mercoledì 31 maggio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 404



YOUCAT Domanda n. 404 - Che cos'è l'amore casto, e perché un cristiano deve vivere in castità?


(Risposta Youcat) Un amore casto è un amore che si difende da tutte le forze interne ed esterne che potrebbero distruggerlo; è casto chi ha accettato la propria sessualità e l'ha bene integrata nella propria personalità. Castità e continenza non sono la stessa cosa: anche chi ha una vota sessualmente attiva all'interno del matrimonio deve essere casto; una persona è casta quando le sue azioni fisiche sono espressione di un amore fedele e affidabile.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 1766) “Amare è volere il bene di qualcuno” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I-II, 26, 4]. Qualsiasi altro affetto ha la sua sorgente in questo moto originario del cuore dell'uomo verso il bene. Non si ama che il bene [Sant'Agostino, De Trinitate, 8, 3, 4: PL 42, 949]. “Le passioni sono cattive se l'amore è cattivo, buone se l'amore è buono” [Sant'Agostino, De civitate Dei, 14, 7: PL 41, 410]. (CCC 1767) Le passioni, in se stesse, non sono né buone né cattive. Non ricevono qualificazione morale se non nella misura in cui dipendono effettivamente dalla ragione e dalla volontà. Le passioni sono dette volontarie “o perché sono comandate dalla volontà, oppure perché la volontà non vi resiste” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I-II, 24, 1]. E' proprio della perfezione del bene morale o umano che le passioni siano regolate dalla ragione [Ib., I-II, 24, 3].

Per meditare

(Commento Youcat) La castità non va presa per sessuofobia; una persona che viva casta non è in balia dei suoi desideri, ma vive la propria sessualità in maniera consapevole dal punto vista dell'amore e come espressione di questo; il suo contrario indebolisce l'amore e ne offusca il senso. La Chiesa cattolica difende un'impostazione integrale dell'amore: a questo appartengono in primo luogo il piacere fisico, che è qualcosa di buono e di bello, in secondo luogo l'amore personale e in terzo luogo l'apertura a ricevere dei figli. La Chiesa cattolica è dell'avviso che queste tre componenti dell'amore debbano restare unite fra loro, allo stesso modo che luppolo, malto e acqua non hanno di per sé un buon sapore, finché sono separati, ma, mescolati insieme, formano la birra, che è ottima. Se un uomo avesse una donna per il piacere sessuale, una per il personale lirismo d'amore ed una per la procreazione dei figli le ridurrebbe tutte e tre a degli strumenti senza amarne veramente nessuna.  

(Commento CCC) (CCC 2338) La persona casta conserva l'integrità delle forze di vita e di amore che sono in lei. Tale integrità assicura l'unità della persona e si oppone a ogni comportamento che la ferirebbe. Non tollera né doppiezza di vita, né doppiezza di linguaggio [Mt 5,37].  

(Prossima domanda: Come si può vivere un amore casto, e cosa ci aiuta a praticarlo?)

martedì 30 maggio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 403



YOUCAT Domanda n.  403 Qual è il rapporto fra l'amore e la sessualità?


(Risposta Youcat) Amore e sessualità sono legati inscindibilmente; l'unione sessuale necessita il contesto di un amore fedele ed affidabile.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2337) La castità esprime la raggiunta integrazione della sessualità nella persona e conseguentemente l'unità interiore dell'uomo nel suo essere corporeo e spirituale. La sessualità, nella quale si manifesta l'appartenenza dell'uomo al mondo materiale e biologico, diventa personale e veramente umana allorché è integrata nella relazione da persona a persona, nel dono reciproco, totale e illimitato nel tempo, dell'uomo e della donna. La virtù della castità, quindi, comporta l'integrità della persona e l'integralità del dono.

Per meditare

(Commento Youcat) Quando la sessualità viene separata dall'amore e viene ricercata solo per la soddisfazione, si annienta il senso dell'unione sessuale fra l'uomo e la donna, che è invece la più bella espressione, fisica e sensuale, dell'amore. Le persone che ricercano il sesso senza amore mentono, poiché nel loro caso la vicinanza fisica non corrisponde a quella del cuore; e chi non prende sul serio il linguaggio del proprio corpo danneggia in maniera durevole il proprio corpo e la propria anima. Allora il sesso diviene disumano, viene degradato a mezzo di godimento e diventa una merce. Un amore vincolante e durevole dà luogo ad una sessualità vissuta umanamente e destinata a creare una felicità durevole.  

