venerdì 31 marzo 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 379 – Parte III



YOUCAT Domanda n. 379 – Parte III. Quali azioni sono proibite dal divieto di uccidere?


(Risposta Youcat – ripetizione) È proibito l'omicidio e la complicità all'omicidio; è proibito uccidere in guerra al di fuori delle strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare; è proibito l'aborto, fin dal concepimento della persona umana; sono proibiti il suicidio, l'automutilazione e l'autodistruzione; è proibita anche l'eutanasia, ossia l'uccisione di persone handicappate, malate o prossime alla morte.  

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2272) La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. “Chi procura l'aborto, ottenendo l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae” [CIC canone 1398] “per il fatto stesso d'aver commesso il delitto” [CIC canone 1314] e alle condizioni previste dal Diritto [CIC canoni 1323-1324]. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all'innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.

Per meditare

(Commento Youcat) Al giorno d'oggi capita spesso di eludere il divieto di uccidere con argomenti ispirati ad un apparente umanitarismo; ma in realtà né l'eutanasia né l'aborto sono soluzioni umane e per questo in tali questioni la Chiesa è di chiarezza definitiva. Chiunque prenda parte ad un aborto, costringa o anche solo consigli un'altra persona a commetterlo è automaticamente scomunicato, analogamente a quanto succede per altri delitti commessi contro la vita. Quando invece una persona psichicamente malata si toglie la vita, la sua responsabilità in materia è spesso ridotta e talvolta addirittura inesistente. 

(Commento CCC) (CCC 2274) L'embrione, poiché fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovrà essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano. La diagnosi prenatale è moralmente lecita, se “rispetta la vita e l'integrità dell'embrione e del feto umano ed è orientata alla sua salvaguardia o alla sua guarigione individuale […]. Ma essa è gravemente in contrasto con la legge morale quando contempla l'eventualità, in dipendenza dai risultati, di provocare un aborto: una diagnosi […] non deve equivalere a una sentenza di morte” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 1, 2].   

(Continua la domanda: Quali azioni sono proibite dal divieto di uccidere?)

giovedì 30 marzo 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 379 – Parte II.



YOUCAT Domanda n. 379 – Parte II. Quali azioni sono proibite dal divieto di uccidere?


(Risposta Youcat – ripetizione) È proibito l'omicidio e la complicità all'omicidio; è proibito uccidere in guerra al di fuori delle strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare; è proibito l'aborto, fin dal concepimento della persona umana; sono proibiti il suicidio, l'automutilazione e l'autodistruzione; è proibita anche l'eutanasia, ossia l'uccisione di persone handicappate, malate o prossime alla morte.    

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2270) La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l'essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 1, 1]. “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato” (Ger 1,5). “Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra” (Sal 139,15).

Per meditare

(Commento Youcat) Al giorno d'oggi capita spesso di eludere il divieto di uccidere con argomenti ispirati ad un apparente umanitarismo; ma in realtà né l'eutanasia né l'aborto sono soluzioni umane e per questo in tali questioni la Chiesa è di chiarezza definitiva. Chiunque prenda parte ad un aborto, costringa o anche solo consigli un'altra persona a commetterlo è automaticamente scomunicato, analogamente a quanto succede per altri delitti commessi contro la vita. Quando invece una persona psichicamente malata si toglie la vita, la sua responsabilità in materia è spesso ridotta e talvolta addirittura inesistente. 

(Commento CCC) (CCC 2271) Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale: “Non uccidere il bimbo con l'aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita” [Didaché, 2, 2; Lettera dello Pseudo Barnaba, 19, 5; Lettera a Diogneto, 5, 6; Tertulliano, Apologeticum, 9, 8: PL 1, 371-372]. “Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita, missione che deve essere adempiuta in modo umano. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l'aborto come l'infanticidio sono abominevoli delitti” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 51].  

(Continua la domanda: Quali azioni sono proibite dal divieto di uccidere?)

mercoledì 29 marzo 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 379 - Parte I.





YOUCAT Domanda n. 379 – Parte I. Quali azioni sono proibite dal divieto di uccidere?


(Risposta Youcat) È proibito l'omicidio e la complicità all'omicidio; è proibito uccidere in guerra al di fuori delle strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare; è proibito l'aborto, fin dal concepimento della persona umana; sono proibiti il suicidio, l'automutilazione e l'autodistruzione; è proibita anche l'eutanasia, ossia l'uccisione di persone handicappate, malate o prossime alla morte.     

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2268) Il quinto comandamento proibisce come gravemente peccaminoso l'omicidio diretto e volontario. L'omicida e coloro che volontariamente cooperano all'uccisione commettono un peccato che grida vendetta al cielo [Gen 4,10]. L'infanticidio [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 51], il fratricidio, il parricidio e l'uccisione del coniuge sono crimini particolarmente gravi a motivo dei vincoli naturali che infrangono. Preoccupazioni eugenetiche o di igiene pubblica non possono giustificare nessuna uccisione, fosse anche comandata dai pubblici poteri.  

