro” ai suoi discepoli.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2702) Il bisogno di associare i sensi alla preghiera interiore risponde ad una esigenza della natura umana. Siamo corpo e spirito, e quindi avvertiamo il bisogno di tradurre esteriormente i nostri sentimenti. Dobbiamo pregare con tutto il nostro essere per dare alla nostra supplica la maggior forza possibile. (CCC 2703) Questo bisogno risponde anche ad una esigenza divina. Dio cerca adoratori in Spirito e Verità, e, conseguentemente, la preghiera che sale viva dalle profondità dell'anima. Vuole anche l'espressione esteriore che associa il corpo alla preghiera interiore, affinché la preghiera gli renda l'omaggio perfetto di tutto ciò a cui egli ha diritto.

Per la riflessione

(CCC 2704) Essendo esteriore e così pienamente umana, la preghiera vocale è per eccellenza la preghiera delle folle. Ma anche la più interiore delle preghiere non saprebbe fare a meno della preghiera vocale. La preghiera diventa interiore nella misura in cui prendiamo coscienza di colui “al quale parliamo” [Santa Teresa di Gesù, Camino de perfección, 26]. Allora la preghiera vocale diventa una prima forma della preghiera contemplativa. [FINE]


(Prossima domanda: Che cos'è la meditazione?)

sabato 28 agosto 2010

569. Come si caratterizza la preghiera vocale? (I parte)


569. Come si caratterizza la preghiera vocale? (I parte)

(Comp 569) La preghiera vocale associa il corpo alla preghiera interiore del cuore. Anche la più interiore delle preghiere non potrebbe fare a meno della preghiera vocale. In ogni caso essa deve sempre sgorgare da una fede personale. Con il Padre Nostro Gesù ci ha insegnato una formula perfetta di preghiera vocale.

“In Sintesi”

(CCC 2722) La preghiera vocale, basata sull'unità del corpo e dello spirito nella natura umana, associa il corpo alla preghiera interiore del cuore, sull'esempio di Cristo che prega il Padre suo e insegna il “Padre nostro” ai suoi discepoli.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2700) Con la sua Parola Dio parla all'uomo. E la nostra preghiera prende corpo mediante parole, mentali o vocali. Ma la cosa più importante è la presenza del cuore a colui al quale parliamo nella preghiera. “Che la nostra preghiera sia ascoltata dipende non dalla quantità delle parole, ma dal fervore delle nostre anime” [San Giovanni Crisostomo, De Anna, sermo 2, 2: PG 54, 646].

Per la riflessione

(CCC 2701) La preghiera vocale è una componente indispensabile della vita cristiana. Ai discepoli, attratti dalla preghiera silenziosa del loro Maestro, questi insegna una preghiera vocale: il “Padre nostro”. Gesù non ha pregato soltanto con le preghiere liturgiche della sinagoga; i Vangeli ce lo presentano mentre esprime ad alta voce la sua preghiera personale, dalla esultante benedizione del Padre [Mt 11,25-26], fino all'angoscia del Getsemani [Mc 14,36]. [CONTINUA]


(Continua la domanda: Come si caratterizza la preghiera vocale?)

venerdì 27 agosto 2010

568. Quali sono le espressioni della vita di preghiera?


568. Quali sono le espressioni della vita di preghiera?

(Comp 568) La tradizione cristiana ha conservato tre modi per esprimere e vivere la preghiera: la preghiera vocale, la meditazione e la preghiera contemplativa. Il loro tratto comune è il raccoglimento del cuore.

“In Sintesi”

(CCC 2720) La Chiesa esorta i fedeli a una preghiera regolare: preghiere quotidiane, Liturgia delle Ore, Eucaristia domenicale, feste dell'anno liturgico.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2699) Il Signore conduce ogni persona secondo strade e modi che a lui piacciono. Ogni fedele, a sua volta, gli risponde secondo la risoluzione del proprio cuore e le espressioni personali della propria preghiera. Tuttavia la tradizione cristiana ha conservato tre espressioni maggiori della vita di preghiera: la preghiera vocale, la meditazione, la preghiera contemplativa. Esse hanno in comune un tratto fondamentale: il raccoglimento del cuore. Tale vigilanza nel custodire la Parola e nel rimanere alla presenza di Dio fa di queste tre espressioni dei momenti forti della vita di preghiera.

