venerdì 30 settembre 2011

Lc 14, 1-6

Luca 14

Lc 14, 1-6

(Caritas in Veritate 47 b) Negli interventi per lo sviluppo va fatto salvo il principio della centralità della persona umana, la quale è il soggetto che deve assumersi primariamente il dovere dello sviluppo. L'interesse principale è il miglioramento delle situazioni di vita delle persone concrete di una certa regione, affinché possano assolvere a quei doveri che attualmente l'indigenza non consente loro di onorare. La sollecitudine non può mai essere un atteggiamento astratto. I programmi di sviluppo, per poter essere adattati alle singole situazioni, devono avere caratteristiche di flessibilità; e le persone beneficiarie dovrebbero essere coinvolte direttamente nella loro progettazione e rese protagoniste della loro attuazione.

L'aborto è un abominevole delitto e un triste fenomeno

(CDS 233 a) Circa i «mezzi» per attuare la procreazione responsabile, vanno anzitutto rifiutati come moralmente illeciti sia la sterilizzazione sia l'aborto [521]. Quest'ultimo, in particolare, è un abominevole delitto e costituisce sempre un disordine morale particolarmente grave [522]; lungi dall'essere un diritto, è piuttosto un triste fenomeno che contribuisce gravemente alla diffusione di una mentalità contro la vita, minacciando pericolosamente una giusta e democratica convivenza sociale [523].

Note: [521] Cfr. Paolo VI, Lett. enc. Humanae vitae, 14: AAS 60 (1968) 490-491. [522] Cfr. Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 51: AAS 58 (1966) 1072-1073; Catechismo della Chiesa Cattolica, 2271-2272; Giovanni Paolo II, Lett. alle famiglie Gratissimam sane, 21: AAS 86 (1994) 919-920; Id., Lett. enc. Evangelium vitae, 58.59.61-62: AAS 87 (1995) 466-468. 470-472. [523] Cfr. Giovanni Paolo II, Lett. alle famiglie Gratissimam sane, 21: AAS 86 (1994) 919-920; Id., Lett. enc. Evangelium vitae, 72.101: AAS 87 (1995) 484-485.516-518; Catechismo della Chiesa Cattolica, 2273.


(Lc 14, 1-6) Priorità intrinseca del lavoro sul capitale

[1] Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. [2] Davanti a lui stava un idropico. [3] Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: "È lecito o no curare di sabato?". [4] Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. [5] Poi disse: "Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?". [6] E non potevano rispondere nulla a queste parole.

(CDS 277) La dottrina sociale ha affrontato i rapporti tra lavoro e capitale, mettendo in evidenza sia la priorità del primo sul secondo, sia la loro complementarità. Il lavoro ha una priorità intrinseca rispetto al capitale: «Questo principio riguarda direttamente il processo stesso di produzione, in rapporto al quale il lavoro è sempre una causa efficiente primaria, mentre il “capitale” essendo l'insieme dei mezzi di produzione, rimane solo uno strumento o la causa strumentale. Questo principio è verità evidente che risulta da tutta l'esperienza storica dell'uomo» [593]. Esso «appartiene al patrimonio stabile della dottrina della Chiesa» [594]. Tra lavoro e capitale ci deve essere complementarità: è la stessa logica intrinseca al processo produttivo a dimostrare la necessità della loro reciproca compenetrazione e l'urgenza di dare vita a sistemi economici nei quali l'antinomia tra lavoro e capitale venga superata [595]. In tempi in cui, all'interno di un sistema economico meno complesso, il «capitale» e il «lavoro salariato» identificavano con una certa precisione non solo due fattori produttivi, ma anche e soprattutto due concrete classi sociali, la Chiesa affermava che entrambi sono in sé legittimi [596]: «né il capitale può stare senza il lavoro, né il lavoro senza il capitale» [597]. Si tratta di una verità che vale anche per il presente, perché «è del tutto falso ascrivere o al solo capitale o al solo lavoro ciò che si ottiene con l'opera unita dell'uno e dell'altro; ed è affatto ingiusto che l'uno arroghi a sé quel che si fa, negando l'efficacia dell'altro» [598].

