sabato 31 gennaio 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 109


YOUCAT Domanda n. 109 - Parte I. Che cosa significa che Cristo è asceso al cielo?


(Risposta Youcat) Con Gesù uno di noi è giunto fino a Dio ed è per sempre presso di lui; nel suo Figlio Dio è vicino come uomo a noi uomini. Inoltre nel Vangelo di Giovanni Gesù dice: «Ed io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12, 32).

Riflessione e approfondimenti  

(Commento CCC) (CCC 659) “Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio” (Mc 16,19). Il corpo di Cristo è stato glorificato fin dall'istante della sua Risurrezione, come lo provano le proprietà nuove e soprannaturali di cui ormai gode in permanenza [Lc 24,31; Gv 20,19.26]. Ma durante i quaranta giorni nei quali egli mangia e beve familiarmente con i suoi discepoli [At 10,41] e li istruisce sul Regno [At 1,3], la sua gloria resta ancora velata sotto i tratti di una umanità ordinaria [Mc 16,12; Lc 24,15; Gv 20,14-15; 21,4]. L'ultima apparizione di Gesù termina con l'entrata irreversibile della sua umanità nella gloria divina simbolizzata dalla nube [At 1,9; Lc 9,34-35; Es 13,22] e dal cielo [Lc 24,51] ove egli siede ormai alla destra di Dio [Mc 16,19; At 2,33; 7,56; Sal 110,1]. In un modo del tutto eccezionale ed unico egli si mostrerà a Paolo “come a un aborto” (1Cor 15,8) in un'ultima apparizione che costituirà Apostolo Paolo stesso [1Cor 9,1; Gal 1,16]. 

Per meditare

(Commento Youcat) Nel-Nuovo Testamento l'Ascensione di Cristo segna la fine di una particolare vicinanza, durata quaranta giorni, del Risorto con i suoi discepoli. Al termine di questo periodo Cristo, con tutta quanta la sua umanità, entra nella gloria di Dio. La Sacra Scrittura lo esprime con i simboli della nuvola e del cielo. «L'uomo - dice papa Benedetto XVI - trova posto in Dio». Gesù Cristo è ora presso il Padre da dove discenderà un giorno «per giudicare i vivi e i morti». L'ascensione di Cristo significa che Gesù è ugualmente presente anche se non è visibile sulla terra.

(Commento CCC) (CCC 660) Il carattere velato della gloria del Risorto durante questo tempo traspare nelle sue misteriose parole a Maria Maddalena: “Non sono ancora salito al Padre: ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro” (Gv 20,17). Questo indica una differenza di manifestazione tra la gloria di Cristo risorto e quella di Cristo esaltato alla destra del Padre. L'avvenimento ad un tempo storico e trascendente dell'ascensione segna il passaggio dall'una all'altra. (Continua

(Continua la domanda: Che cosa significa che Cristo è asceso al cielo?) 

venerdì 30 gennaio 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 108



YOUCAT Domanda n. 108. Cosa è cambiato nel mondo con la risurrezione?


(Risposta Youcat) Poiché ora, con la morte, non ha più fine ogni cosa, gioia e speranza hanno fatto il loro ingresso nel mondo. Dal momento che la morte «non aveva più alcun potere» (Rm 6, 9) su Gesù, non lo ha più neppure su di noi, che apparteniamo a Gesù.

Riflessione e approfondimenti  

(Commento CCC)  (CCC 665) L'ascensione di Cristo segna l'entrata definitiva dell'umanità di Gesù nel dominio celeste di Dio da dove ritornerà [At 1,11], ma che nel frattempo lo cela agli occhi degli uomini [Col 3,3].

