martedì 31 maggio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 295



YOUCAT Domanda n. 295 - Parte II. Che cos'è la coscienza?


(Risposta Youcat – ripetizione) La coscienza è la voce interiore di un uomo che lo spinge incondizionatamente a fare il bene e ad evitare incondizionatamente il male; al tempo stesso è la capacità di discernere l'uno dall'altro, ed è il luogo in cui Dio parla all'uomo.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1778) La coscienza morale è un giudizio della ragione mediante il quale la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto che sta per porre, sta compiendo o ha compiuto. In tutto quello che dice e fa, l'uomo ha il dovere di seguire fedelmente ciò che sa essere giusto e retto. E' attraverso il giudizio della propria coscienza che l'uomo percepisce e riconosce i precetti della Legge divina: La coscienza “è una legge del nostro spirito, ma che lo supera, che ci dà degli ordini, che indica responsabilità e dovere, timore e speranza. […] Essa è la messaggera di colui che, nel mondo della natura come in quello della grazia, ci parla velatamente, ci istruisce e ci guida. La coscienza è il primo di tutti i vicari di Cristo” [John Henry Newman, Lettera al Duca di Norfolk, 5: Certain Difficulties felt by Anglicans in Catholic Teaching, v. 2 (Westminster 1969)].    

Per meditare

(Commento Youcat) La coscienza è spesso paragonata ad una voce interiore con la quale Dio stesso si mostra nell'intimo dell'uomo; è Dio che si manifesta nella coscienza. L'espressione: «In coscienza, non me la sento di fare questo», si traduce per un cristiano: «Non posso compiere questo al cospetto del mio Dio». Per fedeltà alla loro coscienza molti uomini sono finiti in carcere e fin sul patibolo.

(Commento CCC) (CCC 1783) La coscienza deve essere educata e il giudizio morale illuminato. Una coscienza ben formata è retta e veritiera. Essa formula i suoi giudizi seguendo la ragione, in conformità al vero bene voluto dalla sapienza del Creatore. L'educazione della coscienza è indispensabile per esseri umani esposti a influenze negative e tentati dal peccato a preferire il loro proprio giudizio e a rifiutare gli insegnamenti certi.

(Continua la domanda: Che cos'è la coscienza?)

lunedì 30 maggio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 295



YOUCAT Domanda n. 295 - Parte I. Che cos'è la coscienza?


(Risposta Youcat) La coscienza è la voce interiore di un uomo che lo spinge incondizionatamente a fare il bene e ad evitare incondizionatamente il male; al tempo stesso è la capacità di discernere l'uno dall'altro, ed è il luogo in cui Dio parla all'uomo.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1776) “Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, quando occorre, chiaramente parla alle orecchie del cuore […] L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al suo cuore […]. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell'intimità propria” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 16].  6 (CCC 1786) Messa di fronte ad una scelta morale, la coscienza può dare sia un giudizio retto in accordo con la ragione e con la legge divina, sia, al contrario, un giudizio erroneo che da esse si discosta.

Per meditare

(Commento Youcat) La coscienza è spesso paragonata ad una voce interiore con la quale Dio stesso si mostra nell'intimo dell'uomo; è Dio che si manifesta nella coscienza. L'espressione: «In coscienza, non me la sento di fare questo», si traduce per un cristiano: «Non posso compiere questo al cospetto del mio Dio». Per fedeltà alla loro coscienza molti uomini sono finiti in carcere e fin sul patibolo.   

(Commento CCC) (CCC 1777) Presente nell'intimo della persona, la coscienza morale [Rm 2,14-16] le ingiunge, al momento opportuno, di compiere il bene e di evitare il male. Essa giudica anche le scelte concrete, approvando quelle che sono buone, denunciando quelle cattive [Rm 1,32]. Attesta l'autorità della verità in riferimento al Bene supremo, di cui la persona umana avverte l'attrattiva ed accoglie i comandi. Quando ascolta la coscienza morale, l'uomo prudente può sentire Dio che parla.    
 
(Continua la domanda:  Che cos'è la coscienza?)

domenica 29 maggio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 294




YOUCAT Domanda n. 294 - Parte II. Si è peccatori quando si provano in sé forti passioni?


(Risposta Youcat – ripetizione) No, le passioni possono essere pulsioni di grande valore; esse, che sono fatte per compiere il bene con energia, possono spingere al male solo se male indirizzate.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1769) Nella vita cristiana, lo Spirito Santo compie la sua opera mobilitando tutto l'essere, compresi i suoi dolori, i suoi timori e le sue tristezze, come è evidente nell'agonia e nella passione del Signore. In Cristo, i sentimenti umani possono ricevere la loro perfezione nella carità e nella beatitudine divina.  (CCC 1770) La perfezione morale consiste nel fatto che l'uomo non sia indotto al bene soltanto dalla volontà, ma anche dal suo appetito sensibile, secondo queste parole del Salmo: “Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente” (Sal 84,3).

