martedì 31 gennaio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 364 – Parte I.



YOUCAT Domanda n. 364 – Parte I. Perché i cristiani hanno sostituito il sabato con la domenica?


(Risposta Youcat) I cristiani hanno sostituito la festività del Sabato con quella della domenica perché Gesù Cristo è risorto dai morti di domenica. Il «giorno del Signore» eredita però degli elementi del sabato ebraico.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2174) Gesù è risorto dai morti “il primo giorno della settimana” (Mt 28,1; Mc 16,2; Lc 24,1; Gv 20,1). In quanto “primo giorno”, il giorno della risurrezione di Cristo richiama la prima creazione. In quanto “ottavo giorno”, che segue il sabato [Mc 16,1; Mt 28,1], esso significa la nuova creazione inaugurata con la risurrezione di Cristo. E' diventato, per i cristiani, il primo di tutti i giorni, la prima di tutte le feste, il giorno del Signore (“e kyriaké eméra”, “dies dominica”), la “domenica”: “Ci raduniamo tutti insieme nel giorno del sole, poiché questo è il primo giorno [dopo il sabato, ma anche il primo giorno] nel quale Dio, trasformate le tenebre e la materia, creò il mondo; sempre in questo giorno Gesù Cristo, il nostro Salvatore, risuscitò dai morti” [San Giustino, Apologie, 1, 67: PG  6, 429-432].  

 Per meditare

(Commento Youcat) La domenica cristiana ha tre elementi fondamentali: 1. rinvia alla creazione del mondo e comunica al tempo stesso lo splendore festivo della bontà di Dio; 2. rinvia all'«ottavo giorno della creazione», in cui il mondo fu creato nuovo in Cristo (una preghiera della veglia pasquale recita: «Hai creato il mondo in modo meraviglioso e in modo ancor più meraviglioso lo hai redento»); 3. recupera il motivo del riposo, e non solo per santificare l'interruzione del lavoro, ma per rinviare già adesso al riposo eterno dell'uomo in Dio.

(Commento CCC) (CCC 2190) Il sabato, che rappresentava il compimento della prima creazione, è sostituito dalla domenica, che ricorda la nuova creazione, iniziata con la Risurrezione di Cristo. (CCC 2191) La Chiesa celebra il giorno della Risurrezione di Cristo nell'ottavo giorno, che si chiama giustamente giorno del Signore, o domenica [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 106].   

(Continua la domanda: Perché i cristiani hanno sostituito il sabato con la domenica?)

lunedì 30 gennaio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 363



   

YOUCAT Domanda n. 363 – Qual è il rapporto di Gesù col sabato?


(Risposta Youcat) Gesù rispetta il sabato, ma il suo rapporto con esso è di sovrana libertà: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato» (Mc 2, 27).

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2173) Il Vangelo riferisce numerose occasioni nelle quali Gesù viene accusato di violare la legge del sabato. Ma Gesù non viola mai la santità di tale giorno [Mc 1,21; Gv 9,16]. Egli con autorità ne dà l'interpretazione autentica: “Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato”(Mc 2,27) Nella sua bontà, Cristo ritiene lecito in giorno di sabato fare il bene anziché il male, salvare una vita anziché toglierla (Mc 3,4). Il sabato è il giorno del Signore delle misericordie e dell'onore di Dio [Mt 12,5; Gv 7,23]. “Il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato” (Mc 2,28).

Per meditare

(Commento Youcat) Il fatto che Gesù si riservi la facoltà di operare delle guarigioni in giorno di Sabato fornendone un'interpretazione spirituale, pone gli ebrei suoi contemporanei di fronte alla decisione: o Gesù è il Messia inviato da Dio e quindi è il «Signore del sabato» (Mc 2, 28), oppure è un semplice uomo, e la libertà che egli usa nei confronti del sabato è un peccato contro la Legge.

(Commento CCC) (CCC 577) Gesù ha fatto una solenne precisazione all'inizio del Discorso della Montagna, quando ha presentato, alla luce della grazia della Nuova Alleanza, la Legge data da Dio sul Sinai al momento della prima Alleanza: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla Legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli” (Mt 5,17-19).     

