giovedì 31 luglio 2014

Commento CCC a YouCat Domanda n. 39 - Parte II.




YOUCAT Domanda n. 39 - Parte II.  Gesù è veramente Dio? Fa parte della Trinità?


(Risposta Youcat - ripetizione) Gesù di Nazareth è il Figlio, la seconda divina Persona di cui si parla quando diciamo: «nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19).   

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 443) Se Pietro ha potuto riconoscere il carattere trascendente della filiazione divina di Gesù Messia, è perché egli l'ha lasciato chiaramente intendere. Davanti al sinedrio, alla domanda dei suoi accusatori: “Tu dunque sei il Figlio di Dio?”, Gesù ha risposto: “Lo dite voi stessi: io lo sono” (Lc 22,70) [Mt 26,64; Mc 14,61]. Già molto prima, egli si era designato come “il Figlio” che conosce il Padre [Mt 11,27; 21,37-38], che è distinto dai “servi” che Dio in precedenza ha mandato al suo popolo [Mt 21,34-36], superiore agli stessi angeli [Mt 24,36]. Egli ha differenziato la sua filiazione da quella dei suoi discepoli non dicendo mai “Padre nostro” [Mt 5,48; 6,8; 7,21; Lc 11,13] tranne che per comandar loro: “Voi dunque pregate così: Padre nostro” (Mt 6,9); e ha sottolineato tale distinzione: “Padre mio e Padre vostro” (Gv 20,17). 

Per meditare

(Commento Youcat b) [Gesù]… quando rimise i peccati commise un vero e proprio scandalo. Questo, agli occhi dei suoi contemporanei, era un reato da punire con la pena di morte; ma grazie ai suoi miracoli e prodigi, e soprattutto alla sua risurrezione, i discepoli capirono chi era veramente Gesù e lo adorarono come Signore. Questa è la fede della Chiesa.

(Commento CCC) (CCC 444) I Vangeli riferiscono in due momenti solenni, il battesimo e la trasfigurazione di Cristo, la voce del Padre che lo designa come il suo “Figlio prediletto” [Mt 3,17; 17,5]. Gesù presenta se stesso come “il Figlio unigenito di Dio” (Gv 3,16) e con tale titolo afferma la sua preesistenza eterna [Gv 10,36]. Egli chiede la fede “nel Nome dell’unigenito Figlio di Dio” (Gv 3,18). Questa confessione cristiana appare già nell'esclamazione del centurione davanti a Gesù in croce: “Veramente quest'uomo era il Figlio di Dio” (Mc 15,39); infatti soltanto nel mistero pasquale il credente può dare al titolo “Figlio di Dio” il suo pieno significato. (CCC 445) Dopo la risurrezione la sua filiazione divina appare nella potenza della sua umanità glorificata: egli è stato costituito “Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti” (Rm 1,4) [At 13,33]. Gli Apostoli potranno confessare: “Noi vedemmo la sua gloria, gloria come di Unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Gv 1,14).  (Continua)

(Continua la domanda: Gesù è veramente Dio? Fa parte della Trinità?)   

mercoledì 30 luglio 2014

Commento CCC a YouCat Domanda n. 39 - Parte I.



YOUCAT Domanda n. 39 - Parte I.  Gesù è veramente Dio? Fa parte della Trinità?

(Risposta Youcat) Gesù di Nazareth è il Figlio, la seconda divina Persona di cui si parla quando diciamo: «nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19).   

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 441) Figlio di Dio, nell'Antico Testamento, è un titolo dato agli angeli [Dt (LXX) 32, 8; Gb 1,6], al popolo dell'elezione [Es 4,22; Os 11,1; Ger 3,19; Sir 36,11; Sap 18,13], ai figli d'Israele [Dt 14,1; Os 2,1] e ai loro re [2Sam 7,14; Sal 82,6]. In tali casi ha il significato di una filiazione adottiva che stabilisce tra Dio e la sua creatura relazioni di una particolare intimità. Quando il Re-Messia promesso è detto “figlio di Dio” [1Cr 17,13; Sal 2,7], ciò non implica necessariamente, secondo il senso letterale di quei testi, che egli sia più che umano. Coloro che hanno designato così Gesù in quanto Messia d'Israele [Mt 27,54] forse non hanno inteso dire di più [Lc 23,47]. 