Per meditare

 (Commento CCC) (CCC 668) “Per questo Cristo è morto e ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi” (Rm 14,9). L'ascensione di Cristo al cielo significa la sua partecipazione, nella sua umanità, alla potenza e all'autorità di Dio stesso. Gesù Cristo è Signore: egli detiene tutto il potere nei cieli e sulla terra. Egli è “al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione” perché il Padre “tutto ha sottomesso ai suoi piedi” (Ef 1,21-22). Cristo è il Signore del cosmo [Ef 4,10; 1Cor 15,24.27-28] e della storia. In lui la storia dell'uomo, come pure tutta la creazione, trovano la loro “ricapitolazione” [Ef 1,10], il loro compimento trascendente. 

 (Prossima domanda: Che cosa significa che Cristo è asceso al cielo?)   

giovedì 29 gennaio 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 107



YOUCAT Domanda n. 107. Con la risurrezione Gesù tornò allo stato fisico che aveva durante la sua vita terrena?


(Risposta Youcat) Gesù risorto si fece toccare dai discepoli, mangiò insieme a loro e mostrò loro le ferite della propria passione; eppure il suo corpo apparteneva non più solo alla terra, ma al regno celeste del Padre.

Riflessione e approfondimenti  

(Commento CCC) (CCC 645) Gesù risorto stabilisce con i suoi discepoli rapporti diretti, attraverso il contatto [Lc 24,39; Gv 20,27] e la condivisione del pasto [Lc 24,30; 24,41-43; Gv 21,9;  21,13-15]. Li invita a riconoscere da ciò che egli non è un fantasma [Lc 24,39], ma soprattutto a constatare che il corpo risuscitato con il quale si presenta a loro è il medesimo che è stato martoriato e crocifisso, poiché porta ancora i segni della passione [Lc 24,40; Gv 20,20; 20,27]. Questo corpo autentico e reale possiede però al tempo stesso le proprietà nuove di un corpo glorioso; esso non è più situato nello spazio e nel tempo, ma può rendersi presente a suo modo dove e quando vuole [Mt 28,9; 28,16-17; Lc 24,15;  24,36; Gv 20,14; 20,19; 20,26; 21,4], poiché la sua umanità non può più essere trattenuta sulla terra e ormai non appartiene che al dominio divino del Padre [Gv 20,17]. Anche per questa ragione Gesù risorto è sovranamente libero di apparire come vuole: sotto l'aspetto di un giardiniere [Gv 20,14-15] o “sotto altro aspetto” (Mc 16,12) diverso da quello che era familiare ai discepoli, e ciò per suscitare la loro fede [Gv 20,14.16; 21,4.7].

Per meditare

(Commento Youcat) Il Cristo risorto, che ancora porta le piaghe del crocifisso, non è più legato al tempo e allo spazio. Egli era in grado di passare attraverso le porte chiuse e di apparire ai suoi discepoli in posti diversi e in una parvenza nella quale non lo riconoscevano immediatamente. La risurrezione di Cristo non era quindi un ritorno alla normale vita terrena, ma l'ingresso in un nuovo modo di essere: «Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui» (Rm 6, 9).

(Commento CCC) (CCC 646) La risurrezione di Cristo non fu un ritorno alla vita terrena, come lo fu per le risurrezioni che egli aveva compiute prime della Pasqua: quelle della figlia di Giairo, del giovane di Naim, di Lazzaro. Questi fatti erano avvenimenti miracolosi, ma le persone miracolate ritrovavano, per il potere di Gesù, una vita terrena “ordinaria”. Ad un certo momento esse sarebbero morte di nuovo. La risurrezione di Cristo è essenzialmente diversa. Nel suo corpo risuscitato egli passa dallo stato di morte ad un'altra vita al di là del tempo e dello spazio. Il corpo di Gesù è, nella risurrezione, colmato della potenza dello Spirito Santo; partecipa alla vita divina nello stato della sua gloria, sì che san Paolo può dire di Cristo che egli è l'uomo celeste [1Cor 15,35-50].  