Note: [593] Giovanni Paolo II, Lett. enc. Laborem exercens, 12: AAS 73 (1981) 606. [594] Giovanni Paolo II, Lett. enc. Laborem exercens, 12: AAS 73 (1981) 608. [595] Cfr. Giovanni Paolo II, Lett. enc. Laborem exercens, 13: AAS 73 (1981) 608-612. [596] Cfr. Pio XI, Lett. enc. Quadragesimo anno: AAS 23 (1931) 194-198. [597] Leone XIII, Lett. enc. Rerum novarum: Acta Leonis XIII, 11 (1892) 109. [598] Pio XI, Lett. enc. Quadragesimo anno: AAS 23 (1931) 195).

Sigle e Abbreviazioni: CDS: Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, “Compendio della Dottrina sociale della Chiesa” LEV, 2004. DSC: Dottrina Sociale della Chiesa. CV: Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, 29. 6. 2009.

giovedì 29 settembre 2011

Lc 13, 31-35

Lc 13, 31-35

(Caritas in Veritate 47 a) Il potenziamento delle diverse tipologie di imprese e, in particolare, di quelle capaci di concepire il profitto come uno strumento per raggiungere finalità di umanizzazione del mercato e delle società, deve essere perseguito anche nei Paesi che soffrono di esclusione o di emarginazione dai circuiti dell'economia globale, dove è molto importante procedere con progetti di sussidiarietà opportunamente concepita e gestita che tendano a potenziare i diritti, prevedendo però sempre anche l'assunzione di corrispettive responsabilità.

La famiglia contribuisce in modo eminente al bene sociale

(CDS 232) La famiglia contribuisce in modo eminente al bene sociale mediante la paternità e la maternità responsabili, forme peculiari della speciale partecipazione dei coniugi all'opera creatrice di Dio [519]. L'onere di una simile responsabilità non può essere invocato per giustificare chiusure egoistiche, ma deve guidare le scelte dei coniugi verso una generosa accoglienza della vita: «In rapporto alle condizioni fisiche, economiche, psicologiche e sociali, la paternità responsabile si esercita, sia con la deliberazione ponderata e generosa di far crescere una famiglia numerosa, sia con la decisione, presa per gravi motivi e nel rispetto della legge morale, di evitare temporaneamente od anche a tempo indeterminato una nuova nascita» [520]. Le motivazioni che devono guidare gli sposi nell'esercizio responsabile della paternità e della maternità derivano dal pieno riconoscimento dei propri doveri verso Dio, verso se stessi, verso la famiglia e verso la società, in una giusta gerarchia di valori.

Note: [519] Cfr. Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 50: AAS 58 (1966) 1070-1072; Catechismo della Chiesa Cattolica, 2367. [520] Paolo VI, Lett. enc. Humanae vitae, 10: AAS 60 (1968) 487; cfr. Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 50: AAS 58 (1966) 1070-1072.


(Lc 13, 31-35) Informazione: principale strumento di partecipazione

[31] In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli: "Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere". [32] Egli rispose: "Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito. [33] Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme. [34] Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto! [35] Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!".

(CDS 414) L'informazione è tra i principali strumenti di partecipazione democratica. Non è pensabile alcuna partecipazione senza la conoscenza dei problemi della comunità politica, dei dati di fatto e delle varie proposte di soluzione. Occorre assicurare un reale pluralismo in questo delicato ambito della vita sociale, garantendo una molteplicità di forme e strumenti nel campo dell'informazione e della comunicazione e agevolando condizioni di uguaglianza nel possesso e nell'uso di tali strumenti mediante leggi appropriate. Tra gli ostacoli che si frappongono alla piena realizzazione del diritto all'obiettività nell'informazione [847], merita attenzione particolare il fenomeno delle concentrazioni editoriali e televisive, con pericolosi effetti per l'intero sistema democratico quando a tale fenomeno corrispondono legami sempre più stretti tra l'attività governativa, i poteri finanziari e l'informazione.

Note: [847] Cfr. Giovanni XXIII, Lett. enc. Pacem in terris: AAS 55 (1963) 260.

