domenica 30 settembre 2012

Gaudium et spes n. 41 e commento CCC



41. Aiuto che la Chiesa intende offrire agli individui.

L'uomo desidera sempre sapere il senso della sua vita, attività e morte

[n. 41b] Sa ancora che l'uomo, sollecitato incessantemente dallo Spirito di Dio, non potrà mai essere del tutto indifferente davanti al problema religioso, come dimostrano non solo l'esperienza dei secoli passati, ma anche molteplici testimonianze dei tempi nostri. L'uomo, infatti, avrà sempre desiderio di sapere, almeno confusamente, quale sia il significato della sua vita, della sua attività e della sua morte. E la Chiesa, con la sua sola presenza nel mondo, gli richiama alla mente questi problemi. Ma soltanto Dio, che ha creato l'uomo a sua immagine e che lo ha redento dal peccato, può offrire a tali problemi una risposta pienamente adeguata; cose che egli fa per mezzo della rivelazione compiuta nel Cristo, Figlio suo, che si è fatto uomo. Chiunque segue Cristo, l'uomo perfetto, diventa anch'egli più uomo.
(CCC 814) Fin dal principio, questa Chiesa “una” si presenta tuttavia con una grande diversità, che proviene sia dalla varietà dei doni di Dio sia dalla molteplicità delle persone che li ricevono. Nell'unità del popolo di Dio si radunano le diversità dei popoli e delle culture. Tra i membri della Chiesa esiste una diversità di doni, di funzioni, di condizioni e modi di vita; “nella comunione ecclesiastica vi sono legittimamente delle Chiese particolari, che godono di proprie tradizioni” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 13]. La grande ricchezza di tale diversità non si oppone all'unità della Chiesa. Tuttavia, il peccato e il peso delle sue conseguenze minacciano continuamente il dono dell'unità. Anche l'Apostolo deve esortare a “conservare l'unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace” (Ef 4,3).

sabato 29 settembre 2012

Gaudium et spes n. 41 e commento CCC



 41. Aiuto che la Chiesa intende offrire agli individui.

La Chiesa svela all'uomo il senso della sua propria esistenza

[n. 41a]  L'uomo d'oggi procede sulla strada di un più pieno sviluppo della sua personalità e di una progressiva scoperta e affermazione dei propri diritti. Poiché la Chiesa ha ricevuto la missione di manifestare il mistero di Dio, il quale è il fine ultimo dell'uomo, essa al tempo stesso svela all'uomo il senso della sua propria esistenza, vale a dire la verità profonda sull'uomo. Essa sa bene che soltanto Dio, al cui servizio è dedita, dà risposta ai più profondi desideri del cuore umano, che mai può essere pienamente saziato dagli elementi terreni.
(CCC 813) La Chiesa è una per la sua origine: “Il supremo modello e il principio di questo mistero è l'unità nella Trinità delle Persone di un solo Dio Padre e Figlio nello Spirito Santo” [Conc. Ecum. Vat. II, Unitatis redintegratio, 2]. La Chiesa è una per il suo Fondatore: “Il Figlio incarnato, infatti, [...] per mezzo della sua croce ha riconciliato tutti gli uomini con Dio, [...] ristabilendo l'unità di tutti i popoli in un solo popolo e in un solo corpo” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 78]. La Chiesa è una per la sua “anima”: “Lo Spirito Santo, che abita nei credenti e tutta riempie e regge la Chiesa, produce quella meravigliosa comunione dei fedeli e tanto intimamente tutti unisce in Cristo, da essere il principio dell'unità della Chiesa” [Unitatis redintegratio, 2]. È dunque proprio dell'essenza stessa della Chiesa di essere una: “Che stupendo mistero! Vi è un solo Padre dell'universo, un solo Logos dell'universo e anche un solo Spirito Santo, ovunque identico; vi è anche una sola Vergine divenuta Madre, e io amo chiamarla Chiesa” [Clemente d'Alessandria, Paedagogus, 1, 6, 42: PG 8, 300]. 