Per meditare

(Commento Youcat) O Gesù era un imbroglione, quando si dichiarò «signore del Sabato» e si fece chiamare con l'appellativo divino di «Signore» - oppure era veramente Dio; quando rimise i peccati commise un vero e proprio scandalo. Questo, agli occhi dei suoi contemporanei, era un reato da punire con la pena di morte; ma grazie ai suoi miracoli e prodigi, e soprattutto alla sua risurrezione, i discepoli capirono chi era veramente Gesù e lo adorarono come Signore. Questa è la fede della Chiesa.

(Commento CCC)  (CCC 442) Non è la stessa cosa per Pietro quando confessa Gesù come “il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16), perché Gesù risponde con solennità: “Né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli” (Mt 16,17). Parallelamente Paolo, a proposito della sua conversione sulla strada di Damasco, dirà: “Quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani…” (Gal 1,15-16). “Subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio” (At 9,20). Questo sarà fin dagli inizi [1Ts 1,10] il centro della fede apostolica [Gv 20,31] professata prima di tutti da Pietro quale fondamento della Chiesa [Mt 16,18]. (Continua)   

(Continua la domanda: Gesù è veramente Dio? Fa parte della Trinità?)    

martedì 29 luglio 2014

Commento CCC a YouCat Domanda n. 38 - Parte V.



YOUCAT Domanda n. 38 - Parte V.  Chi è lo Spirito Santo?


(Risposta Youcat- ripetizione) Lo Spirito Santo è la terza persona della santissima Trinità ed ha la stessa dignità divina del Padre e del Figlio.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 248) La tradizione orientale mette innanzi tutto in rilievo che il Padre, in rapporto allo Spirito, è l'origine prima. Confessando che lo Spirito “procede dal Padre” (Gv 15,26), afferma che lo Spirito procede dal Padre attraverso il Figlio [Conc. Ecum. Vat. II, Ad gentes, 2]. La tradizione occidentale dà maggior risalto alla comunione consostanziale tra il Padre e il Figlio affermando che lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio (Filioque). Lo dice “lecitamente e ragionevolmente” [Concilio di Firenze (1439): DS 1302]; infatti l'ordine eterno delle Persone divine nella loro comunione consustanziale implica che il Padre sia l'origine prima dello Spirito in quanto “principio senza principio” [Concilio di Firenze (anno 1442): DS 1331], ma pure che, in quanto Padre del Figlio Unigenito, egli con lui sia “l'unico principio dal quale procede lo Spirito Santo” [Concilio di Lione II (anno 1274): DS 850]. Questa legittima complementarità, se non viene inasprita, non scalfisce l'identità della fede nella realtà del medesimo mistero confessato.   

Per meditare

(Commento Youcat - ripetizione) Quando scopriamo in noi la realtà di Dio, lo facciamo per opera dello Spirito Santo. Dio «mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio» (Gal 4, 6) per colmarci di esso. Nello Spirito Santo il cristiano trova gioia profonda, pace interiore e libertà. «E voi non avete ricevuto uno Spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre"» (Rm 8, 15b). Nello Spirito Santo che riceviamo nel Battesimo e nella - Confermazione, possiamo rivolgerci a Dio col nome di «Padre».  