Per la riflessione

(CCC 2563) Il cuore è la dimora dove sto, dove abito (secondo l'espressione semitica o biblica: dove “discendo”). E' il nostro centro nascosto, irraggiungibile dalla nostra ragione e dagli altri; solo lo Spirito di Dio può scrutarlo e conoscerlo. E' il luogo della decisione, che sta nel più profondo delle nostre facoltà psichiche. E' il luogo della verità, là dove scegliamo la vita o la morte. E' il luogo dell'incontro, poiché, ad immagine di Dio, viviamo in relazione: è il luogo dell'alleanza.


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giovedì 26 agosto 2010

567. Quali momenti sono più indicati per la preghiera?


567. Quali momenti sono più indicati per la preghiera?

(Comp 567) Tutti i momenti sono indicati per la preghiera, ma la Chiesa propone ai fedeli ritmi destinati ad alimentare la preghiera continua: preghiere del mattino e della sera, prima e dopo i pasti; liturgia delle Ore; Eucaristia domenicale; santo Rosario; feste dell'anno liturgico.

“In Sintesi”

(CCC 2720) La Chiesa esorta i fedeli a una preghiera regolare: preghiere quotidiane, Liturgia delle Ore, Eucaristia domenicale, feste dell'anno liturgico.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2697) La preghiera è la vita del cuore nuovo. Deve animarci in ogni momento. Noi, invece, dimentichiamo colui che è la nostra Vita e il nostro Tutto. Per questo i Padri della vita spirituale, nella tradizione del Deuteronomio e dei profeti, insistono sulla preghiera come “ricordo di Dio”, risveglio frequente della “memoria del cuore”: “E' necessario ricordarsi di Dio più spesso di quanto si respiri” [San Gregorio Nazianzeno, Oratio 27 (theologica 1), 4: PG 36, 16]. Ma non si può pregare “in ogni tempo” se non si prega in determinati momenti, volendolo: sono i tempi forti della preghiera cristiana, per intensità e durata.

Per la riflessione

(CCC 2698) La Tradizione della Chiesa propone ai fedeli dei ritmi di preghiera destinati ad alimentare la preghiera continua. Alcuni sono quotidiani: la preghiera del mattino e della sera, prima e dopo i pasti, la liturgia delle Ore. La domenica, al cui centro sta l'Eucaristia, è santificata soprattutto mediante la preghiera. Il ciclo dell'anno liturgico e le sue grandi feste rappresentano i ritmi fondamentali della vita di preghiera dei cristiani.


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mercoledì 25 agosto 2010

566. Quali sono i luoghi favorevoli alla preghiera?


566. Quali sono i luoghi favorevoli alla preghiera?

(Comp 566) Si può pregare dovunque, ma la scelta di un luogo appropriato non è indifferente per la preghiera. La chiesa è il luogo proprio della preghiera liturgica e dell'adorazione eucaristica. Anche altri luoghi aiutano a pregare, come un «angolo di preghiera» in casa; un monastero; un santuario.

“In Sintesi”

(CCC 2696) I luoghi più propizi per la preghiera sono l'oratorio personale o familiare, i monasteri, i santuari meta di pellegrinaggio e, soprattutto, la chiesa, che è il luogo proprio della preghiera liturgica per la comunità parrocchiale e il luogo privilegiato dell'adorazione eucaristica.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2691) La chiesa, casa di Dio, è il luogo proprio della preghiera liturgica per la comunità parrocchiale. E' anche il luogo privilegiato dell'adorazione della presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento. La scelta di un luogo adatto non è indifferente alla verità della preghiera: - per la preghiera personale, questo luogo può essere un “angolo di preghiera”, con la Sacra Scrittura e delle icone, per essere là, “nel segreto” davanti al nostro Padre [Mt 6,6]. In una famiglia cristiana, questa specie di piccolo oratorio favorisce la preghiera in comune; - nelle regioni in cui ci sono monasteri, è vocazione di queste comunità favorire la condivisione della preghiera delle Ore con i fedeli e permettere la solitudine necessaria ad una preghiera personale più intensa [Conc. Ecum. Vat. II, Perfectae caritatis, 7]; - i pellegrinaggi evocano il nostro cammino sulla terra verso il cielo. Sono tradizionalmente tempi forti di rinnovamento della preghiera. I santuari, per i pellegrini che sono alla ricerca delle loro vive sorgenti, sono luoghi eccezionali per vivere “come Chiesa” le forme della preghiera cristiana.