Sigle e Abbreviazioni: CDS: Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, “Compendio della Dottrina sociale della Chiesa” LEV, 2004. DSC: Dottrina Sociale della Chiesa. CV: Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, 29. 6. 2009.

mercoledì 28 settembre 2011

Lc 13, 22-30

Lc 13, 22-30

(Caritas in Veritate 46 c) È auspicabile che queste nuove forme di impresa trovino in tutti i Paesi anche adeguata configurazione giuridica e fiscale. Esse, senza nulla togliere all'importanza e all'utilità economica e sociale delle forme tradizionali di impresa, fanno evolvere il sistema verso una più chiara e compiuta assunzione dei doveri da parte dei soggetti economici. Non solo. È la stessa pluralità delle forme istituzionali di impresa a generare un mercato più civile e al tempo stesso più competitivo.

Famiglie cristiane: testimoni e annunciatrici del Vangelo della vita

(CDS 231 b) Le famiglie cristiane, in forza del sacramento ricevuto, hanno la peculiare missione di essere testimoni e annunciatrici del Vangelo della vita. È un impegno che assume nella società il valore di vera e coraggiosa profezia. È per questo motivo che «servire il Vangelo della vita comporta che le famiglie, specie partecipando ad apposite associazioni, si adoperino affinché le leggi e le istituzioni dello Stato non ledano in nessun modo il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, ma lo difendano e lo promuovano» [518].

Note: [518] Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, 93: AAS 87 (1995) 507-508.


(Lc 13, 22-30) Corruzione politica: grave deformazione

[22] Passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme. [23] Un tale gli chiese: "Signore, sono pochi quelli che si salvano?". Rispose: [24] "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. [25] Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. [26] Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. [27] Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d'iniquità! [28] Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori. [29] Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. [30] Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi".

(CDS 411) Tra le deformazioni del sistema democratico, la corruzione politica è una delle più gravi [843], perché tradisce al tempo stesso i principi della morale e le norme della giustizia sociale; compromette il corretto funzionamento dello Stato, influendo negativamente sul rapporto tra governanti e governati; introduce una crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni pubbliche, causando una progressiva disaffezione dei cittadini nei confronti della politica e dei suoi rappresentanti, con il conseguente indebolimento delle istituzioni. La corruzione distorce alla radice il ruolo delle istituzioni rappresentative, perché le usa come terreno di scambio politico tra richieste clientelari e prestazioni dei governanti. In tal modo, le scelte politiche favoriscono gli obiettivi ristretti di quanti possiedono i mezzi per influenzarle e impediscono la realizzazione del bene comune di tutti i cittadini. (CDS 412) La pubblica amministrazione, a qualsiasi livello — nazionale, regionale, comunale —, quale strumento dello Stato, ha come finalità quella di servire i cittadini: «Posto al servizio dei cittadini, lo Stato è il gestore del bene del popolo, che deve amministrare in vista del bene comune» [844]. Contrasta con questa prospettiva l'eccesso di burocratizzazione, che si verifica quando «le istituzioni, diventando complesse nell'organizzazione e pretendendo di gestire ogni spazio disponibile, finiscono per essere rovinate dal funzionalismo impersonale, dall'esagerata burocrazia, dagli ingiusti interessi privati, dal disimpegno facile e generalizzato» [845]. Il ruolo di chi lavora nella pubblica amministrazione non va concepito come qualcosa di impersonale e di burocratico, bensì come un aiuto premuroso per i cittadini, esercitato con spirito di servizio.

Note: [843] Cfr. Giovanni Paolo II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, 44: AAS 80 (1988) 575-577; Id., Lett. enc. Centesimus annus, 48: AAS 83 (1991) 852-854; Id., Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1999, 6: AAS 91 (1999) 381-382. [844] Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1998, 5: AAS 90 (1998) 152. [845] Giovanni Paolo II, Esort. ap. Christifideles laici, 41: AAS 81 (1989) 471-472.

Sigle e Abbreviazioni: CDS: Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, “Compendio della Dottrina sociale della Chiesa” LEV, 2004. DSC: Dottrina Sociale della Chiesa. CV: Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, 29. 6. 2009.

martedì 27 settembre 2011

Lc 13, 18-21

Lc 13, 18-21

(Caritas in Veritate 46 b) Non si tratta solo di un «terzo settore», ma di una nuova ampia realtà composita, che coinvolge il privato e il pubblico e che non esclude il profitto, ma lo considera strumento per realizzare finalità umane e sociali. Il fatto che queste imprese distribuiscano o meno gli utili oppure che assumano l'una o l'altra delle configurazioni previste dalle norme giuridiche diventa secondario rispetto alla loro disponibilità a concepire il profitto come uno strumento per raggiungere finalità di umanizzazione del mercato e della società.