(Commento CCC) (CCC 247) L'affermazione del Filioque mancava nel Simbolo confessato a Costantinopoli nel 381. Ma sulla base di una antica tradizione latina e alessandrina, il Papa san Leone l'aveva già dogmaticamente confessata nel 447 [San Leone Magno, Lettera Quam laudabiliter: DS 284], prima che Roma conoscesse e ricevesse, nel 451, durante il Concilio di Calcedonia, il Simbolo del 381. L'uso di questa formula nel Credo è entrato a poco a poco nella Liturgia latina (tra i secoli VIII e XI). L'introduzione della parola Filioque nel Simbolo niceno-costantinopolitano da parte della Liturgia latina costituisce tuttavia, ancora oggi, un punto di divergenza con le Chiese ortodosse. (CCC 264) “Lo Spirito Santo procede, primariamente, dal Padre e, per il dono eterno che il Padre ne fa al Figlio, procede dal Padre e dal Figlio in comunione” [Sant'Agostino, De Trinitate, 15, 26, 47: PL 42, 1095]. (CCC 207) Rivelando il suo nome, Dio rivela al tempo stesso la sua fedeltà che è da sempre e per sempre, valida per il passato (“Io sono il Dio dei tuoi padri”, Es 3,6), come per l'avvenire (“Io sarò con te”, Es 3,12). Dio che rivela il suo nome come “Io sono” si rivela come il Dio che è sempre là, presente accanto al suo popolo per salvarlo. (Fine)     

(Prossima domanda: Gesù è veramente Dio? Fa parte della Trinità?)    

lunedì 28 luglio 2014

Commento CCC a YouCat Domanda n. 38 - Parte IV.



YOUCAT Domanda n. 38 - Parte IV.  Chi è lo Spirito Santo?


(Risposta Youcat- ripetizione) Lo Spirito Santo è la terza persona della santissima Trinità ed ha la stessa dignità divina del Padre e del Figlio.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 119) “È compito degli esegeti contribuire, secondo queste regole, alla più profonda intelligenza ed esposizione del senso della Sacra Scrittura, affinché, con studi in qualche modo preparatori, maturi il giudizio della Chiesa. Tutto questo, infatti, che concerne il modo di interpretare la Scrittura, è sottoposto in ultima istanza al giudizio della Chiesa, la quale adempie il divino mandato e ministero di conservare ed interpretare la Parola di Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 12]. “Ego vero Evangelio non crederem, nisi me catholicae Ecclesiae commoveret auctoritas - Non crederei al Vangelo se non mi ci inducesse l'autorità della Chiesa cattolica” [Sant'Agostino, Contra epistulam Manichaei quam vocant fundamenti, 5, 6: PL 42, 176]. (CCC 204) Dio si è rivelato al suo popolo progressivamente e sotto diversi nomi; ma la rivelazione del Nome divino fatta a Mosè nella teofania del roveto ardente, alle soglie dell'Esodo e dell'Alleanza del Sinai, si è mostrata come la rivelazione fondamentale per l'Antica e la Nuova Alleanza. (CCC 205) Dio chiama Mosè dal mezzo di un roveto che brucia senza consumarsi, e gli dice: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe” (Es 3,6). Dio è il Dio dei padri, colui che aveva chiamato e guidato i patriarchi nelle loro peregrinazioni. È il Dio fedele e compassionevole che si ricorda di loro e delle sue promesse; egli viene per liberare i loro discendenti dalla schiavitù. Egli è il Dio che, al di là dello spazio e del tempo, può questo e lo vuole e che, per questo disegno, metterà in atto la sua onnipotenza.  

Per meditare

(Commento Youcat - ripetizione) Quando scopriamo in noi la realtà di Dio, lo facciamo per opera dello Spirito Santo. Dio «mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio» (Gal 4, 6) per colmarci di esso. Nello Spirito Santo il cristiano trova gioia profonda, pace interiore e libertà. «E voi non avete ricevuto uno Spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre"» (Rm 8, 15b). Nello Spirito Santo che riceviamo nel Battesimo e nella - Confermazione, possiamo rivolgerci a Dio col nome di «Padre».  

