domenica 31 gennaio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 233



YOUCAT Domanda n. 233 - Quali sono i peccati che bisogna confessare?


(Risposta Youcat) Tutti i peccati mortati dei quali ci si ricorda durante un accurato esame di coscienza e che ancora non si sono confessati possono in circostanze normali essere rimessi solo con la confessione sacramentale individuale.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1457) Secondo il precetto della Chiesa, “ogni fedele, raggiunta l'età della discrezione, è tenuto all'obbligo di confessare fedelmente i propri peccati gravi, almeno una volta nell'anno” [CIC canone 989; Concilio di Trento: DS 1683; 1708]. Colui che è consapevole di aver commesso un peccato mortale non deve ricevere la santa Comunione, anche se prova una grande contrizione, senza aver prima ricevuto l'assoluzione sacramentale [Concilio di Trento: DS 1647; 1661], a meno che non abbia un motivo grave per comunicarsi e non gli sia possibile accedere a un confessore [CIC canone 916; CCEO canone 711]. I fanciulli devono accostarsi al sacramento della Penitenza prima di ricevere per la prima volta la Santa Comunione [CIC canone 914].

Per meditare

(Commento Youcat) Certo, prima della confessione si incontrano delle difficoltà; superare se stessi è già il primo passo per raggiungere la salute interiore. Spesso è di aiuto pensare che anche il Papa deve avere il coraggio di confessare i propri errori e le proprie debolezze ad un altro Sacerdote. Solo in eccezionali casi di necessità (ad esempio in guerra, durante un attacco aereo, o quando un gruppo di persone si trova in pericolo di vita) un sacerdote può impartire l'assoluzione collettiva senza che questa sia preceduta dalla confessione individuale dei peccati (è questa la cosiddetta assoluzione generale). Bisogna tuttavia confessare personalmente i peccati gravi alla prima occasione.    

(Commento CCC) (CCC 1384) Il Signore ci rivolge un invito pressante a riceverlo nel sacramento dell'Eucaristia: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la Carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo Sangue, non avrete in voi la vita” (Gv 6,53). (CCC 1385) Per rispondere a questo invito dobbiamo prepararci a questo momento così grande e così santo. San Paolo esorta a un esame di coscienza: “Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il Corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna” (1Cor 11,27-29). Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione.

(Prossima domanda: Quando si è tenuti a confessare i propri peccati mortali? Con che frequenza ci si deve confessare?)

sabato 30 gennaio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 232 – Parte VII.



YOUCAT Domanda n. 232 - Parte VII. Qual è la mia parte in una confessione?


(Risposta Youcat - ripetizione) Fa parte di ogni confessione l'esame di coscienza, la contrizione, il proposito, la confessione e la soddisfazione.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1491) Il sacramento della Penitenza è costituito dall'insieme dei tre atti compiuti dal penitente, e dall'assoluzione da parte del sacerdote. Gli atti del penitente sono: il pentimento, la confessione o manifestazione dei peccati al sacerdote e il proposito di compiere la soddisfazione e le opere di soddisfazione. (CCC 1492) Il pentimento (chiamato anche contrizione) deve essere ispirato da motivi dettati dalla fede. Se il pentimento nasce dall'amore di carità verso Dio, lo si dice “perfetto”; se è fondato su altri motivi, lo si chiama “imperfetto”.

Per meditare

(Commento Youcat) L'esame di coscienza dovrebbe essere approfondito, ma non può mai essere esaustivo; con una confessione esteriore, senza un vero pentimento, nessuno può essere assolto dai propri peccati. Altrettanto indispensabile è proposito di non commettere più il peccato; dobbiamo necessariamente anche esprimere i nostri peccati al confessore, cioè confessarci; fa parte della confessione anche la penitenza o riparazione, che il confessore impone al penitente per la riparazione del male commesso.

(Commento CCC) (CCC 1493) Colui che vuole ottenere la riconciliazione con Dio e con la Chiesa, deve confessare al sacerdote tutti i peccati gravi che ancora non ha confessato e di cui si ricorda dopo aver accuratamente esaminato la propria coscienza. Sebbene non sia in sé necessaria, la confessione delle colpe veniali è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa. (CCC 1494) Il confessore propone al penitente il compimento di certi atti di “soddisfazione” o di “penitenza”, al fine di riparare il danno causato dal peccato e ristabilire gli atteggiamenti consoni al discepolo di Cristo. (Fine)

(Prossima domanda: Quali sono i peccati che bisogna confessare?)

venerdì 29 gennaio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 232 – Parte VI.



YOUCAT Domanda n. 232 - Parte VI. Qual è la mia parte in una confessione?


(Risposta Youcat - ripetizione) Fa parte di ogni confessione l'esame di coscienza, la contrizione, il proposito, la confessione e la soddisfazione.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1460 a) La penitenza che il confessore impone deve tener conto della situazione personale del penitente e cercare il suo bene spirituale. Essa deve corrispondere, per quanto possibile, alla gravità e alla natura dei peccati commessi. Può consistere nella preghiera, in un'offerta, nelle opere di misericordia, nel servizio del prossimo, in privazioni volontarie, in sacrifici, e soprattutto nella paziente accettazione della croce che dobbiamo portare.

Per meditare

(Commento Youcat) L'esame di coscienza dovrebbe essere approfondito, ma non può mai essere esaustivo; con una confessione esteriore, senza un vero pentimento, nessuno può essere assolto dai propri peccati. Altrettanto indispensabile è proposito di non commettere più il peccato; dobbiamo necessariamente anche esprimere i nostri peccati al confessore, cioè confessarci; fa parte della confessione anche la penitenza o riparazione, che il confessore impone al penitente per la riparazione del male commesso.

