mercoledì 30 settembre 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 186 - Parte II.



YOUCAT Domanda n. 186 - Parte II. Che cos’è l’anno liturgico (o ecclesiastico)?


(Risposta Youcat ripetizione) L’anno liturgico o anno ecclesiastico è la sovrapposizione dei misteri della vita di Cristo (dall’Incarnazione fino al suo ritorno nella gloria) al corso normale dell’anno. L’anno liturgico comincia con l’Avvento, con il tempo cioè dell’attesa del Signore, tocca il suo primo vertice durante il ciclo delle festività natalizie e il suo secondo ancor più importante vertice nella festa pasquale della passione redentrice, della morte e della risurrezione di Cristo. Il tempo pasquale termina con la festa di Pentecoste, l’effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa. Punteggiano l’anno liturgico le feste mariane e le feste dei santi, nelle quali la Chiesa loda la grazia di Dio che ha guidato gli uomini fino alla santità.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1170) Nel Concilio di Nicea (anno 325) tutte le Chiese si sono accordate perché la Pasqua cristiana sia celebrata la domenica che segue il plenilunio (14 Nisan) dopo l'equinozio di primavera. A causa dei diversi metodi utilizzati per calcolare il giorno 14 del mese di Nisan, il giorno di Pasqua non sempre ricorre contemporaneamente nelle Chiese occidentali e orientali. Perciò esse cercano oggi un accordo per ritornare a celebrare alla stessa data il giorno della risurrezione del Signore. 

Per meditare

(Commento CCC) (CCC 1171) L'anno liturgico è il dispiegarsi dei diversi aspetti dell'unico mistero pasquale. Questo è vero soprattutto per il ciclo delle feste relative al mistero dell'incarnazione (Annunciazione, Natale, Epifania) le quali fanno memoria degli inizi della nostra salvezza e ci comunicano le primizie del mistero di Pasqua. (Continua)

(Continua la domanda: Che cos’è l’anno liturgico (o ecclesiastico) ?)

martedì 29 settembre 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 186 - Parte I.



YOUCAT Domanda n. 186 - Parte I. Che cos’è l’anno liturgico (o ecclesiastico) ?


(Risposta Youcat) L’anno liturgico o anno ecclesiastico è la sovrapposizione dei misteri della vita di Cristo (dall’Incarnazione fino al suo ritorno nella gloria) al corso normale dell’anno. L’anno liturgico comincia con l’Avvento, con il tempo cioè dell’attesa del Signore, tocca il suo primo vertice durante il ciclo delle festività natalizie e il suo secondo ancor più importante vertice nella festa pasquale della passione redentrice, della morte e della risurrezione di Cristo. Il tempo pasquale termina con la festa di Pentecoste, l’effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa. Punteggiano l’anno liturgico le feste mariane e le feste dei santi, nelle quali la Chiesa loda la grazia di Dio che ha guidato gli uomini fino alla santità.  .  

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1168) A partire dal Triduo Pasquale, come dalla sua fonte di luce, il tempo nuovo della risurrezione permea tutto l'anno liturgico del suo splendore. Progressivamente, da un versante e dall'altro di questa fonte, l'anno è trasfigurato dalla liturgia. Essa costituisce realmente l'anno di grazia del Signore (Lc 4,19). L'Economia della salvezza è all'opera nello svolgersi del tempo, ma dopo il suo compimento nella pasqua di Gesù e nell'effusione dello Spirito Santo, la conclusione della storia è anticipata, “pregustata”, e il regno di Dio entra nel nostro tempo. 

Per meditare

(Commento CCC) (CCC 1169) Per questo la Pasqua non è semplicemente una festa tra le altre: è la “festa delle feste”, la “solennità delle solennità”, come l'Eucaristia è il sacramento dei sacramenti (il grande sacramento). Sant'Atanasio la chiama “la grande domenica” [Sant'Atanasio di Alessandria, Epistula festivalis, 1 (anno 329), 10: PG 26, 1366], come la Settimana santa in Oriente è chiamata “la grande Settimana”. Il mistero della risurrezione, nel quale Cristo ha annientato la morte, permea della sua potente energia il nostro vecchio tempo, fino a quando tutto gli sia sottomesso. (Continua)

(Continua la domanda: Che cos’è l’anno liturgico (o ecclesiastico)?)

lunedì 28 settembre 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 185 - Parte III.