  (Commento CCC) (CCC 311) Gli angeli e gli uomini, creature intelligenti e libere, devono camminare verso il loro destino ultimo per una libera scelta e un amore di preferenza. Essi possono, quindi, deviare. In realtà, hanno peccato. È così che nel mondo è entrato il male morale, incommensurabilmente più grave del male fisico. Dio non è in alcun modo, né direttamente né indirettamente, la causa del male morale [Sant'Agostino, De libero arbitrio, 1, 1, 1: PL 32, 1221-1223; San Tommaso d'Aquino, Summa teologiae, I-II, 79, 1]. Però, rispettando la libertà della sua creatura, lo permette e, misteriosamente, sa trarne il bene: “Infatti Dio onnipotente […], essendo supremamente buono, non permetterebbe mai che un qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se non fosse sufficientemente potente e buono da trarre dal male stesso il bene” [Sant'Agostino, Enchiridion de fide, spe et caritate, 3, 11: PL 40, 236]. (Continua)  

(Continua la domanda: Chi è lo Spirito Santo?)  

domenica 27 luglio 2014

Commento CCC a YouCat Domanda n. 38 - Parte III.



YOUCAT Domanda n. 38 - Parte III.  Chi è lo Spirito Santo?


(Risposta Youcat- ripetizione) Lo Spirito Santo è la terza persona della santissima Trinità ed ha la stessa dignità divina del Padre e del Figlio.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 246) La tradizione latina del Credo confessa che lo Spirito “procede dal Padre e dal Figlio [Filioque]”. Il Concilio di Firenze, nel 1439, esplicita: “Lo Spirito Santo ha la sua essenza e il suo essere sussistente ad un tempo dal Padre e dal Figlio e […] procede eternamente dall'uno e dall'altro come da un solo principio e per una sola spirazione […]. E poiché tutto quello che è del Padre, lo stesso Padre lo ha donato al suo unico Figlio generandolo, ad eccezione del suo essere Padre, anche questo procedere dello Spirito Santo a partire dal Figlio lo riceve dall'eternità dal suo Padre che ha generato il Figlio stesso” [Concilio di Firenze, Decretum pro Graecis: DS 1300-1301]. (CCC 263) La missione dello Spirito Santo, che il Padre manda nel nome del Figlio [Gv 14,26] e che il Figlio manda “dal Padre” (Gv 15,26), rivela che egli è con loro lo stesso unico Dio. “Con il Padre e con il Figlio è adorato e glorificato” [Simbolo niceno-costantinopolitano: DS 150].

Per meditare

(Commento Youcat - ripetizione) Quando scopriamo in noi la realtà di Dio, lo facciamo per opera dello Spirito Santo. Dio «mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio» (Gal 4, 6) per colmarci di esso. Nello Spirito Santo il cristiano trova gioia profonda, pace interiore e libertà. «E voi non avete ricevuto uno Spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre"» (Rm 8, 15b). Nello Spirito Santo che riceviamo nel Battesimo e nella - Confermazione, possiamo rivolgerci a Dio col nome di «Padre».  

(Commento CCC) (CCC 206) Rivelando il suo Nome misterioso di YHWH, “Io sono colui che è” oppure “Io sono colui che sono” o anche “Io sono chi Io sono”, Dio dice chi egli è e con quale nome lo si deve chiamare. Questo nome divino è misterioso come Dio è mistero. È ad un tempo un nome rivelato e quasi il rifiuto di un nome; proprio per questo esprime, come meglio non si potrebbe, la realtà di Dio, infinitamente al di sopra di tutto ciò che possiamo comprendere o dire: egli è il “Dio nascosto” (Is 45,15), il suo nome è ineffabile [Gdc 13,18], ed è il Dio che si fa vicino agli uomini. (CCC 310) Ma perché Dio non ha creato un mondo a tal punto perfetto da non potervi essere alcun male? Nella sua infinita potenza, Dio potrebbe sempre creare qualcosa di migliore [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I, 25, 6]. Tuttavia, nella sua sapienza e nella sua bontà infinite, Dio ha liberamente voluto creare un mondo “in stato di via” verso la sua perfezione ultima. Questo divenire, nel disegno di Dio, comporta, con la comparsa di certi esseri, la scomparsa di altri, con il più perfetto anche il meno perfetto, con le costruzioni della natura anche le distruzioni. Quindi, insieme con il bene fisico esiste anche il male fisico, finché la creazione non avrà raggiunto la sua perfezione [San Tommaso d'Aquino, Summa contra gentiles, 3, 71]. (Continua)  

(Continua la domanda: Chi è lo Spirito Santo?)