(Commento CCC) (CCC 2349) “La castità deve distinguere le persone nei loro differenti stati di vita: le une nella verginità o nel celibato consacrato, un modo eminente di dedicarsi più facilmente a Dio solo, con cuore indiviso; le altre, nella maniera quale è determinata per tutti dalla legge morale e secondo che siano sposate o celibi” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana, 11]. Le persone sposate sono chiamate a vivere la castità coniugale; le altre praticano la castità nella continenza: “Ci sono tre forme della virtù di castità: quella degli sposi, quella della vedovanza, infine quella della verginità. Non lodiamo l'una escludendo le altre. […] Sotto questo aspetto, la disciplina della Chiesa è ricca [Sant'Ambrogio, De viduis, 23: PL 16, 241-242].

(Prossima domanda: Che cos'è l'amore casto, e perché un cristiano deve vivere in castità?)

lunedì 29 maggio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 402



YOUCAT Domanda n. 402 - Che cos'è l'amore?


(Risposta Youcat) L'amore è la libera donazione del cuore.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2346) La carità è la forma di tutte le virtù. Sotto il suo influsso, la castità appare come una scuola del dono della persona. La padronanza di sé è ordinata al dono di sé. La castità rende colui che la pratica un testimone, presso il prossimo, della fedeltà e della tenerezza di Dio.

Per meditare  

(Commento Youcat) Essere colmi di amore significa provare un tale piacere per qualcosa da uscire fuori di sé e dedicarsi a quel qualcosa: un musicista può dedicarsi ad un capolavoro; una maestra d'asilo può essere a disposizione con tutto il cuore dei suoi bambini. In ogni forma di amicizia è presente l'amore; eppure la più bella forma di amore sulla terra è l'amore fra uomo e donna, con cui i due si donano per sempre l'uno all'altra. Ogni amore umano è immagine dell'amore di Dio, in cui si trova ogni amore: l'amore è infatti la caratteristica intima del Dio trino; in Dio c'è uno scambio sussistente e un dono permanente. Grazie alla sovrabbondanza dell'amore divino noi uomini partecipiamo all'amore eterno di Dio. Quanto più un uomo ama, tanto più diviene simile a Dio. L'amore deve segnare tutta la vita umana, ma deve realizzarsi in maniera particolarmente profonda e significativa quando un uomo e una donna, nel contesto del matrimonio, si amano e diventano «una sola carne» (Gen 2, 24).

 (Commento CCC)  (CCC 1826) Se non avessi la carità, dice ancora l'Apostolo, “non sono nulla”. E tutto ciò che è privilegio, servizio, perfino virtù… senza la carità, “niente mi giova” (1Cor 13,1-3). La carità è superiore a tutte le virtù. E' la prima delle virtù teologali: “Queste le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità” (1Cor 13,13). (CCC 1827) L'esercizio di tutte le virtù è animato e ispirato dalla carità. Questa è il “vincolo di perfezione” (Col 3,14); è la forma delle virtù; le articola e le ordina tra loro; è sorgente e termine della loro pratica cristiana. La carità garantisce e purifica la nostra capacità umana di amare. La eleva alla perfezione soprannaturale dell'amore divino.

(Prossima domanda: Qual è il rapporto fra l'amore e la sessualità?)

sabato 27 maggio 2017

Ascensione del Signore: Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo



Ascensione del Signore: Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo 


Attualmente, il mistero dell’Ascensione si celebra nella settima Domenica di Pasqua. L’evangelista Luca descrive due volte quest’episodio della vita del Signore Gesù. La prima volta nella conclusione del suo Vangelo e la seconda nell’apertura degli Atti degli Apostoli. Questo mistero è considerato anche come una grande epifania gloriosa del Cristo Risorto. 

Ascoltiamo la Parola di Dio 


At 1,1-11: 1 Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi 2fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.3Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. 4Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, "quella - disse - che voi avete udito da me: 5Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo".6Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: "Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?". 7Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, 8ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra".9Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. 10Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro 11e dissero: "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo".


Ef 1,17-23: Fratelli, 17il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; 18illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi 19e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l'efficacia della sua forza e del suo vigore.20Egli la manifestò in Cristo, quando risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,21al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.22 Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:23essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.