(Prossima domanda: Perché i cristiani hanno sostituito il sabato con la domenica?)

sabato 28 gennaio 2017

Quarta Domenica Tempo Ordinario A: Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli



Quarta Domenica Tempo Ordinario A: Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli 


Questa quarta Domenica ci ricorda che il segreto per ottenere sempre l’aiuto, l’intervento e la protezione divini è uno solo: cercare Dio, fare sempre la sua volontà, mantenersi fedeli alla sua parola. Egli protegge e aiuta sempre i suoi fedeli che il mondo osteggia, per cui non ne lascerà mai perire o soccombere nessuno.

Ascoltiamo la Parola di Dio 


Sof 2, 3; 3, 12-13: “3Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra, che eseguite i suoi ordini, cercate la giustizia, cercate l'umiltà; forse potrete trovarvi al riparo nel giorno dell'ira del Signore. 12Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero". Confiderà nel nome del Signore13il resto d'Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta. Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti”.

1 Corinzi 1, 26-31: “26Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili. 27Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; 28quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, 29perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio. 30Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, 31perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore”.

Mt 5, 1-12a: “In quel tempo, 1Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:3"Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. 4Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. 5Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. 6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.7Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. 8Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 9Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. 10Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.

Meditiamo con lo Spirito Santo


Più di sei secoli prima di Cristo, il profeta Sofonia fu mandato dal Signore alle classi dominanti del popolo di Dio: ricchi commercianti, alti funzionari, capi del popolo, ecc., che approfittavano delle loro posizioni per arricchirsi a danno dei poveri e a spese del popolo umile. Egli le rimproverò severamente, mentre invece esortò i poveri e gli umili a continuare a fare, con coraggio e umiltà, tutto quello che è giusto e onesto agli occhi di Dio. Il Signore promise ai poveri e umili che, pur essendo una minoranza, un piccolo gregge e un piccolo resto, avrebbe affidato loro i suoi progetti di salvezza e i suoi disegni di santità. Più si sarebbero mantenuti piccoli, poveri e umili, più li avrebbe colmati di grazie e di aiuto e avrebbe agito in loro, e per mezzo di loro. 
Il segreto per ottenere sempre l’aiuto divino, il suo intervento e la sua protezione è uno solo: cercare Dio, fare la sua volontà, mantenersi sempre fedeli alla sua parola. La seconda lettura di questa domenica, 1ª Corinzi è molto chiara: Dio ha scelto ciò che per il mondo è stolto, per confondere i sapienti; ciò che è debole, per confondere i forti; ciò che è ignobile, disprezzato e nulla per ridurre al nulla le cose che sono. Cristo per noi si è fatto sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché possiamo vantarci solamente in Lui. Egli protegge e aiuta sempre i suoi fedeli che il mondo osteggia. Non lascerà perire o soccombere nessuno di loro. 
Il Vangelo approfondisce queste promesse, precisando la natura della protezione e dell’aiuto di Gesù. Esse sono le sue beatitudini, promesse divine e condizioni con le quali Cristo sovverte e capovolge tutte le valutazioni umane. Nel suo Regno sono privilegiati: i deboli, non i forti; i poveri, non i ricchi; gli afflitti, non i gaudenti; i miti non i prepotenti; gli affamati e assetati, non i sazi; i misericordiosi, non i severi inflessibili; i pacifici, non i violenti; i perseguitati, non i persecutori; gli insultati e derisi, non gli insultatori e derisori. Le beatitudini disegnano alla perfezione il volto di Cristo e gli atteggiamenti vincenti del suo Regno
Solo questi ottengono la vittoria sul mondo. Gesù lo ha promesso: “Non temete, io ho vinto il mondo”, aggiungendo che la nostra fede in Lui sarà la nostra vittoria sul mondo. Le cosiddette vittorie del mondo in realtà sono solo sconfitte. Il Regno dei cieli, dice il Concilio Vaticano II, avanza sempre nell’umanità e nella storia fra le tribolazioni della terra e le consolazioni del cielo. In questo modo, con la potente grazia del Signore, supera tutte le opposizioni, gli ostacoli e le persecuzioni di ogni genere. 
Gesù ci ha avvertiti: se hanno combattuto lui, combatteranno anche i suoi seguaci: profeti, sacerdoti, discepoli, apostoli, credenti in lui. La sorte dei suoi seguaci, quindi, è la stessa del loro Maestro. Tutto quello che ha portato il Figlio di Dio dalla Croce e il Calvario alla Resurrezione e alla Gloria, porterà anche noi alla nostra resurrezione, gloria e beatitudine eterne che ci ha promesso.  