venerdì 28 settembre 2012

Gaudium et spes n. 40 e commento CCC



40. Mutua relazione tra Chiesa e mondo.

Per preparare le vie al Vangelo il mondo può fornire un aiuto prezioso

[n. 40d]  Inoltre la Chiesa cattolica volentieri tiene in gran conto il contributo che, per realizzare il medesimo compito, han dato e danno, cooperando insieme, le altre Chiese o comunità ecclesiali. Al tempo stesso essa è persuasa che, per preparare le vie al Vangelo, il mondo può fornirle in vario modo un aiuto prezioso mediante le qualità e l'attività dei singoli o delle società che lo compongono. Allo scopo di promuovere debitamente tale mutuo scambio ed aiuto, nei campi che in qualche modo sono comuni alla Chiesa e al mondo, vengono qui esposti alcuni principi generali.
(CCC 811) “Questa è l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica” [ Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 8]. Questi quattro attributi, legati inseparabilmente tra di loro [Cf. Sant’Offizio, Lettera ai vescovi d'Inghilterra (14 settembre 1864): DS, 2888], indicano tratti essenziali della Chiesa e della sua missione. La Chiesa non se li conferisce da se stessa; è Cristo che, per mezzo dello Spirito Santo, concede alla sua Chiesa di essere una, santa, cattolica e apostolica, ed è ancora lui che la chiama a realizzare ciascuna di queste caratteristiche. (CCC 812) Soltanto la fede può riconoscere che la Chiesa trae tali caratteristiche dalla sua origine divina. Tuttavia le loro manifestazioni storiche sono segni che parlano chiaramente alla ragione umana. “La Chiesa” - ricorda il Concilio Vaticano -, a causa della sua eminente santità […], della sua cattolica unità, della sua incrollabile stabilità, è per se stessa un grande e perenne motivo di credibilità e una irrefragabile testimonianza della sua missione divina” [Concilio Vaticano I: DS 3013]. 

giovedì 27 settembre 2012

Gaudium et spes n. 40 e commento CCC



40. Mutua relazione tra Chiesa e mondo.

La Chiesa diffonde sul mondo la luce e la vita divina

[n. 40c] Tale compenetrazione di città terrena e città celeste non può certo essere percepita se non con la fede; resta, anzi, il mistero della storia umana, che è turbata dal peccato fino alla piena manifestazione dello splendore dei figli di Dio. Ma la Chiesa, perseguendo il suo proprio fine di salvezza, non solo comunica all'uomo la vita divina; essa diffonde anche in qualche modo sopra tutto il mondo la luce che questa vita divina irradia, e lo fa specialmente per il fatto che risana ed eleva la dignità della persona umana, consolida la compagine della umana società e conferisce al lavoro quotidiano degli uomini un più profondo senso e significato. Così la Chiesa, con i singoli suoi membri e con tutta intera la sua comunità, crede di poter contribuire molto a umanizzare di più la famiglia degli uomini e la sua storia.
(CCC 748) “Cristo è la luce delle genti, e questo sacro Concilio, adunato nello Spirito Santo, ardentemente desidera che la luce di Cristo, riflessa sul volto della Chiesa, illumini tutti gli uomini, annunziando il Vangelo a ogni creatura” [Conc. Vat. II, Cost dogm. Lumen gentium, 1]. Con queste parole si apre la “Costituzione dogmatica sulla Chiesa” del Concilio Vaticano II. Con ciò il Concilio indica che l'articolo di fede sulla Chiesa dipende interamente dagli articoli concernenti Gesù Cristo. La Chiesa non ha altra luce che quella di Cristo. Secondo un'immagine cara ai Padri della Chiesa, essa è simile alla luna, la cui luce è tutta riflesso del sole. (CCC 749) L'articolo sulla Chiesa dipende anche interamente da quello sullo Spirito Santo, che lo precede. “In quello, infatti, lo Spirito Santo ci appare come la fonte totale di ogni santità; in questo, il divino Spirito ci appare come la sorgente della santità della Chiesa” [Catechismo Romano, 1, 10, 1]. Secondo l'espressione dei Padri, la Chiesa è il luogo “dove fiorisce lo Spirito” [Sant'Ippolito di Roma, Traditio apostolica, 35]. (CCC 750) Credere che la Chiesa è “Santa” e “Cattolica” e che è “Una” e “Apostolica” (come aggiunge il Simbolo niceno-costantinopolitano) è inseparabile dalla fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Nel Simbolo degli Apostoli professiamo di credere la santa Chiesa (“Credo […] Ecclesiam”), e non nella Chiesa, per non confondere Dio con le sue opere e per attribuire chiaramente alla bontà di Dio tutti i doni che egli ha riversato nella sua Chiesa [Catechismo Romano, 1, 10, 22]. 