Per la riflessione

(CCC 1181) “La casa di preghiera in cui l'Eucaristia è celebrata e conservata; in cui i fedeli si riuniscono; in cui la presenza del Figlio di Dio nostro Salvatore, che si è offerto per noi sull'altare del sacrificio, viene venerata a sostegno e consolazione dei fedeli, dev'essere nitida e adatta alla preghiera e alle sacre funzioni” [Conc. Ecum. Vat. II, Presbyterorum ordinis, 5; Id., Sacrosanctum concilium, 122-127]. In questa “casa di Dio”, la verità e l'armonia dei segni che la costituiscono devono manifestare Cristo che in quel luogo è presente e agisce [Sacrosanctum concilium, 7].


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martedì 24 agosto 2010

565. Chi può educare alla preghiera? (II parte)


565. Chi può educare alla preghiera? (II parte) (continuazione)

(Comp 565 ripetizione) La famiglia cristiana costituisce il primo focolare dell'educazione alla preghiera. La preghiera familiare quotidiana è particolarmente raccomandata, perché è la prima testimonianza della vita di preghiera della Chiesa. La catechesi, i gruppi di preghiera, la «direzione spirituale» costituiscono una scuola e un aiuto alla preghiera.

“In Sintesi”

(CCC 2694) La famiglia cristiana è il primo luogo dell'educazione alla preghiera. (CCC 2695) I ministri ordinati, la vita consacrata, la catechesi, i gruppi di preghiera, la “direzione spirituale” assicurano, nella Chiesa, un aiuto per la preghiera.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2688) La catechesi dei fanciulli, dei giovani e degli adulti mira a che la Parola di Dio sia meditata nella preghiera personale, sia attualizzata nella preghiera liturgica ed interiorizzata in ogni tempo perché dia il suo frutto in una vita nuova. La catechesi rappresenta anche il momento in cui la pietà popolare può essere vagliata ed educata [Giovanni Paolo II, Esort. ap. Catechesi tradendae, 54]. La memorizzazione delle preghiere fondamentali offre un supporto indispensabile alla vita della preghiera, però è di somma importanza che se ne faccia gustare il senso [Catechesi tradendae, 55]. (CCC 2689) I gruppi di preghiera, come pure le “scuole di preghiera” sono, oggi, uno dei segni e uno degli stimoli al rinnovamento della preghiera nella Chiesa, a condizione che si attinga alle fonti autentiche della preghiera cristiana. La sollecitudine per la comunione è segno della vera preghiera nella Chiesa.

Per la riflessione

(CCC 2690) Lo Spirito Santo dà ad alcuni fedeli doni di saggezza, di fede e di discernimento in vista di quel bene comune che è la preghiera (direzione spirituale). Gli uomini e le donne che ne sono dotati sono veri servitori della vivente tradizione della preghiera: Per questo l'anima che vuole progredire nella perfezione, deve, secondo il consiglio di san Giovanni della Croce, “guardare attentamente in quali mani si mette perché il discepolo sarà uguale al maestro, il figlio al padre”. E ancora: “E' necessario che [la guida] sia saggia, prudente e ricca di esperienza. […] Se i direttori non hanno anche l'esperienza di quanto è più sublime, mai riusciranno ad incamminarvi le anime, allorché Dio ve le vorrà condurre, anzi non le comprenderanno neppure” [San Giovanni della Croce, Llama de amor viva, redactio secunda, stropha 3, declaratio 30]. [FINE]


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lunedì 23 agosto 2010

565. Chi può educare alla preghiera? (I parte)


565. Chi può educare alla preghiera? (I parte)

(Comp 565) La famiglia cristiana costituisce il primo focolare dell'educazione alla preghiera. La preghiera familiare quotidiana è particolarmente raccomandata, perché è la prima testimonianza della vita di preghiera della Chiesa. La catechesi, i gruppi di preghiera, la «direzione spirituale» costituiscono una scuola e un aiuto alla preghiera.

