lunedì 30 giugno 2014

Commento CCC a YouCat Domanda n. 26 - Parte II.



YOUCAT Domanda n. 26 - Parte  II.  Cosa sono le professioni di fede?    


(Risposta Youcat - ripetizione) La professioni di fede sono brevi formule che permettono una professione di fede comune da parte di tutti i fedeli.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 187) Tali sintesi della fede vengono chiamate “professioni di fede”, perché riassumono la fede professata dai cristiani. Vengono chiamate “Credo” a motivo di quella che normalmente ne è la prima parola: “Io credo”. Sono anche dette “Simboli della fede”. (CCC 188) La parola greca symbolon indicava la metà di un oggetto spezzato (per esempio un sigillo) che veniva presentato come un segno di riconoscimento. Le parti rotte venivano ricomposte per verificare l'identità di chi le portava. Il “Simbolo della fede” è quindi un segno di riconoscimento e di comunione tra i credenti. Symbolon passò poi a significare raccolta, collezione o sommario. Il “Simbolo della fede” è la raccolta delle principali verità della fede. Da qui deriva il fatto che esso costituisce il primo e fondamentale punto di riferimento della catechesi.

Per meditare

(Commento Youcat ripetizione) Brevi formule di questo tipo si trovano già nelle lettere paoline. Il Simbolo degli apostoli, di età paleocristiana, ha un'importanza particolare perché rappresenta un riassunto della fede degli Apostoli. Il Simbolo niceno-costantinopolitano trae la sua autorità dal fatto di essere frutto dei grandi Concili della Chiesa ancora indivisa (Concilio di Nicea, 325, e di Costantinopoli, 381) e di essere fino ad oggi la base comune dei cristiani di Oriente e di Occidente.

(Commento CCC) (CCC 194) Il Simbolo degli Apostoli, così chiamato perché a buon diritto è ritenuto il riassunto fedele della fede degli Apostoli. È l'antico Simbolo battesimale della Chiesa di Roma. La sua grande autorità gli deriva da questo fatto: “È il Simbolo accolto dalla Chiesa di Roma, dove ebbe la sua sede Pietro, il primo tra gli Apostoli, e dove egli portò l'espressione della fede comune” (Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli, 7: PL 17, 1196). (CCC 195) Il Simbolo detto niceno-costantinopolitano, il quale trae la sua grande autorità dal fatto di essere frutto dei primi due Concili Ecumenici (325 e 381). È tuttora comune a tutte le grandi Chiese dell'Oriente e dell'Occidente. (CCC 196) La nostra esposizione della fede seguirà il Simbolo degli Apostoli, che rappresenta, per così dire, “il più antico catechismo romano”. L'esposizione però sarà completata con costanti riferimenti al Simbolo niceno-costantinopolitano, in molti punti più esplicito e più dettagliato. (Fine)

(Prossima domanda: In che modo si sono formate le professioni di fede?) 

domenica 29 giugno 2014

Commento CCC a YouCat Domanda n. 26 - Parte I.



YOUCAT Domanda n. 26 - Parte I.  Cosa sono le professioni di fede?  


(Risposta Youcat) La professioni di fede sono brevi formule che permettono una professione di fede comune da parte di tutti i fedeli.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 185) Chi dice “Io credo”, dice “Io aderisco a ciò che noi crediamo”. La comunione nella fede richiede un linguaggio comune della fede, normativo per tutti e che unisca nella medesima confessione di fede. (CCC 186) Fin dalle origini, la Chiesa apostolica ha espresso e trasmesso la propria fede in formule brevi e normative per tutti [Rm 10,9; 1Cor 15,3-5]. Ma molto presto la Chiesa ha anche voluto riunire l'essenziale della sua fede in compendi organici e articolati, destinati in particolare ai candidati al Battesimo. “Il simbolo della fede non fu composto secondo opinioni umane, ma consiste nella raccolta dei punti salienti, scelti da tutta la Scrittura, così da dare una dottrina completa della fede. E come il seme della senape racchiude in un granellino molti rami, così questo compendio della fede racchiude tutta la conoscenza della vera pietà contenuta nell'Antico e nel Nuovo Testamento” [San Cirillo di Gerusalemme, Catecheses illuminandorum, 5, 12: PG 33, 521-524].  

Per meditare

(Commento Youcat) Brevi formule di questo tipo si trovano già nelle lettere paoline. Il Simbolo degli apostoli, di età paleocristiana, ha un'importanza particolare perché rappresenta un riassunto della fede degli Apostoli. Il Simbolo niceno-costantinopolitano trae la sua autorità dal fatto di essere frutto dei grandi Concili della Chiesa ancora indivisa (Concilio di Nicea, 325, e di Costantinopoli, 381) e di essere fino ad oggi la base comune dei cristiani di Oriente e di Occidente.

