giovedì 17 agosto 2017

Commento CCC a YouCat Domanda n. 448



YOUCAT Domanda n. 448 - Parte I. Povertà e sottosviluppo sono un destino ineluttabile?


(Risposta Youcat) La terra che Dio ci ha donato è ricca, ed è in grado di offrire a tutti cibo e spazio a sufficienza; eppure ci sono intere regioni, paesi e continenti in cui gli uomini non hanno neppure ciò che è più necessario per vivere. Questa sperequazione nel mondo affonda le sue radici in complessi motivi storici, ma non è ineluttabile. I paesi ricchi hanno l'obbligo morale di risollevare dalla povertà gli stati sottosviluppati per mezzo di sostegni allo sviluppo e con la creazione di giuste condizioni economiche e commerciali.

Riflessione e approfondimenti

(Commento CCC) (CCC 2437) A livello internazionale, la disuguaglianza delle risorse e dei mezzi economici è tale da provocare un vero “fossato” tra le nazioni [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, 14]. Da una parte vi sono coloro che possiedono e incrementano i mezzi dello sviluppo, e, dall'altra, quelli che accumulano i debiti.

Per meditare

(Commento Youcat) Sul nostro pianeta vivono 1,4 miliardi di persone costrette a vivere con meno di 1 euro al giorno; soffrono per la carenza di cibo e spesso anche di acqua potabile e in genere non hanno accesso all'istruzione e all'assistenza medica. È stato valutato che ogni giorno più di 25.000 persone muoiono a causa della denutrizione, e molte di queste sono bambini  

(Commento CCC) (CCC 2438) Varie cause, di natura religiosa, politica, economica e finanziaria danno oggi “alla questione sociale […] una dimensione mondiale” [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, 9]. Tra le nazioni, le cui politiche sono già interdipendenti, è necessaria la solidarietà. E questa diventa indispensabile allorché si tratta di bloccare “i meccanismi perversi” che ostacolano lo sviluppo dei paesi meno progrediti [Ibid., 17; 45]. A sistemi finanziari abusivi se non usurai [Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 35], a relazioni commerciali inique tra le nazioni, alla corsa agli armamenti si deve sostituire uno sforzo comune per mobilitare le risorse verso obiettivi di sviluppo morale, culturale ed economico, “ridefinendo le priorità e le scale di valori, in base alle quali si decidono le scelte” [Ibid., 28].  

(Continua la domanda: Povertà e sottosviluppo sono un destino ineluttabile?)

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