mercoledì 26 settembre 2012

Gaudium et spes n. 40 e commento CCC



40. Mutua relazione tra Chiesa e mondo.

La Chiesa società visibile e comunità spirituale cammina insieme con l'umanità

[n. 40b] La Chiesa, procedendo dall'amore dell'eterno Padre (82), fondata nel tempo dal Cristo redentore, radunata nello Spirito Santo (83), ha una finalità salvifica ed escatologica che non può essere raggiunta pienamente se non nel mondo futuro. Ma essa è già presente qui sulla terra, ed è composta da uomini, i quali appunto sono membri della città terrena chiamati a formare già nella storia dell'umanità la famiglia dei figli di Dio, che deve crescere costantemente fino all'avvento del Signore. Unita in vista dei beni celesti e da essi arricchita, tale famiglia fu da Cristo «costituita e ordinata come società in questo mondo» (84) e fornita di «mezzi capaci di assicurare la sua unione visibile e sociale» (85). Perciò la Chiesa, che è insieme «società visibile e comunità spirituale» (86) cammina insieme con l'umanità tutta e sperimenta assieme al mondo la medesima sorte terrena; essa è come il fermento e quasi l'anima della società umana (87), destinata a rinnovarsi in Cristo e a trasformarsi in famiglia di Dio.

Note: (82) Cf. Tt 3,4: «philanthropia». (83) Cf. Ef 1,3.5-6.13-14.23. (84) Cf. CONC. VAT. II, Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen Gentium, cap. I, n. 8: AAS 57 (1965), p. 12 [pag. 129ss]. (85) CONC. VAT. II, Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen Gentium, cap.  II, n. 9: AAS 57 (1965), p. 14 [pag. 133ss]; cf. n. 8: AAS, l.c., p. 11 [pag. 129ss]. (86) CONC. VAT. II, Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen Gentium, cap.  I, n. 8: AAS 57 (1965), p. 11 [pag. 129ss]. (87) Cf. CONC. VAT. II, Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen Gentium, cap. cap. IV, n. 38: AAS 57 (1965), p. 43 [pag. 209ss] con la nota 120.

(CCC 746) Per la sua morte e Risurrezione, Gesù è costituito Signore e Cristo nella gloria (At 2,36). Dalla sua pienezza, egli effonde lo Spirito Santo sugli Apostoli e sulla Chiesa. (CCC 738) In questo modo la missione della Chiesa non si aggiunge a quella di Cristo e dello Spirito Santo, ma ne è il sacramento: con tutto il suo essere e in tutte le sue membra essa è inviata ad annunziare e testimoniare, attualizzare e diffondere il mistero della comunione della Santa Trinità (sarà questo l'argomento del prossimo articolo): “Noi tutti che abbiamo ricevuto l'unico e medesimo spirito, cioè lo Spirito Santo, siamo uniti tra di noi e con Dio. Infatti, sebbene, presi separatamente, siamo in molti e in ciascuno di noi Cristo faccia abitare lo Spirito del Padre e suo, tuttavia unico e indivisibile è lo Spirito. Egli riunisce nell'unità spiriti che tra loro sono distinti… e fa di tutti in se stesso un'unica e medesima cosa. Come la potenza della santa umanità di Cristo rende concorporei coloro nei quali si trova, allo stesso modo l'unico e indivisibile Spirito di Dio che abita in tutti, conduce tutti all'unità spirituale” [San Cirillo di Alessandria, Commentarius in Joannem, 11, 11: PG 74, 561].