(Commento CCC) (CCC 1460 b) Tali penitenze ci aiutano a configurarci a Cristo che, solo, ha espiato per i nostri peccati [Rm 3,25; 1 Gv 2,1-2] una volta per tutte. Esse ci permettono di diventare coeredi di Cristo risorto, dal momento che “partecipiamo alle sue sofferenze” (Rm 8,17) [Concilio di Trento: DS 1690]: “Ma questa soddisfazione, che compiamo per i nostri peccati, non è talmente nostra da non esistere per mezzo di Gesù Cristo: noi, infatti, che non possiamo nulla da noi stessi, col suo aiuto possiamo tutto in lui che ci dà la forza [Fil 4,13]. Quindi l'uomo non ha di che gloriarsi; ma ogni nostro vanto è riposto in Cristo, […] in cui offriamo soddisfazione, "facendo opere degne della conversione” (Lc 3,8), che da lui traggono il loro valore, da lui sono offerte al Padre e grazie a lui sono accettate dal Padre” [Concilio di Trento: DS 1691]. (Continua)

(Continua la domanda: Qual è la mia parte in una confessione?)

giovedì 28 gennaio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 232 – Parte V.



  

YOUCAT Domanda n. 232 - Parte V. Qual è la mia parte in una confessione?


(Risposta Youcat - ripetizione) Fa parte di ogni confessione l'esame di coscienza, la contrizione, il proposito, la confessione e la soddisfazione.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1458 a) Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa [Concilio di Trento: DS, 1680; CIC canone 988, § 2]. In effetti, la confessione regolare dei peccati veniali ci aiuta a formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello Spirito.

Per meditare

(Commento Youcat) L'esame di coscienza dovrebbe essere approfondito, ma non può mai essere esaustivo; con una confessione esteriore, senza un vero pentimento, nessuno può essere assolto dai propri peccati. Altrettanto indispensabile è proposito di non commettere più il peccato; dobbiamo necessariamente anche esprimere i nostri peccati al confessore, cioè confessarci; fa parte della confessione anche la penitenza o riparazione, che il confessore impone al penitente per la riparazione del male commesso.

(Commento CCC) (CCC 1458 b) Ricevendo più frequentemente, attraverso questo sacramento, il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi come lui [Lc 6,36]: “Chi riconosce i propri peccati e li condanna, è già d'accordo con Dio. Dio condanna i tuoi peccati; e se anche tu li condanni, ti unisci a Dio. L'uomo e il peccatore sono due cose distinte: l'uomo è opera di Dio, il peccatore è opera tua, o uomo. Distruggi ciò che tu hai fatto, affinché Dio salvi ciò che egli ha fatto. […] Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perché condanni le tue opere cattive. Le opere buone cominciano col riconoscimento delle opere cattive. Operi la verità, e così vieni alla Luce” [Sant'Agostino, In Johannis evangelium tractatus, 12, 13: PL 35, 1491]. (Continua)

(Continua la domanda: Qual è la mia parte in una confessione?)

mercoledì 27 gennaio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 232 – Parte IV.




YOUCAT Domanda n. 232 - Parte IV. Qual è la mia parte in una confessione?


(Risposta Youcat - ripetizione) Fa parte di ogni confessione l'esame di coscienza, la contrizione, il proposito, la confessione e la soddisfazione.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1457) Secondo il precetto della Chiesa, “ogni fedele, raggiunta l'età della discrezione, è tenuto all'obbligo di confessare fedelmente i propri peccati gravi, almeno una volta nell'anno” [CIC canone 989; Concilio di Trento: DS 1683; 1708]. Colui che è consapevole di aver commesso un peccato mortale non deve ricevere la santa Comunione, anche se prova una grande contrizione, senza aver prima ricevuto l'assoluzione sacramentale [Concilio di Trento: DS 1647; 1661], a meno che non abbia un motivo grave per comunicarsi e non gli sia possibile accedere a un confessore [CIC canone 916; CCEO canone 711]. I fanciulli devono accostarsi al sacramento della Penitenza prima di ricevere per la prima volta la Santa Comunione [CIC canone 914].  

Per meditare

(Commento Youcat) L'esame di coscienza dovrebbe essere approfondito, ma non può mai essere esaustivo; con una confessione esteriore, senza un vero pentimento, nessuno può essere assolto dai propri peccati. Altrettanto indispensabile è proposito di non commettere più il peccato; dobbiamo necessariamente anche esprimere i nostri peccati al confessore, cioè confessarci; fa parte della confessione anche la penitenza o riparazione, che il confessore impone al penitente per la riparazione del male commesso.

(Commento CCC) (CCC 1459) Molti peccati recano offesa al prossimo. Bisogna fare il possibile per riparare (ad esempio restituire cose rubate, ristabilire la reputazione di chi è stato calunniato, risanare le ferite). La semplice giustizia lo esige. Ma, in più, il peccato ferisce e indebolisce il peccatore stesso, come anche le sue relazioni con Dio e con il prossimo. L'assoluzione toglie il peccato, ma non porta rimedio a tutti i disordini che il peccato ha causato [Concilio di Trento: DS 1712]. Risollevato dal peccato, il peccatore deve ancora recuperare la piena salute spirituale. Deve dunque fare qualcosa di più per riparare le proprie colpe: deve “soddisfare” in maniera adeguata o “espiare” i suoi peccati. Questa soddisfazione si chiama anche “penitenza”. (Continua)

(Continua la domanda: Qual è la mia parte in una confessione?)