Per meditare

(Commento Youcat) Le passioni che vengono indirizzate al bene divengono virtù: sono il carburante di una vita battagliera a favore dell'amore e della giustizia; ma se le passioni dominano l'uomo, lo privano della sua libertà e lo seducono al male, si chiamano vizi.    

(Commento CCC) (CCC 1773) Nelle passioni, intese come moti della sensibilità, non c'è né bene né male morale. Ma nella misura in cui dipendono o no dalla ragione e dalla volontà, c'è in esse il bene o il male morale. (CCC 1774) Le emozioni e i sentimenti possono essere assunti nelle virtù, o pervertiti nei vizi.  (CCC 1775) La perfezione del bene morale si ha quando l'uomo non è indotto al bene dalla sola volontà, ma anche dal suo “cuore”.

(Prossima domanda: Che cos'è la coscienza?)

sabato 28 maggio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 294



YOUCAT Domanda n. 294 - Parte I. Si è peccatori quando si provano in sé forti passioni?


(Risposta Youcat) No, le passioni possono essere pulsioni di grande valore; esse, che sono fatte per compiere il bene con energia, possono spingere al male solo se male indirizzate.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1767) Le passioni, in se stesse, non sono né buone né cattive. Non ricevono qualificazione morale se non nella misura in cui dipendono effettivamente dalla ragione e dalla volontà. Le passioni sono dette volontarie “o perché sono comandate dalla volontà, oppure perché la volontà non vi resiste” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I-II, 24, 1]. E' proprio della perfezione del bene morale o umano che le passioni siano regolate dalla ragione [Ib., I-II, 24, 3].   

Per meditare

(Commento Youcat)Le passioni che vengono indirizzate al bene divengono virtù: sono il carburante di una vita battagliera a favore dell'amore e della giustizia; ma se le passioni dominano l'uomo, lo privano della sua libertà e lo seducono al male, si chiamano vizi.    

(Commento CCC) (CCC 1768) Non sono i grandi sentimenti a decidere della moralità o della santità delle persone; essi sono la riserva inesauribile delle immagini e degli affetti nei quali si esprime la vita morale. Le passioni sono moralmente buone quando contribuiscono ad un'azione buona; sono cattive nel caso contrario. La volontà retta ordina al bene e alla beatitudine i moti sensibili che essa assume; la volontà cattiva cede alle passioni disordinate e le inasprisce. Le emozioni e i sentimenti possono essere assunti nelle virtù, o pervertiti nei vizi

(Continua la domanda: Si è peccatori quando si provano in sé forti passioni?)

venerdì 27 maggio 2016

Commento CCC a YouCat Domanda n. 293



YOUCAT Domanda n. 293 - Parte II. Perché Dio ci ha dato le passioni?


(Risposta Youcat – ripetizione) Le passioni esistono perché, tramite forti emozioni e chiare percezioni, per mezzo del giusto siamo attratti dal bene e respinti dal male.   

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1765) Le passioni sono molte. Quella fondamentale è l'amore provocato dall'attrattiva del bene. L'amore suscita il desiderio del bene che non si ha e la speranza di conseguirlo. Questo movimento ha il suo termine nel piacere e nella gioia del bene posseduto. Il timore del male causa l'odio, l'avversione e lo spavento del male futuro. Questo movimento finisce nella tristezza del male presente o nella collera che vi si oppone.     

Per meditare

(Commento Youcat) Dio ha creato l'uomo capace di amare o di odiare, di desiderare o rispettare determinate cose, in modo che venga attratto da certe e che ne tema altre, che possa provare gioia piena, tristezza completa o ira. Nel profondo del suo cuore, l'uomo ama sempre il bene e odia il male - o almeno quello che crede tale.  

(Commento CCC) (CCC 1766) “Amare è volere il bene di qualcuno” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I-II, 26, 4]. Qualsiasi altro affetto ha la sua sorgente in questo moto originario del cuore dell'uomo verso il bene. Non si ama che il bene [Sant'Agostino, De Trinitate, 8, 3, 4: PL 42, 949]. “Le passioni sono cattive se l'amore è cattivo, buone se l'amore è buono” [Sant'Agostino, De civitate Dei, 14, 7: PL 41, 410]. 
 
(Prossima domanda: Si è peccatori quando si provano in sé forti passioni?)