(Commento CCC) (CCC 192) Nel corso dei secoli si sono avute numerose professioni o simboli della fede, in risposta ai bisogni delle diverse epoche: i simboli delle varie Chiese apostoliche e antiche [Symbola fidei ab Ecclesia antiqua recepta: DS 1-64] il Simbolo “Quicumque”, detto di Sant'Atanasio [DS 75-76], le professioni di fede di certi Concili (di Toledo, Concilio di Toledo XI: DS 525-541; Lateranense, Concilio Lateranense IV: DS 800-802; di Lione, Concilio di Lione II: DS 851-861; di Trento, Professione di fede trindentina: DS 1862-1870) o di alcuni Sommi Pontefici, come: la “fides Damasi” [DS, 71-72] o “Il Credo del popolo di Dio” di Paolo VI (1968). (CCC 193) Nessuno dei Simboli delle diverse tappe della vita della Chiesa può essere considerato sorpassato ed inutile. Essi ci aiutano a vivere e ad approfondire oggi la fede di sempre attraverso i vari compendi che ne sono stati fatti. Fra tutti i Simboli della fede, due occupano un posto specialissimo nella vita della Chiesa: il Simbolo degli Apostoli e il Simbolo detto niceno-costantinopolitano. (Continua)    

(Continua la domanda: Cosa sono le professioni di fede?)  

sabato 28 giugno 2014

Commento CCC a YouCat Domanda n. 25 - Parte II.



YOUCAT Domanda n. 25 - Parte II. Perché la fede ha bisogno di definizioni e di formule?


(Risposta Youcat ripetizione) Nel caso della fede non si tratta di parole vuote, ma di realtà. In seno alla Chiesa si sono accumulate nel corso del tempo delle formule di fede con il cui aiuto noi contempliamo, esprimiamo, apprendiamo, trasmettiamo, celebriamo e viviamo queste realtà.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 173) Sant'Ireneo di Lione, testimone di questa fede, dichiara: “In realtà, la Chiesa, sebbene diffusa in tutto il mondo fino alle estremità della terra, avendo ricevuto dagli Apostoli e dai loro discepoli la fede [...], conserva questa predicazione e questa fede con cura e, come se abitasse un'unica casa, vi crede in uno stesso identico modo, come se avesse una sola anima ed un cuore solo, e predica le verità della fede, le insegna e le trasmette con voce unanime, come se avesse una sola bocca” [Sant' Ireneo di Lione, Adversus haereses, 1, 10, 1-2: PG 7, 550-551].

Per meditare

(Commento Youcat ripetizione) Senza formule fisse il contenuto della fede va a perdersi. Per questo motivo la Chiesa, per mettere al riparo il messaggio di Cristo da fraintendimenti e falsificazioni, attribuisce un grande valore a frasi precise il cui testo è stato nella maggior parte dei casi ottenuto a costo di grande fatica. Le formule di fede sono ancora più importanti quando la fede della Chiesa viene tradotta in culture diverse, restando stabile nella sua essenza. Per questo La fede comune è il fondamento dell'unità della Chiesa. 

(Commento CCC) (CCC 174) “Infatti, se le lingue nel mondo sono varie, il contenuto della Tradizione è però unico e identico. E non hanno altra fede o altra Tradizione né le Chiese che sono in Germania, né quelle che sono in Spagna, né quelle che sono presso i Celti (in Gallia), né quelle dell'Oriente, dell'Egitto, della Libia, né quelle che sono al centro del mondo” [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 5, 10, 2:PG 7, 531-534]. “Il messaggio della Chiesa è dunque veridico e solido, poiché essa addita a tutto il mondo una sola via di salvezza” [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 5, 20, 1:PG 7, 1177].  (Fine)

(Prossima domanda: Cosa sono le professioni di fede?)  

venerdì 27 giugno 2014

Commento CCC a YouCat Domanda n. 25 - Parte I.




YOUCAT Domanda n. 25 - Parte I. Perché la fede ha bisogno di definizioni e di formule?


(Risposta Youcat) Nel caso della fede non si tratta di parole vuote, ma di realtà. In seno alla Chiesa si sono accumulate nel corso del tempo delle formule di fede con il cui aiuto noi contempliamo, esprimiamo, apprendiamo, trasmettiamo, celebriamo e viviamo queste realtà.  

