sabato 22 luglio 2017

A 16ª DomTO: I giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre



A 16ª DomTO: I giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre


La liturgia continua a presentarci come nasce e cresce la grande realtà del Regno di Dio o Regno dei cieli, già descritta nella domenica precedente. In questa Domenica le parabole di Gesù mostrano l’azione del nemico del Regno, e come il Regno, piccolo e nascosto, cresca inarrestabile fino ad affermarsi definitivamente.

Ascoltiamo la Parola di Dio 


Sap 12,13. 16-19: 13Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall'accusa di giudice ingiusto. 16La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. 17Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l'insolenza di coloro che pur la conoscono.18Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.19Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

Rm 8,26-27: Fratelli, 26lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; 27e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

Mt 13,24-43: 24In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. 25Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. 26Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. 27Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: "Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?". 28Ed egli rispose loro: "Un nemico ha fatto questo!". E i servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a raccoglierla?". 29"No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio".31Espose loro un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. 32Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami". 
33Disse loro un'altra parabola dicendo: "Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata".34Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, 35perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.36Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: "Spiegaci la parabola della zizzania nel campo". 37Ed egli rispose: “Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. 38Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno 39e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. 40Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. 41Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità 42e li getteranno nella fornace ardente , dove sarà pianto e stridore di denti. 43Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!”.   

Meditiamo con lo Spirito Santo


Anche in questa Domenica, la liturgia ci presenta alcune parabole di Gesù che descrivono i molteplici aspetti del Regno di Dio o Regno dei cieli. In particolare, descrivono come esso nasce e cresce in mezzo a molte difficoltà. Le parabole di questa Domenica, infatti, da un lato mostrano i tentativi del nemico di Dio di ostacolare il suo Regno, dall’altro la crescita inarrestabile di questo che, per quanto piccolo e nascosto, procede verso la sua dimensione definitiva. Frutto del Regno è anche la crescita di un’umanità nuova, che il Signore, al suo ritorno, farà risplendere come il sole. 
Apparentemente, gli inizi del Regno di Dio sono insignificanti. Nasce da Gesù, un artigiano povero che si mette a predicare, viene contestato, condannato e crocifisso dai potenti. I suoi seguaci sono un “piccolo gregge”, ossia un gruppetto, di pochi pescatori galilei. Tuttavia, proprio da inizi così poveri, e nonostante le immense opposizioni umane, questo piccolo seme divino mostra di avere in sé una prorompente forza di crescita, che muta e rivoluziona tutta la storia umana. È per questo che Gesù lo paragona a un granellino di senapa, il seme più piccolo di tutti, che cresce fino a diventare l’albero più grande di tutte le piante dell'orto. 
Un’altra efficace immagine è il poco lievito che scompare nella pasta, ma la fa crescere e diventare grande. Satana, il nemico del Regno cerca di ostacolarlo e distruggerlo con tutte le sue forze, senza mai riuscirvi. Il padrone del campo, ossia il Signore, è saggio, prudente e soprattutto preoccupato di non sradicare il suo buon grano. È per questo che non interviene e raccomanda ai suoi servi di lasciare crescere tutto insieme: il grano (discepoli e credenti) e la zizzania (increduli e peccatori) fino alla mietitura (giorno del giudizio). Solo allora la zizzania sarà gettata a bruciare nel fuoco, mentre il grano: “i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro”. La parabola indica che il male sarà sempre presente e continuerà a insidiare il bene. Egualmente le opposizioni e gli ostacoli alla crescita del Regno, su questa terra e durante la storia, non cesseranno mai. 
La grandiosa visione di Dio mostra che la realtà e l’efficacia del Regno superano immensamente la presenza del male. È solo ai nostri occhi umani che esse rimangono nascoste e misteriose. Il Regno, quindi, sarà sempre drammaticamente combattuto e crescerà fino alla sua pienezza, per la potenza del Signore. La prima lettura, dal Libro della Sapienza, mostra che questi problemi erano sentiti vivamente già nell’Antica Alleanza, la cui riflessione rimane sempre valida. Essa, infatti, mostra che Dio è unico, giudice giusto, padre che ha cura di tutti. La sua forza e onnipotente è principio di giustizia, che lo porta a giudicare con mitezza e governare con molta indulgenza. 
Questa sua bontà, giustizia e mitezza insegnano al suo popolo e ai giusti che devono amare gli uomini, perché tutti sono figli di Dio, che a tutti concede pentimento dei peccati e speranza. Nulla e nessuno può contrastare la sua potenza divina, che è sempre piena d’amore e di perdono. Anche la seconda lettura, dalla Lettera di Paolo Apostolo ai Romani, ricorda che la salvezza definitiva, iniziata da Cristo con la sua Pasqua è attesa da tutti. 
L’attende l’intero universo, che ne sarà trasformato. L’attende l’insieme dei credenti cristiani. L’attende lo Spirito Santo che, con gemiti inesprimibili, si unisce al gemito della creazione, dell’umanità e della Chiesa per condurre tutti al Padre. Di fronte a questi gemiti di desiderio e d’invocazione espressi dallo Spirito Santo nei nostri cuori, il Padre non rimane indifferente. Lo Spirito, infatti, ci vuole pienamente conformi ai disegni e alla volontà del Padre. La sua supplica è perfetta e supera la nostra debolezza e il non saper pregare nel modo conveniente. Fondato su questa intercessione dello Spirito, il cristiano guarda tutto ciò che lo attende, con piena fiducia e incrollabile speranza.   