YOUCAT Domanda n. 185 – Parte III. Perché la liturgia si ripete ciclicamente ogni anno?


(Risposta Youcat ripetizione) Come ogni anno noi festeggiamo il nostro compleanno o il nostro anniversario di nozze, così anche la Liturgia festeggia nel ritmo dell’anno i più importanti avvenimenti della salvezza operata da Cristo. C’è però una differenza decisiva: tutto il tempo è tempo di Dio. I «richiami» al messaggio e alla vita di Cristo sono al tempo stesso incontri con il Dio vivente.     

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1166°) “Secondo la tradizione apostolica, che trae origine dal giorno stesso della risurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il mistero pasquale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente giorno del Signore o domenica” [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 106]. Il giorno della risurrezione di Cristo è ad un tempo il “primo giorno della settimana”, memoriale del primo giorno della creazione, e l’“ottavo giorno” in cui Cristo, dopo il suo “riposo” del grande Sabato, inaugura il Giorno “che il Signore ha fatto”, il “giorno che non conosce tramonto” [Mattutino del giorno di Pasqua del rito bizantino, Oda 9, tropario: Pentekostàrion]. La “Cena del Signore” ne costituisce il centro, poiché in essa l’intera comunità dei fedeli incontra il Signore risorto che la invita al suo banchetto [Gv 21,12; Lc 24,30]:

  Per meditare

(Commento Youcat) Il filosofo danese Soren Kierkagaard disse una volta: «0 siamo contemporanei di Gesù, oppure è meglio lasciare stare». Partecipare con fede agli appuntamenti dell’anno liturgico ci rende in effetti contemporanei di Gesù; e non solo nel senso che possiamo immedesimarci con il pensiero o con la vita nel suo tempo e nella sua vita, ma perché, quando gli faccio posto a questo modo, egli penetra nel mio tempo e nella mia vita con la sua presenza che è salvezza e perdono, con la forza dirompente della sua risurrezione.   

(Commento CCC) (CCC 1166b)  “Il giorno del Signore, il giorno della risurrezione, il giorno dei cristiani, è il nostro giorno. E’ chiamato giorno del Signore proprio per questo: perché in esso il Signore è salito vittorioso presso il Padre. I pagani lo chiamano giorno del sole: ebbene, anche noi lo chiamiamo volentieri in questo modo: oggi infatti è sorta la luce del mondo, oggi è apparso il sole di giustizia i cui raggi ci portano la salvezza [San Girolamo, In die Dominica Paschae homilia: CCL 78, 550: PL 30, 218-219]. (Fine

(Prossima domanda: Che cos’è l’anno liturgico (o ecclesiastico)?

domenica 27 settembre 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 185 - Parte II.




YOUCAT Domanda n. 185 - Parte II. Perché la liturgia si ripete ciclicamente ogni anno?


(Risposta Youcat ripetizione) Come ogni anno noi festeggiamo il nostro compleanno o il nostro anniversario di nozze, così anche la Liturgia festeggia nel ritmo dell’anno i più importanti avvenimenti della salvezza operata da Cristo. C’è però una differenza decisiva: tutto il tempo è tempo di Dio. I «richiami» al messaggio e alla vita di Cristo sono al tempo stesso incontri con il Dio vivente.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1195) Facendo memoria dei santi, in primo luogo della santa Madre di Dio, poi degli Apostoli, dei martiri e degli altri santi, in giorni fissi dell'anno liturgico, la Chiesa sulla terra manifesta di essere unita alla liturgia celeste; rende gloria a Cristo perché ha compiuto la salvezza nei suoi membri glorificati; il loro esempio le è di stimolo nel cammino verso il Padre. 