Riflessione e approfondimenti

 (Commento CCC) (CCC 170) Noi non crediamo in alcune formule, ma nelle realtà che esse esprimono e che la fede ci permette di “toccare”. “L'atto [di fede] del credente non si ferma all'enunciato, ma raggiunge la realtà [enunciata]” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, II-II, 1, 2, ad 2]. Tuttavia, noi accostiamo queste realtà con l'aiuto delle formulazioni della fede. Esse ci permettono di esprimere e di trasmettere la fede, di celebrarla in comunità, di assimilarla e di viverla sempre più intensamente.  (CCC 171) La Chiesa, che è “colonna e sostegno della verità” (1Tm 3,15), conserva fedelmente “la fede, che fu trasmessa ai credenti una volta per tutte” (Gd 1,3). È la Chiesa che custodisce la memoria delle Parole di Cristo e trasmette di generazione in generazione la confessione di fede degli Apostoli. Come una madre che insegna ai suoi figli a parlare, e quindi a comprendere e a comunicare, la Chiesa nostra Madre, ci insegna il linguaggio della fede per introdurci nell'intelligenza della fede e nella vita.  

Per meditare

(Commento Youcat) Senza formule fisse il contenuto della fede va a perdersi. Per questo motivo la Chiesa, per mettere al riparo il messaggio di Cristo da fraintendimenti e falsificazioni, attribuisce un grande valore a frasi precise il cui testo è stato nella maggior parte dei casi ottenuto a costo di grande fatica. Le formule di fede sono ancora più importanti quando la fede della Chiesa viene tradotta in culture diverse, restando stabile nella sua essenza. Per questo La fede comune è il fondamento dell'unità della Chiesa. 

(Commento CCC) (CCC 172) Da secoli, attraverso molte lingue, culture, popoli e nazioni, la Chiesa non cessa di confessare la sua unica fede, ricevuta da un solo Signore, trasmessa mediante un solo Battesimo, radicata nella convinzione che tutti gli uomini non hanno che un solo Dio e Padre [Ef 4,4-6]. (Continua)   

(Continua la domanda: Perché la fede ha bisogno di definizioni e di formule?)  

giovedì 26 giugno 2014

Commento CCC a YouCat Domanda n. 24 - Parte II.



YOUCAT Domanda n. 24 - Parte II.  Qual è il rapporto fra la mia fede e la Chiesa?


(Risposta Youcat - ripetizione) Nessuno può credere per se stesso, così come nessuno può vivere per se stesso. Riceviamo la fede dalla Chiesa e la viviamo in comunione con gli uomini con i quali condividiamo la nostra fede. 

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 168) È innanzi tutto la Chiesa che crede, e che così regge, nutre e sostiene la mia fede. È innanzi tutto la Chiesa che, ovunque, confessa il Signore, [“Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia - Te la santa Chiesa confessa su tutta la terra” cantiamo nel “Te Deum”] e con essa e in essa, anche noi siamo trascinati e condotti a confessare: “Io credo”, “Noi crediamo”. Dalla Chiesa riceviamo la fede e la vita nuova in Cristo mediante il Battesimo. Nel “Rituale Romano” il ministro del Battesimo domanda al catecumeno: “Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio?”. E la risposta è: “La fede”. “Che cosa ti dona la fede?”. “La vita eterna” (Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti, 75). 

Per meditare

 (Commento Youcat b) La fede degli altri mi sorregge nella misura in cui il fuoco della mia fede accende e fortifica altri. L'«io» ed il «noi» della fede sono sottolineati dalla Chiesa con l'uso di due professioni di fede durante le celebrazioni: il Simbolo degli apostoli, che comincia con «io credo» (Credo) e il Credo niceno- costantinopolitano, che nella sua forma originaria cominciava con la frase «noi crediamo» (credimus).

(Commento CCC) (CCC 169) La salvezza viene solo da Dio; ma, poiché riceviamo la vita della fede attraverso la Chiesa, questa è nostra Madre: “Noi crediamo la Chiesa come Madre della nostra nuova nascita, e non nella Chiesa come se essa fosse l'autrice della nostra salvezza” [Fausto di Riez, De Spiritu Sancto, 1, 2: PL 62, 11]. Essendo nostra Madre, la Chiesa è anche l'educatrice della nostra fede. (CCC 181) “Credere” è un atto ecclesiale. La fede della Chiesa precede, genera, sostiene e nutre la nostra fede. La Chiesa è la Madre di tutti i credenti. “Nessuno può avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa per Madre” [San Cipriano di Cartagine, De Ecclesiae catholicae unitate, 6: PL 4, 519]. (Fine)

(Prossima domanda: Perché la fede ha bisogno di definizioni e di formule?)