 (Prossima domanda:  Cosa è cambiato nel mondo con la risurrezione?)   

mercoledì 28 gennaio 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 106



YOUCAT Domanda n. 106 - Parte IV. Ci sono prove della risurrezione di Gesù?


(Risposta Youcat - ripetizione) Della risurrezione di Gesù non ci sono prove in senso scientifico, ma ci sono forti testimonianze individuali e collettive ad opera di molti contemporanei degli avvenimenti di Gerusalemme.

Riflessione e approfondimenti  

(Commento CCC) (CCC 647) “O notte beata - canta l'“Exsultet” di Pasqua - tu solo hai meritato di conoscere il tempo e l'ora in cui Cristo è risorto dagli inferi” [Veglia pasquale, Preconio pasquale (“Exsultet”): Messale Romano]. Infatti, nessuno è stato testimone oculare dell'avvenimento stesso della risurrezione e nessun Evangelista lo descrive. Nessuno ha potuto dire come essa sia avvenuta fisicamente. Ancor meno fu percettibile ai sensi la sua essenza più intima, il passaggio ad un'altra vita. Avvenimento storico constatabile attraverso il segno del sepolcro vuoto e la realtà degli incontri degli Apostoli con Cristo risorto, la risurrezione resta non di meno, in ciò in cui trascende e supera la storia, nel cuore del mistero della fede. Per questo motivo Cristo risorto non si manifesta al mondo, ma ai suoi discepoli [Gv 14,22], “a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme”, i quali “ora sono i suoi testimoni davanti al popolo” (At 13,31).

Per meditare

(Commento Youcat d) Queste apparizioni del Risorto cessarono con l'Ascensione di Gesù; tuttavia ci furono anche dopo e ci sono ancora degli incontri con il Signore vivente: Gesù Cristo è vivo.

 (Commento CCC) (CCC 656) La fede nella Risurrezione ha per oggetto un avvenimento che è storicamente attestato dai discepoli i quali hanno realmente incontrato il Risorto, e che è insieme misteriosamente trascendente in quanto l'umanità di Cristo entra nella gloria di Dio.  (CCC 657) La tomba vuota e le bende per terra significano già per se stesse che il Corpo di Cristo è sfuggito ai legami della morte e della corruzione, per la potenza di Dio. Esse preparano i discepoli all'incontro con il Risorto. (Fine)   

(Prossima domanda: Con la risurrezione Gesù tornò allo stato fisico che aveva durante la sua vita terrena?)  

martedì 27 gennaio 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 106



YOUCAT Domanda n. 106 - Parte III. Ci sono prove della risurrezione di Gesù?


(Risposta Youcat - ripetizione) Della risurrezione di Gesù non ci sono prove in senso scientifico, ma ci sono forti testimonianze individuali e collettive ad opera di molti contemporanei degli avvenimenti di Gerusalemme.

Riflessione e approfondimenti  

(Commento CCC) (CCC 643) Davanti a queste testimonianze è impossibile interpretare la risurrezione di Cristo al di fuori dell'ordine fisico e non riconoscerla come un avvenimento storico. Risulta dai fatti che la fede dei discepoli è stata sottoposta alla prova radicale della passione e della morte in croce del loro Maestro da lui stesso preannunziata [Lc 22,31-32]. Lo sbigottimento provocato dalla passione fu così grande che i discepoli (almeno alcuni di loro) non credettero subito alla notizia della risurrezione. Lungi dal presentarci una comunità presa da una esaltazione mistica, i Vangeli ci presentano i discepoli smarriti (“tristi”: Lc 24,17) e spaventati [Gv 20,19], perché non hanno creduto alle pie donne che tornavano dal sepolcro e “quelle parole parvero loro come un vaneggiamento” (Lc 24,11; cf. Mc 16,11. 13). Quando Gesù si manifesta agli Undici la sera di Pasqua, li rimprovera “per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato” (Mc 16,14). 