Mt 28,16-20: In quel tempo, 16gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 17Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 18Gesù si avvicinò e disse loro: "A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo


Il mistero dell’Ascensione, che l’evangelista Luca descrive nella conclusione del suo Vangelo e nell’apertura degli Atti degli Apostoli, rappresenta una grande epifania gloriosa di Cristo Risorto. Gesù sale al Padre, ma rimane sempre presente in mezzo a noi. Il termine Ascensione  deriva dal fatto che la Sacra Scrittura si esprime anche con antichissimi  simboli umani, culturali e religiosi. Il “cielo” indica l’immensità e infinità dell’alto, come distesa superiore di luce e di bene, che domina il basso, il nostro mondo terreno, sotto il quale si pongono le ombre e tenebre degli “inferi”, il male e la morte. 
La Scrittura descrive il rapporto e gli incontri fra Dio e l’uomo con le immagini di Dio che “scende” verso il mondo dell’uomo, perché l’uomo possa “salire” o “ascendere” al mondo di Dio. Il significato di Cielo, quindi, è antropologico, religioso e spirituale, non fisico o materiale, spaziale e astronomico. L’Ascensione, perciò, indica l’inserimento rsi nella vita divina, la comunione, l’infinito e l’eterno. Ciò consente di comprendere il mistero dell’Ascensione come collegato alla Resurrezione del Signore
La frase del Vangelo: “Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio(Mc 16,19) indica il punto finale della Risurrezione. Il corpo di Cristo è glorioso fin dall'istante della sua Risurrezione, come provano le proprietà nuove e soprannaturali che mostra in permanenza (Lc 24,31; Gv 20,19.26). La sua gloria, però, era ancora velata dall’umanità ordinaria (Mc 16,12; Lc 24,15; Gv 20,14-15; 21,4). Nella sua ultima apparizione, invece, tale umanità entrò definitivamente nella gloria divina, simbolizzata dalla nube (At 1,9; Lc 9,34-35), dal cielo (Lc 24,51) e dal sedersi per sempre sul trono alla destra del Padre. 
Queste immagini descrivono l'evento storico e trascendente dell'Ascensione. Da allora, il Signore siede anche corporeamente in cielo, alla destra del Padre, ne condivide la gloria e l’onore e intercede per “quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio(Eb 7,25). Com ciò ha inaugurato il definitivo Regno eterno del Signore, che mai tramonterà, mai sarà distrutto, nel quale tutti i popoli e le nazioni lo adoreranno (Dn 7,14). Apostoli e credenti diventano i testimoni del “Regno che non avrà mai fine”. 
Ascendere al cielo significa, quindi, partecipare alla potenza e autorità di Dio. Nella sua umanità, Gesù Cristo è Signore, detiene ogni potere nei cieli e sulla terra, è sopra ogni potenza angelica (principati, potenze e dominazioni). Poiché il Padre “ha sottomesso tutto ai suoi piedi(Ef 1,21-22), Cristo è Signore del cosmo (Ef 4,10; 1Cor 15,24.27-28) e della storia. In lui sono “ricapitolati”, ossia trovano compimento trascendente (Ef 1,10), tutta la creazione e la storia umana. Egli è il Capo della Chiesa che è il suo corpo (Ef 1,22). Avendo compiuto la sua missione, elevato al cielo e glorificato, permane anche sulla terra, nella sua Chiesa e suo Regno. È già presente nel mistero del suo germogliare nella nostra Terra.  32

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   


La preghiera iniziale invoca dal Padre la possibilità di attuare la speranza che anche la nostra umanità sia innalzata accanto al Figlio già asceso al cielo e nostro capo nella gloria: “Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria”. 

L’Ascensione di Cristo, come santo scambio di doni, consenta anche al nostro spirito d’innalzarsi alla gioia del cielo: “Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamo nella mirabile ascensione del tuo Figlio, e per questo santo scambio di doni fa’ che il nostro spirito s’innalzi alla gioia del cielo”.

Nell’orazione finale chiediamo al Signore onnipotente e misericordioso, di poter gustare i divini misteri e desiderare la patria eterna, dove ha innalzato l’uomo accanto a lui nella gloria: “Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi il desiderio della patria eterna, dove hai innalzato l’uomo accanto a te nella gloria”.