“In Sintesi”

(CCC 2694) La famiglia cristiana è il primo luogo dell'educazione alla preghiera. (CCC 2695) I ministri ordinati, la vita consacrata, la catechesi, i gruppi di preghiera, la “direzione spirituale” assicurano, nella Chiesa, un aiuto per la preghiera.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2685) La famiglia cristiana è il primo luogo dell'educazione alla preghiera. Fondata sul sacramento del Matrimonio, essa è “la Chiesa domestica” dove i figli di Dio imparano a pregare “come Chiesa” e a perseverare nella preghiera. Per i fanciulli in particolare, la preghiera familiare quotidiana è la prima testimonianza della memoria vivente della Chiesa pazientemente risvegliata dallo Spirito Santo.(CCC 2686) I ministri ordinati sono anch'essi responsabili della formazione alla preghiera dei loro fratelli e delle loro sorelle in Cristo. Servitori del buon Pastore, essi sono ordinati per guidare il popolo di Dio alle vive sorgenti della preghiera: la Parola di Dio, la liturgia, la vita teologale, l'Oggi di Dio nelle situazioni concrete [Conc. Ecum. Vat. II, Presbyterorum ordinis, 4-6].

Per la riflessione

(CCC 2687) Numerosi religiosi hanno dedicato l'intera loro vita alla preghiera. Dopo gli anacoreti del deserto d'Egitto, eremiti, monaci e monache hanno consacrato il loro tempo alla lode di Dio e all'intercessione per il suo popolo. La vita consacrata non si sostiene e non si diffonde senza la preghiera; questa è una delle vive sorgenti della contemplazione e della vita spirituale nella Chiesa. [CONTINUA]


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domenica 22 agosto 2010

564. In che modo i Santi sono guide per la preghiera?


564. In che modo i Santi sono guide per la preghiera?

(Comp 564) I Santi sono i nostri modelli di preghiera e a loro domandiamo anche di intercedere, presso la Santissima Trinità, per noi e per il mondo intero. La loro intercessione è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio. Nella comunione dei Santi, si sono sviluppati, lungo la storia della Chiesa, diversi tipi di spiritualità, che insegnano a vivere e a praticare la preghiera.

“In Sintesi”

(CCC 2692) Nella sua preghiera la Chiesa pellegrina sulla terra è unita a quella dei santi, dei quali chiede l'intercessione. (CCC 2693) Le varie spiritualità cristiane partecipano alla tradizione vivente della preghiera e sono guide preziose per la vita spirituale.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC 2683) I testimoni che ci hanno preceduto nel Regno [Eb 12,1], specialmente coloro che la Chiesa riconosce come “santi”, partecipano alla tradizione vivente della preghiera, mediante l'esempio della loro vita, la trasmissione dei loro scritti e la loro preghiera oggi. Essi contemplano Dio, lo lodano e non cessano di prendersi cura di coloro che hanno lasciato sulla terra. Entrando nella “gioia” del loro Signore, essi sono stati stabiliti “su molto” [Mt 25,21]. La loro intercessione è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio. Possiamo e dobbiamo pregarli d'intercedere per noi e per il mondo intero.

Per la riflessione

(CCC 2684) Nella comunione dei santi si sono sviluppate, lungo la storia delle Chiese, diverse spiritualità. Il carisma personale di un testimone dell'amore di Dio per gli uomini si è potuto trasmettere, come “lo spirito” di Elia a Eliseo [2Re 2,9] e a Giovanni Battista [Lc 1,17], perché alcuni discepoli avessero parte a tale spirito [Conc. Ecum. Vat. II, Perfectae caritatis, 2]. Una spiritualità è anche alla confluenza di altre correnti, liturgiche e teologiche, e testimonia dell'inculturazione della fede in un contesto umano e nella sua storia. Le spiritualità cristiane partecipano alla tradizione vivente della preghiera e sono guide indispensabili per i fedeli. Esse, nella loro ricca diversità, riflettono l'unica e pura luce dello Spirito Santo. “Lo Spirito è veramente il luogo dei santi, e per lo Spirito il santo è una dimora particolarmente adatta, poiché il santo si offre ad abitare con Dio ed è chiamato suo tempio” [San Basilio Magno, Liber de Spiritu Sancto, 26, 62: PG 32, 184].


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sabato 21 agosto 2010

563. Come la Chiesa prega Maria?


563. Come la Chiesa prega Maria?

(Comp 562 ripetizione) Per la sua singolare cooperazione all'azione dello Spirito Santo, la chiesa ama pregare Maria e pregare con Maria, l'Orante perfetta, per magnificare e invocare il Signore con Lei. Maria, in effetti, ci «mostra la via» che è Suo Figlio, l'unico Mediatore.