Famiglia fondata sul matrimonio: santuario della vita

(CDS 231 a) La famiglia fondata sul matrimonio è davvero il santuario della vita, «il luogo in cui la vita, dono di Dio, può essere adeguatamente accolta e protetta contro i molteplici attacchi a cui è esposta, e può svilupparsi secondo le esigenze di un'autentica crescita umana» [515]. Determinante e insostituibile è il ruolo della famiglia per la promozione e la costruzione della cultura della vita [516] contro il diffondersi di una «“anti-civiltà” distruttiva, com'è confermato oggi da tante tendenze e situazioni di fatto» [517].

Note: [515] Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 39: AAS 83 (1991) 842. [516] Cfr. Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, 92: AAS 87 (1995) 505-507. [517] Giovanni Paolo II, Lett. alle famiglie Gratissimam sane, 13: AAS 86 (1994) 891.


(Lc 13, 18-21) Famiglie: divenire soggetti di azione politica

[18] Diceva dunque: "A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò? [19] È simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami". [20] E ancora: "A che cosa rassomiglierò il regno di Dio? [21] È simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché sia tutta fermentata".

(CDS 247) Le famiglie, lungi dall'essere solo oggetto dell'azione politica, possono e devono diventare soggetto di tale attività, adoperandosi «affinché le leggi e le istituzioni dello Stato non solo non offendano, ma sostengano e difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia. In tal senso le famiglie devono crescere nella coscienza di essere “protagoniste” della cosiddetta “politica familiare” e assumersi la responsabilità di trasformare la società» [559]. A tale scopo va rafforzato l'associazionismo familiare: «Le famiglie hanno il diritto di formare associazioni con altre famiglie e istituzioni per svolgere il ruolo della famiglia in modo conveniente ed effettivo, come pure per proteggere i diritti, promuovere il bene e rappresentare gli interessi della famiglia. Sul piano economico, sociale, giuridico e culturale, deve essere riconosciuto il legittimo ruolo delle famiglie e delle associazioni familiari nella elaborazione e nell'attuazione dei programmi che interessano la vita della famiglia» [560].

Note: [559] Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 44: AAS 74 (1982) 136; cfr. Santa Sede, Carta dei diritti della famiglia, art. 9, Tipografia Poliglotta Vaticana, Città del Vaticano 1983, p. 13. [560] Santa Sede, Carta dei diritti della famiglia, art. 8, a-b, ibid., p. 12.

Sigle e Abbreviazioni: CDS: Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, “Compendio della Dottrina sociale della Chiesa” LEV, 2004. DSC: Dottrina Sociale della Chiesa. CV: Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, 29. 6. 2009.


lunedì 26 settembre 2011

Lc 13, 10-17

Lc 13, 10-17

(Caritas in Veritate 46 a) Considerando le tematiche relative al rapporto tra impresa ed etica, nonché l'evoluzione che il sistema produttivo sta compiendo, sembra che la distinzione finora invalsa tra imprese finalizzate al profitto (profit) e organizzazioni non finalizzate al profitto (non profit) non sia più in grado di dar conto completo della realtà, né di orientare efficacemente il futuro. In questi ultimi decenni è andata emergendo un'ampia area intermedia tra le due tipologie di imprese. Essa è costituita da imprese tradizionali, che però sottoscrivono dei patti di aiuto ai Paesi arretrati; da fondazioni che sono espressione di singole imprese; da gruppi di imprese aventi scopi di utilità sociale; dal variegato mondo dei soggetti della cosiddetta economia civile e di comunione.

Procreazione: dinamismo di amore e di solidarietà

(CDS 230 b) La procreazione esprime la soggettività sociale della famiglia ed avvia un dinamismo di amore e di solidarietà tra le generazioni che sta alla base della società. Occorre riscoprire il valore sociale di particella del bene comune insito in ogni nuovo essere umano: ogni bambino «fa di sé un dono ai fratelli, alle sorelle, ai genitori, all'intera famiglia. La sua vita diventa dono per gli stessi donatori della vita, i quali non potranno non sentire la presenza del figlio, la sua partecipazione alla loro esistenza, il suo apporto al bene comune loro e della comunità familiare» [511].