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa  


L’orazione iniziale chiede al Signore che la sua parola rinnovi la nostra speranza di vedere e far parte, al suo ritorno, della nuova umanità che splenderà come sole nel suo Regno: “Ci sostenga sempre, o Padre, la forza e la pazienza del tuo amore; fruttifichi in noi la tua parola, seme e lievito della Chiesa, perché si ravvivi la speranza di veder crescere l’umanità nuova, che il Signore al suo ritorno farà splendere come il sole nel tuo regno”.


Qui chiediamo a Dio che il perfetto sacrificio di Cristo che noi offriamo sia sempre in onore del Padre e giovi alla salvezza di tutti: “O Dio, che nell’unico e perfetto sacrificio del Cristo hai dato valore e compimento alle tante vittime della legge antica, accogli e santifica questa nostra offerta come un giorno benedicesti i doni di Abele, e ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore giovi alla salvezza di tutti”.


La partecipazione alla grazia di questi santi misteri ci faccia passare dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova in Cristo: “Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova”.   

Gualberto Gismondi ofm

venerdì 21 luglio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 431



YOUCAT Domanda n. 431 - Si può fare ricorso a trucchi per evadere il fisco?


(Risposta Youcat) La furberia con cui eludere sistemi fiscali complessi non è ammissibile; l'elusione e la frode fiscali sono immorali, come anche la falsificazione e l'occultamento di fatti praticati per sottrarsi ad una giusta contribuzione fiscale.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2409) Ogni modo di prendere e di tenere ingiustamente i beni del prossimo, anche se non è in contrasto con le disposizioni della legge civile, è contrario al settimo comandamento. Così, tenere deliberatamente cose avute in prestito o oggetti smarriti; commettere frode nel commercio [Dt 25,13-16]; pagare salari ingiusti [Dt 24,14-15; Gc 5,4]; alzare i prezzi, speculando sull'ignoranza o sul bisogno altrui [Am 8,4-6]. Sono pure moralmente illeciti: la speculazione, con la quale si agisce per far artificiosamente variare la stima dei beni, in vista di trarne un vantaggio a danno di altri; la corruzione, con la quale si svia il giudizio di coloro che devono prendere decisioni in base al diritto; l'appropriazione e l'uso privato dei beni sociali di un'impresa; i lavori eseguiti male, la frode fiscale, la contraffazione di assegni e di fatture, le spese eccessive, lo sperpero. Arrecare volontariamente un danno alle proprietà private o pubbliche è contrario alla legge morale ed esige il risarcimento.

Per meditare

(Commento Youcat) Con una contribuzione fiscale proporzionata alle loro capacità i cittadini contribuiscono a che lo Stato possa svolgere i propri compiti; per questo la frode fiscale non è un peccato veniale; Le tasse devono però essere giuste e proporzionate, e devono essere regolate in maniera legale.

(Commento CCC) (CCC 1867) La tradizione catechistica ricorda pure che esistono “peccati che gridano verso il cielo”. Gridano verso il cielo: il sangue di Abele [Gen 4,10]; il peccato dei Sodomiti [Gen 18,20; 19,13]; il lamento del popolo oppresso in Egitto [Es 3,7-10]; il lamento del forestiero, della vedova e dell'orfano [Es 22,20-22]; l'ingiustizia verso il salariato [Dt 24,14-15; Gc 5,4]. 

(Prossima domanda: Può un cristiano giocare in borsa o su internet?)

giovedì 20 luglio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 430



YOUCAT Domanda n. 430 - Che cosa si intende con «giustizia commutativa»?


