giovedì 31 agosto 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 453



   

YOUCAT Domanda n. 453 - Parte I. Che cosa ha a che fare con Dio il nostro rapporto con la verità?


(Risposta Youcat) Vivere nel rispetto della verità non significa solo essere fedeli a se stessi; più precisamente, significa essere fedeli nei confronti di Dio, che è la fonte di ogni verità. In maniera immediata troviamo la verità su Dio e su tutta la realtà in Gesù, che è «la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6).

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2465) L'Antico Testamento attesta: Dio è sorgente di ogni verità. La sua Parola è verità [Pr 8,7; 2 Sam 7,28]. La sua legge è verità [Sal 119,142]. La sua “fedeltà dura per ogni generazione” (Sal 119,90) [Lc 1,50]. Poiché Dio è il “Verace” (Rm 3,4), i membri del suo popolo sono chiamati a vivere nella verità [Sal 119,30]. (CCC 2466) In Gesù Cristo la verità di Dio si è manifestata interamente. Pieno di grazia e di verità (Gv 1,14), egli è la “luce del mondo” (Gv 8,12), egli è la verità [Gv 14,6]. Chiunque crede in lui non rimane nelle tenebre (Gv 12,46). Il discepolo di Gesù rimane fedele alla sua parola, per conoscere la verità che fa liberi [Gv 8,31-32] e che santifica [Gv 17,17]. Seguire Gesù è vivere dello Spirito di verità (Gv 14,17) che il Padre manda nel suo nome [Gv 14,26] e che guida “alla verità tutta intera” (Gv 16,13). Ai suoi discepoli Gesù insegna l'amore incondizionato della verità: “Sia il vostro parlare sì, sì; no, no” (Mt 5,37).     

Per meditare

(Commento Youcat) Chi segue davvero Gesù porta nella propria vita sempre maggiore fedeltà alla verità: egli elimina dalla sua vita tutte le menzogne, le falsità e le finzioni e diviene trasparente come la verità. Credere non significa altro che divenire testimoni della verità.

(Commento CCC) (CCC 2467) L'uomo è naturalmente proteso alla verità. Ha il dovere di rispettarla e di attestarla: “A motivo della loro dignità tutti gli uomini, in quanto sono persone, […] sono spinti dalla loro stessa natura e tenuti per obbligo morale a cercare la verità, in primo luogo quella concernente la religione. E sono pure tenuti ad aderire alla verità conosciuta e ordinare tutta la loro vita secondo le esigenze della verità” [Dignitatis humanae, 2]. 

(Continua la domanda: Che cosa ha a che fare con Dio il nostro rapporto con la verità?)

mercoledì 30 agosto 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 452



YOUCAT Domanda n. 452 - Parte III. Che cosa ci richiede l'ottavo comandamento?


(Risposta Youcat - ripetizione) L'ottavo comandamento ci insegna a non mentire; mentire significa parlare o comportarsi contro la verità. Chi mente inganna se stesso e gli altri, che invece hanno diritto di conoscere tutta la verità su una determinata cosa.   

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2484) La gravità della menzogna si commisura alla natura della verità che essa deforma, alle circostanze, alle intenzioni del mentitore, ai danni subiti da coloro che ne sono le vittime. Se la menzogna, in sé, non costituisce che un peccato veniale, diventa mortale quando lede in modo grave le virtù della giustizia e della carità. (CCC 2465) L'Antico Testamento attesta: Dio è sorgente di ogni verità. La sua Parola è verità [Pr 8,7; 2 Sam 7,28]. La sua legge è verità [Sal 119,142]. La sua “fedeltà dura per ogni generazione” (Sal 119,90) [Lc 1,50]. Poiché Dio è il “Verace” (Rm 3,4), i membri del suo popolo sono chiamati a vivere nella verità [Sal 119,30].

Per meditare

(Commento Youcat) Ogni menzogna contraddice la giustizia e l'amore; la menzogna è anche una forma di violenza: porta in sé il germe della divisione in una comunità e mina la fiducia sulla quale si basa ogni gruppo umano.

(Commento CCC) (CCC 2466) In Gesù Cristo la verità di Dio si è manifestata interamente. Pieno di grazia e di verità (Gv 1,14), egli è la “luce del mondo” (Gv 8,12), egli è la verità [Gv 14,6]. Chiunque crede in lui non rimane nelle tenebre (Gv 12,46). Il discepolo di Gesù rimane fedele alla sua parola, per conoscere la verità che fa liberi [Gv 8,31-32] e che santifica [Gv 17,17]. Seguire Gesù è vivere dello Spirito di verità (Gv 14,17) che il Padre manda nel suo nome [Gv 14,26] e che guida “alla verità tutta intera” (Gv 16,13). Ai suoi discepoli Gesù insegna l'amore incondizionato della verità: “Sia il vostro parlare sì, sì; no, no” (Mt 5,37).   