Per meditare

(Commento Youcat) Il filosofo danese Soren Kierkagaard disse una volta: «0 siamo contemporanei di Gesù, oppure è meglio lasciare stare». Partecipare con fede agli appuntamenti dell’anno liturgico ci rende in effetti contemporanei di Gesù; e non solo nel senso che possiamo immedesimarci con il pensiero o con la vita nel suo tempo e nella sua vita, ma perché, quando gli faccio posto a questo modo, egli penetra nel mio tempo e nella mia vita con la sua presenza che è salvezza e perdono, con la forza dirompente della sua risurrezione.   

(Commento CCC) (CCC 1164) Fin dalla Legge mosaica il popolo di Dio ha conosciuto feste in data fissa, a partire dalla Pasqua, per commemorare le stupende azioni del Dio Salvatore, rendergliene grazie, perpetuarne il ricordo e insegnare alle nuove generazioni a conformare ad esse la loro condotta di vita. Nel tempo della Chiesa, posto tra la pasqua di Cristo, già compiuta una volta per tutte, e la sua consumazione nel regno di Dio, la liturgia celebrata in giorni fissi è totalmente impregnata della novità del mistero di Cristo. (Continua)   

(Continua la domanda: Perché la liturgia si ripete ciclicamente ogni anno?)

sabato 26 settembre 2015

Commento CCC a YouCat Domanda n. 185 - Parte I.



Ci scusiamo vivamente con i visitatori, per l’interruzione dei post dal 4 al 15 settembre causata dai gravi ritardi dell'impresa di collegamento a internet nel riparare i propri guasti e la sua lentezza nel ristabilire le sue funzioni interrotte.   

  

YOUCAT Domanda n. 185 - Parte I. Perché la liturgia si ripete ciclicamente ogni anno?


(Risposta Youcat) Come ogni anno noi festeggiamo il nostro compleanno o il nostro anniversario di nozze, così anche la Liturgia festeggia nel ritmo dell’anno i più importanti avvenimenti della salvezza operata da Cristo. C’è però una differenza decisiva: tutto il tempo è tempo di Dio. I «richiami» al messaggio e alla vita di Cristo sono al tempo stesso incontri con il Dio vivente.     

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1194) La Chiesa “nel ciclo annuale presenta tutto il mistero di Cristo, dall'incarnazione e natività fino all'ascensione, al giorno di pentecoste e all'attesa della beata speranza e del ritorno del Signore” [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 102].

Per meditare

(Commento Youcat) Il filosofo danese Soren Kierkagaard disse una volta: «0 siamo contemporanei di Gesù, oppure è meglio lasciare stare». Partecipare con fede agli appuntamenti dell’anno liturgico ci rende in effetti contemporanei di Gesù; e non solo nel senso che possiamo immedesimarci con il pensiero o con la vita nel suo tempo e nella sua vita, ma perché, quando gli faccio posto a questo modo, egli penetra nel mio tempo e nella mia vita con la sua presenza che è salvezza e perdono, con la forza dirompente della sua risurrezione.    

(Commento CCC) (CCC 1165) Quando la Chiesa celebra il mistero di Cristo, una parola scandisce la sua preghiera: “Oggi!”, come eco della preghiera che le ha insegnato il suo Signore [Mt 6,11] e dell'invito dello Spirito Santo [Eb 3,7-4,11; Sal 95,7]. Questo “oggi” del Dio vivente in cui l'uomo è chiamato ad entrare è l'“Ora” della Pasqua di Gesù, che attraversa tutta la storia e ne è il cardine: “La vita si è posata su tutti gli esseri e tutti sono investiti da una grande luce; l'Oriente degli orienti ha invaso l'universo, e colui che era prima della stella del mattino e prima degli astri, immortale e immenso, il grande Cristo, brilla su tutti gli esseri più del sole. Perciò, per noi che crediamo in lui, sorge un giorno di luce, lungo, eterno, che non si spegne più: la Pasqua mistica [Pseudo-Ippolito Romano, In sanctum Pascha, 1, 1-2: PG 59, 755].(Continua)     

(Continua la domanda: Perché la liturgia si ripete ciclicamente ogni anno?)