Note: [511] Giovanni Paolo II, Lett. alle famiglie Gratissimam sane, 11: AAS 86 (1994) 884.


(Lc 13, 10-17) Solidarietà, condivisione e partecipazione fra famiglie

[10] Una volta stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato. [11] C'era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo. [12] Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: "Donna, sei libera dalla tua infermità", [13] e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio. [14] Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: "Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato". [15] Il Signore replicò: "Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? [16] E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott'anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?". [17] Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

(CDS 246) La soggettività sociale delle famiglie, sia singole che associate, si esprime anche con manifestazioni di solidarietà e di condivisione, non solo tra le famiglie stesse, ma pure mediante varie forme di partecipazione alla vita sociale e politica. Si tratta della conseguenza della realtà familiare fondata sull'amore: nascendo dall'amore e crescendo nell'amore, la solidarietà appartiene alla famiglia come dato costitutivo e strutturale. È una solidarietà che può assumere il volto del servizio e dell'attenzione a quanti vivono nella povertà e nell'indigenza, agli orfani, agli handicappati, ai malati, agli anziani, a chi è nel lutto, a quanti sono nel dubbio, nella solitudine o nell'abbandono; una solidarietà che si apre all'accoglienza, all'affidamento o all'adozione; che sa farsi voce di ogni situazione di disagio presso le istituzioni, affinché intervengano secondo le loro specifiche finalità.

Sigle e Abbreviazioni: CDS: Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, “Compendio della Dottrina sociale della Chiesa” LEV, 2004. DSC: Dottrina Sociale della Chiesa. CV: Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, 29. 6. 2009.

domenica 25 settembre 2011

Lc 13, 1-9

Luca 13

Lc 13, 1-9

(Caritas in Veritate 45 d) Bisogna, poi, non ricorrere alla parola «etica» in modo ideologicamente discriminatorio, lasciando intendere che non sarebbero etiche le iniziative che non si fregiassero formalmente di questa qualifica. Occorre adoperarsi — l'osservazione è qui essenziale! — non solamente perché nascano settori o segmenti «etici» dell'economia o della finanza, ma perché l'intera economia e l'intera finanza siano etiche e lo siano non per un'etichettatura dall'esterno, ma per il rispetto di esigenze intrinseche alla loro stessa natura. Parla con chiarezza, a questo riguardo, la dottrina sociale della Chiesa, che ricorda come l'economia, con tutte le sue branche, sia un settore dell'attività umana [113].

Note: [113] Cfr Paolo VI, Lett. enc. Populorum progressio, 14: l.c., 264; Giovanni Paolo II Lett. enc. Centesimus annus, 32: l.c., 832-833.

Amore coniugale: per sua natura aperto all'accoglienza della vita

(CDS 230 a) L'amore coniugale è per sua natura aperto all'accoglienza della vita [512]. Nel compito procreativo si rivela in modo eminente la dignità dell'essere umano, chiamato a farsi interprete della bontà e della fecondità che discendono da Dio: «La paternità e la maternità umane, pur essendo biologicamente simili a quelle di altri esseri in natura, hanno in sé in modo essenziale ed esclusivo una “somiglianza” con Dio, sulla quale si fonda la famiglia, intesa come comunità di vita umana, come comunità di persone unite nell'amore (communio personarum)» [513].

Note: [512] Cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, 1652. [513] Giovanni Paolo II, Lett. alle famiglie Gratissimam sane, 6: AAS 86 (1994) 874; cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 2366.


(Lc 13, 1-9) Incontro fecondo tra il Vangelo e i vari saperi

[1] In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. [2] Prendendo la parola, Gesù rispose: "Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? [3] No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. [4] O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? [5] No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo". [6] Disse anche questa parabola: "Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. [7] Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? [8] Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime [9] e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai".