(Prossima domanda: Che cosa ha a che fare con Dio il nostro rapporto con la verità?)

martedì 29 agosto 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 452



YOUCAT Domanda n. 452 - Parte II. Che cosa ci richiede l'ottavo comandamento?


(Risposta Youcat - ripetizione) L'ottavo comandamento ci insegna a non mentire; mentire significa parlare o comportarsi contro la verità. Chi mente inganna se stesso e gli altri, che invece hanno diritto di conoscere tutta la verità su una determinata cosa.   

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2483) La menzogna è l'offesa più diretta alla verità. Mentire è parlare o agire contro la verità per indurre in errore. Ferendo il rapporto dell'uomo con la verità e con il suo prossimo, la menzogna offende la relazione fondamentale dell'uomo e della sua parola con il Signore. (CCC 2485) La menzogna è per sua natura condannabile. E' una profanazione della parola, la cui funzione è di comunicare ad altri la verità conosciuta. Il proposito deliberato di indurre il prossimo in errore con affermazioni contrarie alla verità costituisce una mancanza in ordine alla giustizia e alla carità. La colpevolezza è maggiore quando l'intenzione di ingannare rischia di avere conseguenze funeste per coloro che sono sviati dal vero.

Per meditare

(Commento Youcat) Ogni menzogna contraddice la giustizia e l'amore; la menzogna è anche una forma di violenza: porta in sé il germe della divisione in una comunità e mina la fiducia sulla quale si basa ogni gruppo umano.

(Commento CCC) (CCC 2486) La menzogna (essendo una violazione della virtù della veracità) è una autentica violenza fatta all'altro. Lo colpisce nella sua capacità di conoscere, che è la condizione di ogni giudizio e di ogni decisione. Contiene in germe la divisione degli spiriti e tutti i mali che questa genera. La menzogna è dannosa per ogni società; scalza la fiducia tra gli uomini e lacera il tessuto delle relazioni sociali.   

(Continua la domanda: Che cosa ci richiede l'ottavo comandamento?)

lunedì 28 agosto 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 452



YOUCAT Domanda n. 452 - Parte I. Che cosa ci richiede l'ottavo comandamento?


(Risposta Youcat) L'ottavo comandamento ci insegna a non mentire; mentire significa parlare o comportarsi contro la verità. Chi mente inganna se stesso e gli altri, che invece hanno diritto di conoscere tutta la verità su una determinata cosa.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2464) L'ottavo comandamento proibisce di falsare la verità nelle relazioni con gli altri. Questa norma morale deriva dalla vocazione del popolo santo ad essere testimone del suo Dio il quale è e vuole la verità. Le offese alla verità esprimono, con parole o azioni, un rifiuto ad impegnarsi nella rettitudine morale: sono profonde infedeltà a Dio e, in tal senso, scalzano le basi dell'Alleanza. (CCC 2467) L'uomo è naturalmente proteso alla verità. Ha il dovere di rispettarla e di attestarla: “A motivo della loro dignità tutti gli uomini, in quanto sono persone, […] sono spinti dalla loro stessa natura e tenuti per obbligo morale a cercare la verità, in primo luogo quella concernente la religione. E sono pure tenuti ad aderire alla verità conosciuta e ordinare tutta la loro vita secondo le esigenze della verità” [Dignitatis humanae, 2]. 

Per meditare

(Commento Youcat) Ogni menzogna contraddice la giustizia e l'amore; la menzogna è anche una forma di violenza: porta in sé il germe della divisione in una comunità e mina la fiducia sulla quale si basa ogni gruppo umano.

(Commento CCC) (CCC 2468) La verità in quanto rettitudine dell'agire e del parlare umano è detta veracità, sincerità o franchezza. La verità o veracità è la virtù che consiste nel mostrarsi veri nei propri atti e nell'affermare il vero nelle proprie parole, rifuggendo dalla doppiezza, dalla simulazione e dall'ipocrisia.

(Continua la domanda: Che cosa ci richiede l'ottavo comandamento?)

sabato 26 agosto 2017

21ª DomTO: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.



21ª DomTO: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.


Il celebre testo del Vangelo di Matteo riporta la risposta di Gesù a Pietro e i tre simboli biblici fondamentali: roccia, chiavi, legare e sciogliere. Con essi Gesù esprime i compiti affidati al suo Regno: salvare, assolvere, ammonire, esortare, formare. Il Signore li ha donati alla Chiesa e affidati a Pietro per provvedere fino alla fine dei tempi la salvezza e la santificazione dell’umanità. 