“In Sintesi”

(CCC 2682 ripetizione) In forza della sua singolare cooperazione all'azione dello Spirito Santo, la Chiesa ama pregare in comunione con la Vergine Maria, per magnificare con lei le grandi cose che Dio in lei ha fatto e per affidarle suppliche e lodi.

Approfondimenti e spiegazioni

(CCC2676 ripetizione) Questo duplice movimento della preghiera a Maria ha trovato un'espressione privilegiata nella preghiera dell'“Ave Maria”: “Ave, Maria (rallegrati, Maria)”. Il saluto dell'angelo Gabriele apre la preghiera dell'Ave. E' Dio stesso che, tramite il suo angelo, saluta Maria. La nostra preghiera osa riprendere il saluto a Maria con lo sguardo che Dio ha rivolto alla sua umile serva, [Lc 1,48 ] e ci fa rallegrare della gioia che egli trova in lei [Sof 3,17]. “Piena di grazia, il Signore è con te”. Le due espressioni del saluto dell'angelo si chiariscono reciprocamente. Maria è piena di grazia perché il Signore è con lei. La grazia della quale è colmata è la presenza di colui che è la sorgente di ogni grazia. “Rallegrati […], figlia di Gerusalemme! […] il Signore” [è] “in mezzo a te” (Sof 3,14.17). Maria, nella quale il Signore stesso prende dimora, è la personificazione della figlia di Sion, dell'Arca dell'Alleanza, il luogo dove abita la gloria del Signore: ella è la “dimora di Dio con gli uomini” (Ap 21,3). “Piena di grazia”, Maria è interamente donata a colui che prende dimora in lei e che lei donerà al mondo. “Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù”. Dopo il saluto dell'angelo, facciamo nostro quello di Elisabetta. “Piena di Spirito Santo” (Lc 1,41), Elisabetta è la prima della lunga schiera di generazioni che chiama Maria beata: [Lc 1,48] “Beata colei che ha creduto…” (Lc 1,45); Maria è “benedetta fra le donne”, perché ha creduto nell'adempimento della parola del Signore. Abramo, per la sua fede, è diventato una benedizione per “tutte le famiglie della terra” (Gen 12,3). Per la sua fede, Maria è diventata la Madre dei credenti, grazie alla quale tutte le nazioni della terra ricevono colui che è la benedizione stessa di Dio: “Benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù”.

Per la riflessione

(CCC 2677 ripetizione) “Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi…”. Con Elisabetta ci meravigliamo: “A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1,43). Maria, poiché ci dona Gesù, suo figlio, è la Madre di Dio e la Madre nostra; possiamo confidarle tutte le nostre preoccupazioni e le nostre implorazioni: ella prega per noi come ha pregato per sé: “Avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38). Affidandoci alla sua preghiera, con lei ci abbandoniamo alla volontà di Dio: “Sia fatta la tua volontà”. “Prega per noi, peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte”. Chiedendo a Maria di pregare per noi, ci riconosciamo poveri peccatori e ci rivolgiamo alla “Madre della misericordia”, alla tutta Santa. Ci affidiamo a lei “adesso”, nell'oggi delle nostre esistenze. E la nostra fiducia si dilata per consegnare a lei, fin da adesso, “l'ora della nostra morte”. Maria sia ad essa presente come alla morte in croce del Figlio suo, e nell'ora del nostro transito ci accolga come nostra Madre [Gv 19,27], per condurci al suo Figlio Gesù, in Paradiso. (CCC 2678 ripetizione) La pietà medievale dell'Occidente ha sviluppato la preghiera del Rosario, sostitutiva per il popolo della preghiera delle Ore. In Oriente, la forma litanica dell'Acàtistos e della Paràclesis è rimasta più vicina all'ufficio corale delle Chiese bizantine, mentre le tradizioni armena, copta e siriaca, hanno preferito gli inni e i cantici popolari in onore della Madre di Dio. Ma nell'Ave Maria, nelle theotokìa, negli inni di sant'Efrem o di san Gregorio di Narek, la tradizione della preghiera rimane fondamentalmente la stessa.


(Prossima domanda: In che modo i Santi sono guide per la preghiera?)