Per meditare

(Commento Youcat) Al giorno d'oggi capita spesso di eludere il divieto di uccidere con argomenti ispirati ad un apparente umanitarismo; ma in realtà né l'eutanasia né l'aborto sono soluzioni umane e per questo in tali questioni la Chiesa è di chiarezza definitiva. Chiunque prenda parte ad un aborto, costringa o anche solo consigli un'altra persona a commetterlo è automaticamente scomunicato, analogamente a quanto succede per altri delitti commessi contro la vita. Quando invece una persona psichicamente malata si toglie la vita, la sua responsabilità in materia è spesso ridotta e talvolta addirittura inesistente. 

(Commento CCC) (CCC 2269) Il quinto comandamento proibisce qualsiasi azione fatta con l'intenzione di provocare indirettamente la morte di una persona. La legge morale vieta tanto di esporre qualcuno ad un rischio mortale senza grave motivo, quanto di rifiutare l'assistenza ad una persona in pericolo. Tollerare, da parte della società umana, condizioni di miseria che portano alla morte senza che ci si sforzi di porvi rimedio, è una scandalosa ingiustizia e una colpa grave. Quanti nei commerci usano pratiche usuraie e mercantili che provocano la fame e la morte dei loro fratelli in umanità, commettono indirettamente un omicidio, che è loro imputabile [Am 8,4-10]. L'omicidio involontario non è moralmente imputabile. Ma non si è scagionati da una colpa grave qualora, senza motivi proporzionati, si è agito in modo tale da causare la morte, anche senza l'intenzione di provocarla.

(Continua la domanda: Quali azioni sono proibite dal divieto di uccidere?)

martedì 28 marzo 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 378 - Parte II





YOUCAT Domanda n. 378 – Parte II. Perché non si può privare della vita né se stessi né gli altri?


(Risposta Youcat – ripetizione) Solo Dio è il Signore della vita e della morte; eccetto i casi di legittima difesa e di emergenza, nessun uomo può uccidere un altro uomo.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2260) L'alleanza tra Dio e l'umanità è intessuta di richiami al dono divino della vita umana e alla violenza omicida dell'uomo: “Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto […]. Chi sparge il sangue dell'uomo, dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio egli ha fatto l'uomo” (Gen 9,5-6). L'Antico Testamento ha sempre ritenuto il sangue come un segno sacro della vita [Lv 17,14]. Questo insegnamento è necessario in ogni tempo.  (CCC 2261) La Scrittura precisa la proibizione del quinto comandamento: “Non far morire l'innocente e il giusto” (Es 23,7). L'uccisione volontaria di un innocente è gravemente contraria alla dignità dell'essere umano, alla “regola d'oro” e alla santità del Creatore. La legge che vieta questo omicidio ha una validità universale: obbliga tutti e ciascuno, sempre e dappertutto.     

Per meditare

(Commento Youcat) La violazione della vita è un sacrilegio di fronte a Dio. La vita umana è sacra, il che significa che appartiene a Dio e che è sua proprietà; egli ci ha donato la vita, e solo lui può togliercela. Nel libro dell'Esodo sta scritto letteralmente: «Non ucciderai!» (Es 20, 13).

(Commento CCC) (CCC 2318) Dio “ha in mano l'anima di ogni vivente e il soffio di ogni carne umana” (Gb 12,10).  (CCC 2319) Ogni vita umana, dal momento del concepimento fino alla morte, è sacra, perché la persona umana è stata voluta per se stessa ad immagine e somiglianza del Dio vivente e santo. (CCC 2320) L'uccisione di un essere umano è gravemente contraria alla dignità della persona e alla santità del Creatore. 

(Prossima domanda: Quali azioni sono proibite dal divieto di uccidere?)

lunedì 27 marzo 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 378 – Parte I



YOUCAT Domanda n. 378 – Parte I. Perché non si può privare della vita né se stessi né gli altri?


(Risposta Youcat) Solo Dio è il Signore della vita e della morte; eccetto i casi di legittima difesa e di emergenza, nessun uomo può uccidere un altro uomo.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2258) “La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, Introductio, 5].  (CCC 2262) Nel discorso della montagna il Signore richiama il precetto: “Non uccidere” (Mt 5,21); vi aggiunge la proibizione dell'ira, dell'odio, della vendetta. Ancora di più: Cristo chiede al suo discepolo di porgere l'altra guancia [Mt 5,22-39], di amare i propri nemici [Mt 5,44]. Egli stesso non si è difeso e ha ingiunto a Pietro di rimettere la spada nel fodero [Mt 26,52].

Per meditare

(Commento Youcat) La violazione della vita è un sacrilegio di fronte a Dio. La vita umana è sacra, il che significa che appartiene a Dio e che è sua proprietà; egli ci ha donato la vita, e solo lui può togliercela. Nel libro dell'Esodo sta scritto letteralmente: «Non ucciderai!» (Es 20, 13).

(Commento CCC) (CCC 2262) La Scrittura, nel racconto dell'uccisione di Abele da parte del fratello Caino [Gen 4,8-12], rivela, fin dagli inizi della storia umana, la presenza nell'uomo della collera e della cupidigia, conseguenze del peccato originale. L'uomo è diventato il nemico del suo simile. Dio dichiara la scelleratezza di questo fratricidio: “Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello” Gen 4,10-11).     

(Continua la domanda: Perché non si può privare della vita né se stessi né gli altri?)