lunedì 31 luglio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 437



YOUCAT Domanda n. 437 - Come dobbiamo comportarci con gli animali?


Gli animali sono creature come noi, che amiamo e di cui ci dobbiamo rallegrare, come Dio si rallegra della loro presenza.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2417) Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine [Gen 2,19-20; 9,1-4]. E' dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l'uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane. (CCC 2457) Gli animali sono affidati all'uomo, il quale dev'essere benevolo verso di essi. Possono servire alla giusta soddisfazione dei suoi bisogni.

Per meditare

(Commento Youcat) Anche gli animali sono creature di Dio dotate di sensibilità; è peccato seviziarli, farli soffrire e ucciderli inutilmente; tuttavia non si può anteporre l'amore per gli animali all'amore per gli uomini.

(Commento CCC) (CCC 2418) E' contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. E' pure indegno dell'uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini. Si possono amare gli animali; ma non si devono far oggetto di quell'affetto che è dovuto soltanto alle persone.  (CCC 2456) Il dominio accordato dal Creatore all'uomo sulle risorse minerali, vegetali e animali dell'universo, non può essere disgiunto dal rispetto degli obblighi morali, compresi quelli che riguardano le generazioni future. 

(Prossima domanda: Perché la Chiesa cattolica ha una propria dottrina sociale?)

sabato 29 luglio 2017

A 17ª DomTO: Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto



A 17ª DomTO: Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto


Continuano le parabole di Gesù sul Regno dei cieli. In questa Domenica due di esse descrivono il Regno come il massimo tesoro da trovare, cercandolo con uno sforzo instancabile e assiduo. La terza parabola presenta le condizioni per esservi ammessi, mediante l’immagine dei pesci nelle reti dei pescatori. Si raccolgono e trattengono soltanto quelli buoni, mentre quelli cattivi sono scartati e rifiutati.  

Ascoltiamo la Parola di Dio 


1Re 3,5.7-12: In quei giorni 5a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: "Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda". Salomone disse: 7“Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. 8Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. 9Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?”. 10Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. 11Dio gli disse: “Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, 12ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te”.


Rm 8,18-30: Fratelli, 28noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. 29Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; 30quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.


Mt 13, 44-52: In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: 44Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.45Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; 46trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.47Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. 48Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. 49Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni 50e li getteranno nella fornace ardente , dove sarà pianto e stridore di denti.51Avete compreso tutte queste cose?". Gli risposero: "Sì". 52Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche"