(CDS 532) Le istituzioni educative cattoliche possono e debbono svolgere un prezioso servizio formativo, impegnandosi con speciale sollecitudine per l'inculturazione del messaggio cristiano, ossia l'incontro fecondo tra il Vangelo e i vari saperi. La dottrina sociale è strumento necessario per un'efficace educazione cristiana all'amore, alla giustizia, alla pace, nonché per maturare consapevolezza dei doveri morali e sociali nell'ambito delle diverse competenze culturali e professionali. Un importante esempio di istituzione formativa è rappresentato dalle «Settimane Sociali» dei cattolici che il Magistero ha sempre incoraggiato. Esse costituiscono un luogo qualificato di espressione e di crescita dei fedeli laici, capace di promuovere, ad un livello alto, il loro specifico contributo al rinnovamento dell'ordine temporale. L'iniziativa, sperimentata da molti anni in vari Paesi, è un vero laboratorio culturale nel quale si comunicano e si confrontano riflessioni ed esperienze, si studiano i problemi emergenti e si individuano nuovi orientamenti operativi. (CDS 533) Non meno rilevante deve essere l'impegno ad utilizzare la dottrina sociale nella formazione dei presbiteri e dei candidati al sacerdozio i quali, nell'orizzonte della preparazione ministeriale, devono maturare una qualificata conoscenza dell'insegnamento e dell'azione pastorale della Chiesa in ambito sociale e un vivo interesse nei confronti delle questioni sociali del proprio tempo. Il documento della Congregazione per l'Educazione Cattolica, «Orientamenti per lo studio e l'insegnamento della dottrina sociale della Chiesa nella formazione sacerdotale» [1132], offre puntuali indicazioni e disposizioni per una corretta e adeguata impostazione degli studi.

Note: [1132] 30 dicembre 1988, Tipografia Poliglotta Vaticana, Roma 1988.

Sigle e Abbreviazioni: CDS: Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, “Compendio della Dottrina sociale della Chiesa” LEV, 2004. DSC: Dottrina Sociale della Chiesa. CV: Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, 29. 6. 2009.


sabato 24 settembre 2011

Lc 12, 54-59

Lc 12, 54-59

(Caritas in Veritate 45 c) Molto, infatti, dipende dal sistema morale di riferimento. Su questo argomento la dottrina sociale della Chiesa ha un suo specifico apporto da dare, che si fonda sulla creazione dell'uomo “ad immagine di Dio” (Gn 1,27), un dato da cui discende l'inviolabile dignità della persona umana, come anche il trascendente valore delle norme morali naturali. Un'etica economica che prescindesse da questi due pilastri rischierebbe inevitabilmente di perdere la propria connotazione e di prestarsi a strumentalizzazioni; più precisamente essa rischierebbe di diventare funzionale ai sistemi economico-finanziari esistenti, anziché correttiva delle loro disfunzioni. Tra l'altro, finirebbe anche per giustificare il finanziamento di progetti che etici non sono.

Famiglia comunità di amore, solidarietà: insegna e trasmette valori

(CDS 229 b) È compito della comunità cristiana e di tutti coloro che hanno a cuore il bene della società riaffermare che «la famiglia costituisce, più ancora di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, una comunità di amore e di solidarietà che è in modo unico adatta ad insegnare e a trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società» [511].

Note: [511] Santa Sede, Carta dei diritti della famiglia, Preambolo, E, Tipografia Poliglotta Vaticana, Città del Vaticano 1983, p. 6.


(Lc 12, 54-59) Affrontare efficacemente i compiti quotidiani

[54] Diceva ancora alle folle: "Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. [55] E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. [56] Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? [57] E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? [58] Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esecutore e questi ti getti in prigione. [59] Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo".

(CDS 531) La dottrina sociale deve essere posta alla base di un'intensa e costante opera di formazione, soprattutto di quella rivolta ai cristiani laici. Tale formazione deve tener conto del loro impegno nella vita civile: «spetta a loro, attraverso la loro libera iniziativa e senza attendere passivamente consegne o direttive, di penetrare di spirito cristiano la mentalità e i costumi, le leggi e le strutture delle loro comunità di vita» [1129]. Il primo livello dell'opera formativa rivolta ai cristiani laici deve renderli capaci di affrontare efficacemente i compiti quotidiani negli ambiti culturali, sociali, economici e politici, sviluppando in loro il senso del dovere praticato al servizio del bene comune [1130]. Un secondo livello riguarda la formazione della coscienza politica per preparare i cristiani laici all'esercizio del potere politico: «Coloro che sono o possono diventare idonei per la carriera politica, difficile ma insieme nobilissima, vi si preparino e cerchino di seguirla senza badare al proprio interesse e al vantaggio materiale» [1131].