Ascoltiamo la Parola di Dio 


Is 22,19-23: Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo: 19“Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto.20In quel giorno avverrà che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkia;21lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura e metterò il tuo potere nelle sue mani. Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda.22Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire.23Lo conficcherò come un piolo in luogo solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre.


Rm 11,33-36; 33O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! 34Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere?35 O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio? 36Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.  


Mt 16,13-20: In quel tempo, 13Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: "La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?". 14Risposero: "Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti". 15Disse loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". 16Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". 17E Gesù gli disse: "Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. 18E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. 19A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli". 20Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Meditiamo con lo Spirito Santo  


Il Vangelo di Matteo (16,13-20) presenta i simboli biblici fondamentali: roccia, chiavi, legare-sciogliere, per indicare i compiti di misericordia, perdono divino e guida spirituale della Chiesa, affidati a Pietro, fino alla fine dei tempi. Già nell’Antico Testamento, Dio “roccia d’Israele” era: salvezza, rifugio, bastione, scudo, torre inespugnabile del suo popolo, fondamento sicuro e incrollabile, roccia unica eterna. Credendo in lui nessuno vacilla. Nel Nuovo Testamento Gesù è la roccia che dona l’acqua viva del suo Spirito, al suo nuovo popolo e a quanti credono in lui. 
Tale roccia deve rimanere anche quando egli ritorna al Padre, per cui rende Pietro tale roccia, sulla quale fonda la sua Chiesa, solida e stabile per sempre. Il secondo simbolo, le chiavi, e il terzo, l’aprire e chiudere esprimono insieme l’autorità e il potere divino, affidati alla Chiesa e a Pietro, perché la parola e l’azione salvifica di Gesù continuino a effondersi nell’umanità. Gesù, infatti, non affida solo il potere di perdonare i peccati, ma anche quello di guidare alla santità tutti i credenti mediante le immutabili e insondabili verità divine. Pietro e la Chiesa “una, santa, cattolica e apostolica”, sono investiti della stessa missione e funzione di Cristo: fonte e segno visibile dell’unità. 
A Pietro fu data la funzione di pietra fondamentale primaria e decisiva, per cui nessuno può porre un fondamento diverso da quello posto da Gesù (1Cor 3,11). In tutti i tempi, Pietro e gli Apostoli con lui, devono: interpretare e attualizzare i segni della volontà salvifica di Cristo e del suo Spirito; giudicare ciò che è ingiusto e iniquo nelle strutture mondane di ogni tempo e di ogni cultura; perdonare i peccati, ammonire, esortare, consolare, illuminare le menti; formare le coscienze
Devono soprattutto annunciare e far conoscere a tutte le generazioni e i tempi: “la profondità, la  ricchezza, la sapienza e la conoscenza di Dio”. Ogni Vescovo di Roma, Successore di Pietro, Sommo Pontefice, Papa è roccia di Cristo; apre le porte del Regno; offre il perdono dei peccati, indica le verità per la salvezza. Il suo ministero si effonde su tutta la Chiesa, corpo mistico e visibile il cui Cristo è il capo, i fedeli sono le membra, lo Spirito Santo è l’anima. Cristo e la Chiesa conducono i credenti alla gloria e beatitudine della Gerusalemme celeste, città e tempio eterno del Dio vivente e dei suoi Santi.     

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 


La Chiesa chiede al Padre che la testimonianza dell’apostolo Pietro, fondamento della nostra fede, consenta a tutti gli uomini di diventare pietre vive per edificare la sua Chiesa: “O Padre, fonte di sapienza, che nell’umile testimonianza dell’apostolo Pietro hai posto il fondamento della nostra fede, dona a tutti gli uomini la luce del tuo Spirito, perché riconoscendo in Gesù di Nazareth il Figlio del Dio vivente, diventino pietre vive per l’edificazione della tua Chiesa”.


Qui chiediamo che l’unico e perfetto sacrificio del Cristo, conceda sempre alla Chiesa il dono dell’unità e della pace: “O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli con l’unico e perfetto sacrificio del Cristo, concedi sempre alla tua Chiesa il dono dell’unità e della pace”.
 
Con l’orazione finale chiediamo al Signore che la forza redentrice della sua misericordia ci renda conformi alla sua volontà e forti e generosi nel suo amore: “Porta a compimento, Signore, l’opera redentrice della tua misericordia e perché possiamo conformarci in tutto alla tua volontà, rendici forti e generosi nel tuo amore”.     

GUALBERTO GISMONDI  ofm