Meditiamo con lo Spirito Santo


Anche in questa Domenica il Vangelo presenta alcune parabole sul Regno dei cieli. Si può dire che esse riguardino soprattutto gli atteggiamenti giusti per trovare il Regno, raggiungerlo ed entrarvi. Le prime due parabole paragonano il Regno a un grande tesoro, che alcuni trovano senza loro merito, altri in seguito ad una ricerca assidua. La terza parabola indica che non tutti sono ammessi ad entrarvi, ma devono affrontare un esame, una scelta e una decisione. 
L’immagine è quella di una rete piena di pesci, che i pescatori esaminano, trattenendo soltanto quelli buoni. Quelli cattivi sono scartati e rifiutati. Poiché nel Regno di Dio entrano soltanto coloro che sono buoni, tutti hanno la necessità continua di pentirsi e convertirsi. 
La prima lettura, dal Primo libro dei Re, presenta Salomone, figlio di David, che dovendo succedere al padre nel reggere Israele, chiede a Dio il dono della Sapienza che gli consenta di avere un cuore docile e di saper discernere il bene dal male in tutti i suoi atti. Il Signore approva che non abbia chiesto vita lunga, potere e ricchezze, lo loda e gli dona “un cuore saggio e intelligente”. Essere docili alla volontà del Signore e saper discernere il bene dal male sono le qualità indispensabili e le doti essenziali per poter reggere e governare i popoli. 
Il Vangelo conclude le parabole sul Regno con due brevi racconti. Tesoro e perla sono immagini di qualcosa di valore inestimabile alla quale sacrificare tuto con prontezza e coraggio. Rende bene l’idea che la venuta di Gesù costituisce l’occasione unica da non perdere e impegnare tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. L’idea dominante è che una volta scoperto il Regno nessun altro bene può più bastare e che una volta che si possiede tale tesoro, tutto il resto diviene superfluo. L’impegno per averlo esige sforzi e sacrifici il cui risultato è una gioia immensa, incontenibile. Inoltre, esso deve continuare sempre, fino a che il giudizio divino, e non i criteri umani, decida la sorte dei giusti, dei buoni e dei malvagi ed empi. 
Di qui la domanda per sapere in che cosa consista veramente questo immenso tesoro. La risposta è nella seconda lettura, la Lettera di S. Paolo ai Romani, che descrive il  disegno di Dio”. Esso consiste nel chiamarci ad essere conformi all'immagine del Figlio suo. In questo modo, il suo Figlio Unigenito Gesù Cristo è il primogenito tra molti fratelli. Paolo descrive tutti i passaggi di questa vocazione divina da parte del Signore. Egli ci conosce da sempre, ossia fin dall’eternità. Avendoci conosciuti ci ha destinati a diventare conformi all’immagine del suo Figlio. A tal fine ci ha chiamati e giustificati, ossia liberati dai nostri peccati, mediante il Battesimo e i sacramenti e resi giusti mediante la sua grazia. 
Il termine finale di questi suoi doni e interventi su di noi è la glorificazione, ossia lo splendore della sua stessa gloria in noi, mediante la condivisione della sua vita, della beatitudine eterna e della risurrezione finale dei nostri corpi. Per spiegare questi misteri, S. Paolo ricorre all’immagine dell’eredità e degli eredi. Il suo argomento è lineare. Se siamo figli, siamo anche eredi. In questo caso siamo eredi di Dio e coeredi con Cristo.
 L’eredità che ci verrà data è la gloria divina del Figlio di Dio. Come Cristo ce l’ha meritata con la sua passione, soffrendo per noi, anche noi dobbiamo meritarla partecipando con amore alle sue sofferenze, certi che tutto concorre al nostro bene. Il bene da noi operato con l’aiuto del Signore è destinato alla gloria eterna nel suo Regno di santità e di amore.    

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa  


O Padre, fonte di sapienza, che ci ha rivelato in Cristo il tesoro nascosto e la perla preziosa, concedi a noi il discernimento dello Spirito, perché sappiamo apprezzare fra le cose del mondo il valore inestimabile del tuo Regno, pronti ad ogni rinunzia per l’acquisto del tuo dono”.

Accetta Signore, queste offerte che la tua generosità ha messo nelle nostre mani, perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri, santifichi la nostra vita presente e ci guidi alla felicità senza fine”.

O Dio nostro Padre, che ci hai dato la grazia di partecipare al mistero eucaristico, memoriale perpetuo della passione dl tuo Figlio, fa’ che questo dono del suo ineffabile amore giovi sempre per la nostra salvezza”.  

Gualberto Gismondi ofm

venerdì 28 luglio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 436



YOUCAT Domanda n. 436 - Quale rapporto dobbiamo intrattenere con la creazione?


(Risposta Youcat) Rispettiamo l'incarico di Dio quando ci prendiamo cura in maniera sostenibile della terra in quanto nostro ambiente di vita, con le sue leggi, la varietà delle specie, la sua bellezza naturale e le sue risorse che sempre si rinnovano, in modo che anche le generazioni a venire possano vivere bene sulla terra.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2415) Il settimo comandamento esige il rispetto dell'integrità della creazione. Gli animali, come le piante e gli esseri inanimati, sono naturalmente destinati al bene comune dell'umanità passata, presente e futura [Gen 1,28-31]. L'uso delle risorse minerali, vegetali e animali dell'universo non può essere separato dal rispetto delle esigenze morali. La signoria sugli esseri inanimati e sugli altri viventi accordata dal Creatore all'uomo non è assoluta; deve misurarsi con la sollecitudine per la qualità della vita del prossimo, compresa quella delle generazioni future; esige un religioso rispetto dell'integrità della creazione [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 37-38].