(Risposta Youcat) La giustizia commutativa regola lo scambio fra persone nel pieno rispetto dei loro diritti; esige la salvaguardia dei diritti di proprietà, il pagamento dei debiti e l'adempimento delle obbligazioni liberamente contratte, il risarcimento adeguato dei danni perpetrati e la restituzione di quanto è stato sottratto.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2411) I contratti sottostanno alla giustizia commutativa, che regola gli scambi tra le persone e tra le istituzioni nel pieno rispetto dei loro diritti. La giustizia commutativa obbliga strettamente; esige la salvaguardia dei diritti di proprietà, il pagamento dei debiti e l'adempimento delle obbligazioni liberamente contrattate. Senza la giustizia commutativa, qualsiasi altra forma di giustizia è impossibile. Va distinta la giustizia commutativa dalla giustizia legale, che riguarda ciò che il cittadino deve equamente alla comunità, e dalla giustizia distributiva, che regola ciò che la comunità deve ai cittadini in proporzione alle loro prestazioni e ai loro bisogni.  

Per meditare

(Commento CCC) (CCC 2412) In forza della giustizia commutativa, la riparazione dell'ingiustizia commessa esige la restituzione al proprietario di ciò di cui è stato derubato. Gesù fa l'elogio di Zaccheo per il suo proposito: “Se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto” (Lc 19,8). Coloro che, direttamente o indirettamente, si sono appropriati di un bene altrui, sono tenuti a restituirlo, o, se la cosa non c'è più, a rendere l'equivalente in natura o in denaro, come anche a corrispondere i frutti e i profitti che sarebbero stati legittimamente ricavati dal proprietario. Allo stesso modo hanno l'obbligo della restituzione, in proporzione alla loro responsabilità o al vantaggio avutone, tutti coloro che in qualche modo hanno preso parte al furto, oppure ne hanno approfittato con cognizione di causa; per esempio, coloro che l'avessero ordinato, o appoggiato, o avessero ricettato la refurtiva.

(Prossima domanda: Si può fare ricorso a trucchi per evadere il fisco?)

mercoledì 19 luglio 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 429



YOUCAT Domanda n. 429 - Quali regole vigono per la proprietà intellettuale?


(Risposta Youcat) Anche l'appropriazione della proprietà intellettuale altrui è furto.



Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC)(CCC 2408) Il settimo comandamento proibisce il furto, cioè l'usurpazione del bene altrui contro la ragionevole volontà del proprietario. Non c'è furto se il consenso può essere presunto, o se il rifiuto è contrario alla ragione e alla destinazione universale dei beni. E' questo il caso della necessità urgente ed evidente, in cui l'unico mezzo per soddisfare bisogni immediati ed essenziali (nutrimento, rifugio, indumenti...) è di disporre e di usare beni altrui [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 69].

Per meditare

(Commento Youcat) Non solo il Plagio è furto; il furto della proprietà intellettuale comincia con un compito copiato a scuola e prosegue con lo scaricamento illegale da internet, riguarda la realizzazione di copie pirata su diversi supporti fino al commercio di concetti e di idee rubati. Ogni diffusione di una proprietà intellettuale altrui richiede il libero consenso o la giusta retribuzione del proprietario, oppure La sua partecipazione ai proventi.

(Commento CCC) (CCC 2409) Ogni modo di prendere e di tenere ingiustamente i beni del prossimo, anche se non è in contrasto con le disposizioni della legge civile, è contrario al settimo comandamento. Così, tenere deliberatamente cose avute in prestito o oggetti smarriti; commettere frode nel commercio [Dt 25,13-16]; pagare salari ingiusti [Dt 24,14-15; Gc 5,4]; alzare i prezzi, speculando sull'ignoranza o sul bisogno altrui [Am 8,4-6]. Sono pure moralmente illeciti: la speculazione, con la quale si agisce per far artificiosamente variare la stima dei beni, in vista di trarne un vantaggio a danno di altri; la corruzione, con la quale si svia il giudizio di coloro che devono prendere decisioni in base al diritto; l'appropriazione e l'uso privato dei beni sociali di un'impresa; i lavori eseguiti male, la frode fiscale, la contraffazione di assegni e di fatture, le spese eccessive, lo sperpero. Arrecare volontariamente un danno alle proprietà private o pubbliche è contrario alla legge morale ed esige il risarcimento.  

(Prossima domanda: Che cosa si intende con «giustizia commutativa»?)