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 




Ricordando che Dio ha promesso ai poveri e gli umili la gioia del suo regno, la nostra prima richiesta è di concederci il dono di poterlo adorare con tutta l’anima e di poter amare tutti i nostri fratelli nella carità del Cristo. La seconda domanda è che la Chiesa non si lasci sedurre dalle potenze del mondo ma, come i piccoli e i poveri del vangelo segua con fiducia il suo sposo e Signore, sperimentando la forza del suo Spirito: “Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo”. “O Dio, che hai promesso ai poveri e agli umili la gioia del tuo regno, fa’ che la Chiesa non si lasci sedurre dalle potenze del mondo, ma a somiglianza dei piccoli del vangelo segua con fiducia il suo sposo e Signore, per sperimentare la forza del tuo Spirito”. 

Nell’offrire al Signore il Pane e il vino gli chiediamo di accogliere con bontà i doni che noi, suo popolo santo, deponiamo sul suo altare, e di trasformarli in sacramento di salvezza: “Accogli con bontà, o Signore, questi doni che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull’altare, e trasformali in sacramento di salvezza”.

Ringraziando il Signore per averci nutriti alla sua mensa, gli chiediamo che la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, consenta di estendere la vera fede sino agli estremi confini della terra: “O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra”.
GUALBERTO GISMONDI

venerdì 27 gennaio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 362



YOUCAT Domanda n. 362 – Perché in Israele si festeggia il sabato?


(Risposta Youcat) Per il popolo di Israele il Sabato è il più grande segno con cui ci si ricorda di Dio, Creatore e Redentore.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2168) Il terzo comandamento del Decalogo ricorda la santità del sabato: “Il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore” (Es 31,15). (CCC 2169) La Scrittura a questo proposito fa memoria della creazione: “Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro”(Es 20,11). (CCC 2170) La Scrittura rivela nel giorno del Signore anche un memoriale della liberazione di Israele dalla schiavitù d'Egitto: “Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato” (Dt 5,15).     

Per meditare

(Commento Youcat) Il Sabato rinvia da una parte al settimo giorno della creazione: allora si dice che Dio «ha cessato e ha preso respiro» (Es 31,17), per autorizzare tutti gli uomini, per così dire, ad interrompere il lavoro e riprendere nuovamente fiato; i servi stessi potevano riposarsi di sabato. D'altra parte il sabato rinvia all'altro grande segno, la liberazione di Israele dalla schiavitù d'Egitto: «Ricorda che sei stato schiavo nella terra d'Egitto» (Dt 5, 15). Il sabato è quindi la festa della libertà umana, di sabato si può riprendere respiro e di sabato viene meno la divisione del mondo fra servi e padroni. Nell'Ebraismo tradizionale questo giorno di libertà e di riposo è anche per così dire un anticipo del mondo venturo. 

(Commento CCC) (CCC 2171) Dio ha affidato a Israele il sabato perché lo rispetti in segno dell'Alleanza perenne [Es 31,16]. Il sabato è per il Signore, santamente riservato alla lode di Dio, della sua opera creatrice e delle sue azioni salvifiche in favore di Israele. (CCC 2172) L'agire di Dio è modello dell'agire umano. Se Dio nel settimo giorno “si è riposato” (Es 31,17), anche l'uomo deve “far riposo” e lasciare che gli altri, soprattutto i poveri, “possano goder quiete” (Es 23,12). Il sabato sospende le attività quotidiane e concede una tregua. E' un giorno di protesta contro le schiavitù del lavoro e il culto del denaro [Ne 13,15-22; 2Cr 36,21].   (CCC 2189) “Osserva il giorno di sabato per santificarlo” (Dt 5,12). “Il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore” (Es 31,15).   

(Prossima domanda: Qual è il rapporto di Gesù col sabato?)