Note: [1129] Paolo VI, Lett. enc. Populorum progressio, 81: AAS 59 (1967) 296-297. [1130] Cfr. Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 75: AAS 58 (1966) 1097-1099. [1131] Cfr. Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 75: AAS 58 (1966) 1097-1099.

Sigle e Abbreviazioni: CDS: Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, “Compendio della Dottrina sociale della Chiesa” LEV, 2004. DSC: Dottrina Sociale della Chiesa. CV: Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, 29. 6. 2009.

venerdì 23 settembre 2011

Lc 12, 49-53

Lc 12, 49-53

(Caritas in Veritate 45 b) Si sviluppa una «finanza etica», soprattutto mediante il microcredito e, più in generale, la microfinanza. Questi processi suscitano apprezzamento e meritano un ampio sostegno. I loro effetti positivi si fanno sentire anche nelle aree meno sviluppate della terra. È bene, tuttavia, elaborare anche un valido criterio di discernimento, in quanto si nota un certo abuso dell'aggettivo «etico» che, adoperato in modo generico, si presta a designare contenuti anche molto diversi, al punto da far passare sotto la sua copertura decisioni e scelte contrarie alla giustizia e al vero bene dell'uomo.

Famiglia: matrimonio monogamico indissolubile unica forma autentica

(CDS 229 a) La solidità del nucleo familiare è una risorsa determinante per la qualità della convivenza sociale, perciò la comunità civile non può restare indifferente di fronte alle tendenze disgregatrici che minano alla base i suoi stessi pilastri portanti. Se una legislazione può talvolta tollerare comportamenti moralmente inaccettabili [509], non deve mai indebolire il riconoscimento del matrimonio monogamico indissolubile quale unica forma autentica della famiglia. È pertanto necessario che le pubbliche autorità, «resistendo a queste tendenze disgregatrici della stessa società e dannose per la dignità, sicurezza e benessere dei singoli cittadini, si adoperino perché l'opinione pubblica non sia indotta a sottovalutare l'importanza istituzionale del matrimonio e della famiglia» [510].

Note: [509] Cfr. Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, 71: AAS 87 (1995) 483; San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I-II, q. 96, a. 2 («Utrum ad legem humanam pertineat omnia vitia cohibere»): Ed. Leon. 7, 181. [510] Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 81: AAS 74 (1982) 183.


(Lc 12, 49-53) La forza del Vangelo rinnova dall'interno

[49] Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! [50] C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! [51] Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. [52] D'ora innanzi in una casa di cinque persone [53] si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera".

(CDS 523) L'antropologia cristiana anima e sostiene l'opera pastorale di inculturazione della fede, tesa a rinnovare dall'interno, con la forza del Vangelo, i criteri di giudizio, i valori determinanti, le linee di pensiero e i modelli di vita dell'uomo contemporaneo: «con l'inculturazione la Chiesa diventa segno più comprensibile di ciò che è e strumento più atto della missione» [1110]. Il mondo contemporaneo è segnato da una frattura tra Vangelo e cultura; una visione secolarizzata della salvezza tende a ridurre anche il cristianesimo ad «una sapienza meramente umana, quasi scienza del buon vivere» [1111]. La Chiesa è consapevole che deve fare «un grande passo in avanti nella sua evangelizzazione, deve entrare in una nuova tappa storica del suo dinamismo missionario» [1112]. In questa prospettiva pastorale si situa l'insegnamento sociale: «La “nuova evangelizzazione”, di cui il mondo moderno ha urgente necessità... deve annoverare tra le sue componenti essenziali l'annuncio della dottrina sociale della Chiesa» [1113].