Per meditare

 (Commento Youcat c) Come primo riferimento alla verità della risurrezione di Cristo i discepoli comprendono la realtà di fatto del sepolcro vuoto (Lc 24, 5-6). Furono proprio le donne - che al tempo non erano considerate testimoni degni di considerazione - a scoprirlo. Anche se dell'Apostolo Giovanni si dice che, giunto al sepolcro vuoto, «vide e credette» (Gv 20, 8b), si affermò la certezza del fatto che Gesù viveva in primo luogo per via di un gran numero di apparizioni;

(Commento CCC) (CCC 644) Anche messi davanti alla realtà di Gesù risuscitato, i discepoli dubitano ancora, [Lc 24,38] tanto la cosa appare loro impossibile: credono di vedere un fantasma [Lc 24,39]. “Per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti” (Lc 24,41). Tommaso conobbe la medesima prova del dubbio [Gv 20,24-27] e, quando vi fu l'ultima apparizione in Galilea riferita da Matteo, “alcuni […] dubitavano” (Mt 28,17). Per questo l'ipotesi secondo cui la risurrezione sarebbe stata un “prodotto” della fede (o della credulità) degli Apostoli, non ha fondamento. Al contrario, la loro fede nella Risurrezione è nata - sotto l'azione della grazia divina - dall'esperienza diretta della realtà di Gesù Risorto. (Continua

(Continua la domanda:  Ci sono prove della risurrezione di Gesù?) 

lunedì 26 gennaio 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 106



YOUCAT Domanda n. 106 - Parte II. Ci sono prove della risurrezione di Gesù?


(Risposta Youcat - ripetizione) Della risurrezione di Gesù non ci sono prove in senso scientifico, ma ci sono forti testimonianze individuali e collettive ad opera di molti contemporanei degli avvenimenti di Gerusalemme.   

Riflessione e approfondimenti  

(Commento CCC) (CCC 641) Maria di Magdala e le pie donne che andavano a completare l'imbalsamazione del corpo di Gesù [Mc 16,1; Lc 24,1], sepolto in fretta la sera del Venerdì Santo a causa del sopraggiungere del Sabato, [Gv 19,31; 19,42] sono state le prime ad incontrare il Risorto [Mt 28,9-10; Gv 20,11-18]. Le donne furono così le prime messaggere della Risurrezione di Cristo per gli stessi Apostoli [Lc 24,9-10]. A loro Gesù appare in seguito: prima a Pietro, poi ai Dodici [1Cor 15,5]. Pietro, chiamato a confermare la fede dei suoi fratelli [Lc 22,31-32], vede dunque il Risorto prima di loro ed è sulla sua testimonianza che la comunità esclama: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone” (Lc 24,34). 

Per meditare

(Commento Youcat b) Paolo parla in questo punto di una tradizione viva che egli trovò già esistente nella comunità primitiva quando due o tre anni dopo la risurrezione di Cristo divenne cristiana in seguito al suo scnvolgente incontro col Signore risorto

 (Commento CCC) (CCC 642) Tutto ciò che è accaduto in quelle giornate pasquali impegna ciascuno degli Apostoli - e Pietro in modo del tutto particolare - nella costruzione dell'era nuova che ha inizio con il mattino di pasqua. Come testimoni del Risorto essi rimangono le pietre di fondazione della sua Chiesa. La fede della prima comunità dei credenti è fondata sulla testimonianza di uomini concreti, conosciuti dai cristiani e, nella maggior parte, ancora vivi in mezzo a loro. Questi “testimoni della risurrezione di Cristo” [At 1,22] sono prima di tutto Pietro e i Dodici, ma non solamente loro: Paolo parla chiaramente di più di cinquecento persone alle quali Gesù è apparso in una sola volta, oltre che a Giacomo e a tutti gli Apostoli [1Cor 15,4-8]. (Continua)   

(Continua la domanda: Ci sono prove della risurrezione di Gesù?)