Per meditare

(Commento Youcat) Nel libro della Genesi sta scritto: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra» (Gen 1, 28). Con «dominio sulla terra» non si intende un diritto assoluto a disporre arbitrariamente della natura animata e inanimata, degli animali e delle piante. Essere creati ad immagine di Dio significa che l'uomo si prende cura della creazione di Dio come farebbe un pastore e un guardiano; sta scritto infatti: «Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse» (Gen 2,15). 

(Commento CCC) (CCC 2416) Gli animali sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura [Mt 6,26]. Con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono gloria [Dn 3,79-81]. Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricorderà con quale delicatezza i santi, come san Francesco d'Assisi o san Filippo Neri, trattassero gli animali.

(Prossima domanda: Come dobbiamo comportarci con gli animali?)

giovedì 27 luglio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 435



YOUCAT Domanda n. 435 - Si possono «comprare» e «vendere» le persone?


(Risposta Youcat) Nessun uomo, e nemmeno le sue parti, possono essere ridotti a merce; tanto meno l'uomo stesso può fare di se stesso una merce. L'uomo appartiene a Dio, che gli ha donato libertà e dignità. La compravendita di persone, come viene praticata oggi, e non solo nell'ambito della prostituzione, è un'azione profondamente riprovevole.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2414) Il settimo comandamento proibisce gli atti o le iniziative che, per qualsiasi ragione, egoistica o ideologica, mercantile o totalitaria, portano all' asservimento di esseri umani, a misconoscere la loro dignità personale, ad acquistarli, a venderli e a scambiarli come fossero merci. Ridurre le persone, con la violenza, ad un valore d'uso oppure ad una fonte di guadagno, è un peccato contro la loro dignità e i loro diritti fondamentali. San Paolo ordinava ad un padrone cristiano di trattare il suo schiavo cristiano “non più come schiavo, ma […] come un fratello carissimo [...], come uomo, nel Signore” (Fm 16).

Per meditare

(Commento Youcat) Commercio di organi e di embrioni in biotecnologia, commercio di bambini a scopo di adozione, reclutamento di bambini-soldato, prostituzione: in tutti questi casi si ripropone l'ingiustizia atavica del commercio di esseri umani e della schiavitù. Le persone vengono private della loro libertà, della loro dignità, della loro autodeterminazione, e infine anche della vita; si fa di loro degli oggetti con cui il proprietario può ricavare un guadagno. Dal commercio di esseri umani in senso stretto bisogna tenere distinte le pratiche, ad esempio, del calcio e di altri sport: anche in questi contesti si parla di compravendita, ma si tratta di operazioni per le quali è necessario come premessa il libero assenso dei giocatori.

(Commento CCC) (CCC 2297) I rapimenti e la presa di ostaggi fanno regnare il terrore e, con la minaccia, esercitano intollerabili pressioni sulle vittime. Essi sono moralmente illeciti. Il terrorismo minaccia, ferisce e uccide senza discriminazione; esso è gravemente contrario alla giustizia e alla carità. La tortura, che si serve della violenza fisica o morale per strappare confessioni, per punire i colpevoli, per spaventare gli oppositori, per soddisfare l'odio, è contraria al rispetto della persona e della dignità umana. Al di fuori di prescrizioni mediche di carattere strettamente terapeutico, le amputazioni, mutilazioni o sterilizzazioni direttamente volontarie praticate a persone innocenti sono contrarie alla legge morale [Pio XI, Lett. enc. Casti connubii: DS 3722-3723].

(Prossima domanda: Quale rapporto dobbiamo intrattenere con la creazione?)