Note: [1110] Giovanni Paolo II, Lett. enc. Redemptoris missio, 52: AAS 83 (1991) 300; cfr. Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 20: AAS 68 (1976) 18-19. [1111] Giovanni Paolo II, Lett. enc. Redemptoris missio, 11: AAS 83 (1991) 259-260. [1112] Giovanni Paolo II, Esort. ap. Christifideles laici, 35: AAS 81 (1989) 458. [1113] Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 5: AAS 83 (1991) 800.

Sigle e Abbreviazioni: CDS: Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, “Compendio della Dottrina sociale della Chiesa” LEV, 2004. DSC: Dottrina Sociale della Chiesa. CV: Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, 29. 6. 2009.

giovedì 22 settembre 2011

Lc 12, 41-48

Lc 12, 41-48

(Caritas in Veritate 45 a) Rispondere alle esigenze morali più profonde della persona ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico. L'economia infatti ha bisogno dell'etica per il suo corretto funzionamento; non di un'etica qualsiasi, bensì di un'etica amica della persona. Oggi si parla molto di etica in campo economico, finanziario, aziendale. Nascono Centri di studio e percorsi formativi di business ethics; si diffonde nel mondo sviluppato il sistema delle certificazioni etiche, sulla scia del movimento di idee nato intorno alla responsabilità sociale dell'impresa. Le banche propongono conti e fondi di investimento cosiddetti «etici».

Persona omosessuale: pienamente rispettata nella sua dignità

(CDS 228 b) La persona omosessuale deve essere pienamente rispettata nella sua dignità [505] e incoraggiata a seguire il piano di Dio con un impegno particolare nell'esercizio della castità [506]. Il doveroso rispetto non significa legittimazione di comportamenti non conformi alla legge morale né, tanto meno, il riconoscimento di un diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, con la conseguente equiparazione della loro unione alla famiglia [507]: «Se dal punto di vista legale il matrimonio tra due persone di sesso diverso fosse solo considerato come uno dei matrimoni possibili, il concetto di matrimonio subirebbe un cambiamento radicale, con grave detrimento del bene comune. Mettendo l'unione omosessuale su un piano giuridico analogo a quello del matrimonio o della famiglia, lo Stato agisce arbitrariamente ed entra in contraddizione con i propri doveri» [508].

Note: [505] Cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Alcune considerazioni concernenti la risposta alle proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali (23 luglio 1992): L'Osservatore Romano, 24 luglio 1992, p. 4; Id., Dich. Persona humana (29 dicembre 1975), 8: AAS 68 (1976) 84-85. [506] Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 2357-2359. [507] Cfr. Giovanni Paolo II, Discorso ai Vescovi spagnoli in visita ad limina (19 febbraio 1998), 4: AAS 90 (1998) 809-810; Pontificio Consiglio per la Famiglia, Famiglia, matrimonio e «unioni di fatto» (26 luglio 2000), 23, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2000, pp. 42-44; Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali (3 giugno 2003), Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003. [508] Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali (3 giugno 2003), 8, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003, p. 9.


(Lc 12, 41-48) Lavoro: conferma la profonda identità dell’uomo

[41] Allora Pietro disse: "Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?". [42] Il Signore rispose: "Qual è dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? [43] Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. [44] In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. [45] Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, [46] il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l'aspetta e in un'ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli. [47] Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; [48] quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

(CDS 275) Il lavoro conferma la profonda identità dell'uomo creato a immagine e somiglianza di Dio: «Diventando — mediante il suo lavoro — sempre di più padrone della terra, e confermando — ancora mediante il lavoro — il suo dominio sul mondo visibile, l'uomo, in ogni caso ed in ogni fase di questo processo, rimane sulla linea di quell'originaria disposizione del Creatore, la quale resta necessariamente e indissolubilmente legata al fatto che l'uomo è stato creato, come maschio e femmina, “a immagine di Dio”» [592]. Ciò qualifica l'attività dell'uomo nell'universo: egli non ne è il padrone, ma il fiduciario, chiamato a riflettere nel proprio operare l'impronta di Colui del quale egli è immagine.

Note: [592] Giovanni Paolo II, Lett. enc. Laborem exercens, 4: AAS 73 (1981) 586.

Sigle e Abbreviazioni: CDS: Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, “Compendio della Dottrina sociale della Chiesa” LEV, 2004. DSC: Dottrina Sociale della Chiesa. CV: Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”, 29. 6. 2009.